Monti, l’uomo del terzo anello di Hegel

di Cristiana Alicata.

Lo dicevamo solo pochi giorni fa in due luoghi diversi. Uno era Berlino e l’altro era un caffè letterario barese frequentato dalla generazione di Monti e da qualcuno che lo conosce bene: all’Italia manca l’ultimo anello di Hegel, quello dello Stato.

 

Nella spirale hegeliana (chiusa) che descrive la società dall’individuo, ontologicamente scontato e quindi non nominato, si passa alla famiglia, poi alla Società Civile quindi allo Stato. La famiglia diviene un transito, il luogo dell’educazione e della crescita che riconsegna l’individuo alla dimensione collettiva ed infine allo Stato

 

In Germania questa tensione filosofica è visibilmente pratica quotidiana. Si potrebbe osare un luogo comune e dire che lo è nel bene e nel male.

 

In Italia, da sempre, da secoli, la sfera pubblica vive una profonda frattura tra vita laica e vita religiosa con l’aggravante che ad un certo punto lo Stato si è incarnato, quasi sempre e quasi ovunque, in uno Stato invasore e nemico.

La piazza dei comuni italiani era occupata dal municipio e dalla Chiesa.

Ne fanno eccezione laicamente il Piemonte in quanto invasore, parti della Toscana e dell’Emilia Romagna e, religiosamente, Roma e dintorni. Il resto d’Italia è abituato al dominio. Fuori dall’individualità e dalla famiglia c’è l’astrazione del sopruso.

 

Così il rifugio dall’individualità è divenuta la famiglia. In Italia, la famiglia è importante. Pare una banalità, ma il culto di questa sfera sociale esiste ed ha le sue manifestazioni arcaiche anche in ambito politico con partiti che ne fanno un fine da difendere, cristallizzandone di fatto il ruolo e troncando ogni aspirazione a qualsiasi funzionamento sociale più ampio.

 

Un esempio: case pulitissime, città sporche. Legami di clientela e raccomandazione. La stessa definizione linguistica della nostra organizzazione criminale più famosa: la Mafia è uno Stato nello Stato e noi la chiamiamo “la famigghia”.

 

Il soggetto, così, trova rifugio nella famiglia e considera lo Stato un nemico e la Società Civile il luogo caotico e disorganizzato in cui sfogare la dimensione pubblica. Lo Stato, al massimo può elargire aiuti al nucleo fondamentale: bonus bebè, contributo per la scuola privata, detrazioni fiscali.

 

Una società che riconosce anche il terzo anello, invece, investe soldi negli asili nido per due motivi: il bambino può socializzare più in fretta al di fuori dalla famiglia e la donna può lavorare. Un capolavoro dedicato all’espressione della soggettività dentro lo Stato.

 

Registro oggi, con enorme gioia, l’assenza nel governo Monti, del ministero della Famiglia e spero che non ve ne siano mai più. Le competenze di cura e crescita della famiglia, intesa come nucleo di passaggio, sono competenze del welfare. Non è un caso che le pari opportunità siano state coerentemente assegnate al ministero del lavoro, privandole di ogni ideologia che non sia legata allo sviluppo. Tutto il resto è e sarà e deve essere welfare. Matrimoni gay, compresi.

 

Per la prima volta l’assetto dei ministeri è esso stesso idea di stato e società.

 

Il pertugio in cui deve infilarsi la sinistra – ci tornerò più approfonditamente in altra riflessione consapevole che il programma di Monti è quanto di più lontano al PD si potesse pensare e Fassina lo sa bene – sarà proprio nel dare massimo supporto e stimolo a Monti sulle politiche di welfare e non su quelle, cosiddette impropriamente, per la famiglia.

 

In questa sottilissima, ma sostanziale distinzione, passa la differenza tra un’Italia moderna, laica ed europea e quella arcaica, familistica, corrotta e priva di senso dello Stato.

 

Non so se è l’idea di Monti, ma voglio credere che sia così.

 

iMille.org – Direttore Raoul MinettiiMille.org – Direttore Raoul Minetti

2 Commenti

  1. La famiglia in Italia rappresenta l’unico vero ammortizzatore sociale, e se fino ad ora non abbiamo fatto il tonfo è proprio grazie alla enorme quota di risparmio privato posseduto dalle famiglie. Ma ormai le riserve sono quasi completamente prosciugate, e il tonfo è molto più vicino di quanto si pensi. Non ci resta che sperare in SuperMario

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