di Cristiana Alicata.
Molti di noi hanno il volto tumefatto e stanco, metaforicamente parlando. La sensazione di una passeggiata tra le macerie, la prima dopo la fine dei bombardamenti. La guerra è finita, ma adesso bisogna ricostruire tutto e la cosa difficile è capire da dove si comincia. Non esagero. Per chi come me vota dal 1994 e aveva visto in Berlusconi già allora quello che sarebbe stato -ed eravamo molti – oggi è un giorno di compita soddisfazione accompagnata da una triste consapevolezza. Avere perso il treno della giovinezza. Possiamo sperare in età adulta di avere un governo sobrio, attento al bene comune, stabile. Sì, ho sorriso ieri, ho fatto persino un pugno nostalgico cantando Bella Ciao. Ho gridato l’inno nazionale.
Ma poi già ieri sera ho fatto i conti con le cose che non vanno lo stesso, che non so nemmeno se sono creature del berlusconismo, in ogni caso sotto questo regime catodico hanno proliferato e vegetato.
Mentre il Paese seguiva il percorso di Berlusconi dal Quirinale a Palazzo Grazioli il PD, da solo, era a via dei Giubbonari. C’ero anche io. Noi militanti e Bersani. Sembra sempre che non mi va mai bene niente. Eppure sono tra coloro che pensano che dobbiamo stare in mezzo al nostro popolo (tutta la gente che mi chiamava dal Quirinale vota PD) e non costruirci luoghi altri in cui stare tra di noi. Non concordo affatto con Bersani quando dice che è merito del PD se se ne è andato a meno che non mettiamo nel PD, Napolitano. Ma non è il momento della polemica, per cui mi taccio. Vi dico anche che come al solito, in questi frangenti, il PD dimostra più senso di responsabilità di chiunque altro e mi fido quando Bersani dice che non ci stiamo ad ogni condizione. Vanno definiti gli obiettivi e soprattutto i tempi, i tempi di quando la politica riavrà il suo primato. Mi preoccupa l’estrazione di Monti. Ma il liberismo non mi fa paura. Giudico la sinistra e la destra, oggi, da come e se funziona il welfare. Punto.
E poi, tra la festa e l’andare a dormire, siamo inciampati nel Paese. Abbiamo provato a mangiare in un posto, erano le undici, e non ci hanno fatto mangiare. Ci dice il barista accanto che non è vero che avevano finito il famoso “cibo” che si compra in questo posto e che noi avremmo comunque preso da mangiare in strada. Ci dice che i camerieri lavorano in nero a 950€ al mese e l’accordo, però, è che ad una certa ora si chiude. Gente a panza piena, evidentemente, i padroni del locale. Bello spreco.
Il cameriere che ci dice queste cose è pugliese. Farebbe il videomaker se non fosse che la sua società è fallita e lui ora, appunto, lavora in nero da aprile. La birra costa 5 euro. A Berlino 1,20€ e bevi birra buonissima. Penso che forse gli affitti a Roma costano di più e questo poi a ruota fa saltare tutto il sistema: gli stipendi bassi, i prezzi alti. D’altronde siamo un paese di immobiliaristi e palazzinari. Forse un intervento anche lì non guasterebbe, penso. Ci spostiamo in una pizzeria famosa lì accanto, dove la pizza fa veramente schifo ormai. Roba per turisti con scarsa attitudine al cibo come noi li consideriamo da bravi perfetti provinciali. Spendiamo 10 € ma troviamo le bucce di bresaola nel piatto degli straccetti, non si scusano nemmeno e la ricevuta la dobbiamo chiedere altrimenti non ce la davano nemmeno. Torniamo verso casa, ripassiamo da Campo de Fiori che è un ammasso di giovanissimi. Sento dietro a me: “Negro di merda.” E non ce la faccio più. No, non è possibile. Non oggi. Mi giro, incontro gli occhi spaventati di un venditore ambulante. Ci spiega che gli hanno preso delle orecchie di peluche con le lucine e gli hanno dato solo 2 euro invece dei 3 che aveva chiesto. 3 maledetti euro. Andiamo nel mucchietto di questa comitiva a cui non aggiungo aggettivi, mi viene incontro una ragazzina, forse 18 anni – ma dico forse – e mi dice che va bene così, vanno bene i due euro e ha l’aria di quella, circondata dai maschietti alticci, che mi sfida. Certo. Tanto lui è abusivo, non può fare nulla. Anzi loro andranno a casa convinti di avergli fatto un favore.
Diamo noi l’euro mancante. Ma torno a casa con una rabbia che non ne avevo una così non so da quanto tempo. E penso che avrei voluto picchiarli e non dare il loro euro. Mi sento un’idiota. Lo confesso. Proprio a testate li avrei presi. Mi fa rabbia questo Paese. A volte mi fa persino schifo. E’ come diviso a metà tra chi a prescindere dalle idee politiche ha a cuore il bene comune e chi non gliene frega nulla. Ma proprio nulla.
E poi ci dormo su. Ritrovo l’amore per questa terra. So che dobbiamo ripartire dalla cultura. Rioccupare tutti i posti lasciati vuoti, non con le nostre idee. Non faremo questo errore. Dobbiamo ridare al Paese, cominciando dall’asilo, il senso di se stesso e la capacità dell’uso del telecomando accanto alla riabitudine alla lettura perché non tratteniamo più le informazioni. Corpi vuoti bombardati da informazioni veloci che svaniscono come sono arrivate. Ho visto a Berlino un Paese che ricorda. Che si sofferma. L’Italia adesso deve fermarsi e ricordarsi di avere votato Mussolini e Berlusconi. Riconosciuto questo, possiamo guarire. Non cancelliamo subito tutto come se non fosse mai avvenuto. La rimozione è proprio il peggiore danno culturale che potremmo fare all’Italia.
Sarà difficile uscirne. Tanti auguri, Italia.
iMille.org – Direttore Raoul MinettiiMille.org – Direttore Raoul Minetti






Ecco anche qui la mia quota di “acqua fredda”.
Dici: “La guerra è finita”. Ammettendo di passare il termine “guerra”, non è finito proprio nulla. Il PdL ha sempre 212 deputati e 128 senatori, Berlusconi è sempre il suo leader (lo ha appena ripetuto Alfano) e ritornerà a fare il tribuno (ha anche annunciato una manifestazione nazionale del PdL).
Non è cambiato nulla, ci starà, probabilmente, un governo per evitare il baratro prendendo per qualche mese soldi dove potrà e poi ricomincerà il solito circo.
Finché non perde, e di molto, le elezioni non cambia nulla.
Se il PdL ha tutti quei deputati e senatori, la ragione sta nelle strade e nelle piazze italiane, come quelle descritte nel post. Che funzionano in quel modo lì. Se Berlusconi è sempre il leader (e non altri, per esempio Alfano), è perché gli altri sono le persone che popolano quelle piazze e quelle strade, che ha bisogno del “padre” a qualunque età, e che poi vota come vota.
Perde solo se non lo votano più, cioè quando diventano un po’ più adulti. Spero presto.
dura, drammatica analisi del paese che è, non di quello che vorremmo. continuo a pensare che Nilde Iotti aveva 23 anni quando ha lavorato sulla Carta, noi a 35 stiamo scrivendo sui blog, mentre un ammasso di persone che “hanno dato”, hanno assistito e partecipato allo spettacolo della prima e seconda repubblica, si stanno preparando per la terza. Senza spazi per nessuno. Persone che di economia non ci capiscono niente ma di politica e politichese sono ferratissime. Capiamoci: un buon politico è anche un buon governante, a patto che si limiti a gestire e tracciare un percorso con un senso politico, mentre il suo team di partito – competente – gli illustra la traccia tecnica! Quello che invece abbiamo visto fin oggi è che chi traccia una linea politica non si accerchia di persone competenti, ma di altri che cercano di “tracciare la linea politica”.
Da questo punto di vista il governo Monti è la sconfitta della politica: non dei ministri, bensì dei partiti (in questo caso PDL e lega) che non sono riusciti a mettere sotto ai ministri dei sottosegretari “tecnici” e “responsabili”, al contrario i sottosegretari in questo governo catodico sono stati merce di scambio.
Una mia gioia nemmeno tanto privata e’ vedere quanto rosicano le Alicate per un risultato che senza il PD (e senza Bersani e la sua capacita’ di “fare” politica) si sarebbe dovuto ancora attendere per anni. Rosichino pure, e si imbuchino pure alle feste nelle quali vanno malvolentieri. Meglio festeggiare con il nostro popolo a via dei Giubbonari che buttare monetine con i finiani e i radicali a un avversario sconfitto.
ma sì…offendiamo gli italiani che erano lì al 99% a ringraziare Napolitano…tra cui tantissimi nostri militanti. ma come si fa a dire certe stronzate?
in ogni caso Gianni ero a Giubbonari. e non rosico. non hai letto bene. ma no…perché leggere, perché soffermarsi. perché ascoltare.
Un articolo bello e interessante. Circa le considerazioni di Cristiana su Mario Monti, sono sue personali. Mario Monti e’ persona di altissimo profilo e di grande serieta’
Chi definisce ogni circolo del PD, ma in particolare quello dei Giubbonari ( o quello della Bolognina, o quello di Zona Porto, per dire) come “luogo altro dove stare fra noi”, e’ oltre. Oltre ogni possibile discussione. La rosicata sta nel rendersene dolorosamente conto.
Gianni ma tu hai dei grossi problemi. Davvero. Non ho attaccato i circoli…tra l’altro (apri le orecchie) c’ero anche io. Ho detto che il Paese era altrove ieri sera. Punto. Una lieve critica. Rosicando? Ma di cosa, abbi pazienza? Io che ti rispondo pure. Mah.
Molto bello questo post, Cri. Sarà che sono in una giornata triste, ma penso proprio che per risollevare il paese fatto da quel gruppo di giovani italiani che avresti voluto prendere a testate, ci voglia solo una guerra civile e tanta, tanta, tanta fame e disperazione. Solo così si recupera il senso della dignità altrui. Naturalmente non mi auguro niente di tutto ciò. Dico solo che in tempo di pace e di opulenza (per quanto in crisi) e di consumismo tv, noi con le nostre nude mani e le nostre belle idee possiamo nulla.