Lui e Noi

di Michele Mezza.

Non volevo infierire. Avevo già scritto ieri, e poteva bastare. Ma la scena  dionisiaca che ha cinto d’assedio il Quirinale ieri mi ha quasi indignato. Non è possibile replicare sempre il peggio di questo paese, dal 25 luglio, al Raphael, i servi diventano sempre carnefici.  La folla che inveiva ieri ha donato  al cavaliere gli unici 5 minuti di dignità. Dare il calcio al cadavere per terra è infame. Ma mettere in mostra la propria impotente lubrica felicità per un evento di cui non si ha alcun merito è forse peggio. Ieri in piazza c’erano cittadini onesti e felici, e’ vero, ma l’insieme era deprimente.

Per 17 anni Berlusconi ha potuto insediarsi nella testa e nella pancia di questo paese, senza maschere, dicendo esattamente quello che era, ossia un brianzolo rampante, che dopo aver azzeccato qualche colpetto immobiliare ha incontrato al Bar qualche avventuriero, lo ha usato ed ha vinto la bisca. Nessuno è riuscito ad insidiarlo, o a spodestarlo. Perfino quando è stato sconfitto, sempre di misura e sempre per eventi occasionali e precari, lui rimaneva al centro della scena, si viveva pensando a lui, o contro di lui, il che è lo stesso.

Berlusconi è diventato LUI identificandosi, trasversalmente con il paese. Sia la parte che si muoveva, che lui rassicurava sul minimo di esposizione competitiva possibile, sia la parte inerte, che lui proteggeva elettoralmente. Nessuno è riuscito a far saltare questo patto sociale scellerato. Berlusconi vince tenendo insieme la Lega Nord più esasperata e l’area ex fascista più corporativa e protezionistica. Un’acrobazia che doveva esplodere. Invece nessuna opposizione ha potuto fare meglio. E ad esplodere è stato il bilancio dello stato.

Ma quanti hanno vissuto su questa scia: apparati statali, aziende protette, banche inefficienti, sindacati elemosinieri, sinistra nostalgica. Ed infatti non si è cavato un ragno dal buco. Nonostante gli scandali, gli stallieri di Arcore, Ruby e compagnia.

Poi sono arrivati gli alleati: banche internazionali, istituzioni europee, e centri finanziari locali. A colpi di spread il tiranno è stato spodestato, ma come accadeva nel medioevo, quando arrivano i lanzichenecchi, poi non se ne vanno spontaneamente. Per questo credo che sia triste esibire una gioia che all’estero da’ solo il segno del masochismo impotente di una società civile che è peggio della sua rappresentazione politica.

Io credo che questo sia il vero buco nero: ci accaniamo sui resti della politica per non parlare di noi, delle nostre nicchie, di un andazzo che ci fa fatica cambiare. Ma per fortuna c’è la crisi. Da Monti ad un reale conflitto che separi rendita e profitto e costringa il lavoro a sceglie fra questi due campi, come diceva il caro vecchio Marx. E niente brindisi fino ad allora.

 

iMille.org – Direttore Raoul MinettiiMille.org – Direttore Raoul Minetti

13 Commenti

  1. Però, davvero, quest’ansia di spaccare il capello in quattro e vedere sempre – sempre, sempre – ciò che va male, ciò che è sbagliato, mi ha un po’ stufato.
    Ieri sera ero al Quirinale anch’io, trascinato da mia moglie che canta nel coro del CIMA ed è andata a dar man forte ai musicisti e coristi che hanno intonato l’Hallelujah dal Messiah di Handel. Qualcuno avrà pur tirato le monetine (io non li ho visti, però), qualcuno avrà urlato slogan un po’ fuori dalle righe. Ma vi assicuro che ascoltare dietro di me un ragazzo e una ragazza giovani giovani, al primo intonare del coro, sorpresi dall’idea, che dicevano di essere profondamente commossi ed ammirati, mi ha fatto bene.
    Ho capito, gli italiani sono corresponsabili, ho capito, ci siamo fatti berlusconizzare un po’ tutti. Però, santa polenta, chi in tutti questi anni si è fatto il mazzo, nei modi più vari, facendo politica o cultura o piccola resistenza umana, per contrastare il dominio berlusconiano, almeno per una sera avrà avuto pure il diritto di rallegrarsi e sentirsi felice!

    (e poi, la finezza di Hendel non somiglia nemmeno un po’ alle mortadelle mostrate dalla destra alla caduta di Prodi. O sbaglio?)

  2. Corrado, io mi sentirei più felice quando Berlusconi e tutti i suoi saranno sconfitti sonoramente alle elezioni. Sono ancora lì e peseranno tantissimo sul governo, una specie di scheggia impazzita.
    Saranno mesi durissimi, non solo economicamente, altro che la fine …

  3. Riccardo, su questo concordo in pieno. Figurati, già il numero di vecchi maschi che infestano il totoministri è un segnale deprimente. E so benissimo che B. è sempre pronto a resurrezioni. E sono pure con Civati Vendola e mi sembra pure Paolo Mieli, ad auspicare che il governo Monti duri lo stretto indispensabile.
    Il mio punto non era “con la festa di ieri è tutto risolto”. Il mio punto era “almeno un attimo fateci festeggiare in modo liberatorio e non siate sempre così malpancisti. Certo che da domani si ricomincia…”

  4. enzo

    D’accordo con ciò che scrive Mezza. Caro Corrado cosa c’è da festeggiare? Il sistema politico, e quindi il paese, è molto malato. E Berlusconi cade non perchè abbiamo praticato il famoso “resistere, resistere, resistere”. E questo vorrà pur dir qualcosa. Il sistema politico, i partiti, il PD sono percorsi da un male oscuro che copre questi ultimi quindici anni e la classe politica (a me interessa in particolare quella di sx) non è riuscita a riformare i partiti. Ora con le dimissioni di Berlusconi si apre una nuova fase, ma sono sempre loro, gli stessi, che stanno guidando. Cosa c’è da festeggiare se anche quando hanno sconfitto Berlusconi non sono stati capaci di di governare? Cosa c’è da festeggiare se questi “perpetui” sono sempre lì a dirci come si fa politica e si ripresenteranno alle elezioni con le stesse formule e i stessi uomini? Ecco mi piacerebbe festeggiare perchè finalmente si afferma anche in Italia un nuovo riformismo, una sinistra veramente laica e capace di sbloccare il paese. Ieri sera abbiamo assistito ad un evento che, appunto, apre una nuova fase che però è tutta da gestire per portare il paese ad un livello più alto di civiltà.

  5. la mia mestizia non è per fortuna solitaria. Solo una cosa: la gente che era lì è quella che da 17 anni aspetta la liberazione…i servi non c’erano. era sabato pomeriggio. Facevano shopping. Oppure desideravano farlo. Shopping.

  6. Vabbè, ci rinuncio a farmi capire. Quanto siete barbosi… Ho solo detto che ieri chi ha fatto di tutto per non avere B, aveva ben diritto di festeggiare un risultato che tutti sappiamo solo un timido inizio della vera liberazione

  7. eh…ho detto questo no? ;-)

  8. Maurizio Pozzi

    E’ solo il primo passo,c’è veramente molto ancora da fare, non tutto é merito nostro, molto é demerito loro, ma concordo con quanto scritto da Corrado:
    “Però, santa polenta, chi in tutti questi anni si è fatto il mazzo, nei modi più vari, facendo politica o cultura o piccola resistenza umana, per contrastare il dominio berlusconiano, almeno per una sera avrà avuto pure il diritto di rallegrarsi e sentirsi felice!”

    specialmente sul santa polenta :)

  9. Ottavio

    Secondo me, invece, bisogna festeggiare perché B è caduto per lo stesso motivo per cui si cade in tutti i paesi normali: ha governato male, anzi malissimo, e alla fine le paillettes e i lustrini non sono più riusciti a nascondere la realtà.
    Certo, deve darci da riflettere il fatto che ci siano voluti 17 anni e l’intervento dei lanzichenecchi, ma — santa polenta! — le esultanze ci stanno prima di rimettersi al lavoro.

  10. O santa polenta, ma certamente corrado. Volevo mettere un po’ in guardia dal non fermarsi ;) Perché ci vuole poco a che ritornino.
    Già da stasera, è atteso un videomessaggio di B … la qual cosa non promette nulla di buono

  11. Gianni

    Corrado, uno puo’ far festa come gli pare, e comunque conosco mortadelle all’ altezza di Hendel. Ma una volta sobri ricordiamoci quanto segue: non c’era un regime, non c’era una dittatura, non c’e’ stata nessuna guerra e nessuna liberazione, un governo regolarmente eletto e’ stato istituzionalmente sconfessato dal parlamento, un tecnico (come lo fu Ciampi) ricevera’ da un Presidente unversalmente stimato l’ incarico di fare un nuovo governo che chiedera’ fiducia alle camere. E ricordiamoci anche (lo dico per gli altri) che senza il PD e il suo lavoro nella societa’ e nel parlamento non sarebbe successo niente di tutto questo. Bonale’.

  12. Francesco Cerisoli

    Oh, ecco, bravo Gianni, diciamocelo, francamente: senza il PD Berlusconi sarebbe ancora in sella. Infatti se il centrosinistra avesse risanato il bilancio dello Stato nei 6 anni che ha governato dal 1996 ad oggi, adesso gli speculatori non ci avrebbero preso di mira e quindi Berlusconi non sarebbe caduto.

  13. pgc

    secondo me Mazza (e quelli che hanno espresso lo stesso concetto) avrebbe ragione se:
    1. ci fossero stati rilevanti episodi di violenza. Cosa che non mi risulta (che una modestissima minoranza abbia lanciato monetine e’ irrilevante).
    2. se potesse fare nome e cognome di qualcuno che, seguendo la Carlucci, fino al giorno prima era dalla sua parte ad accettare qualsiasi vergognoso comportamento, e ieri sera fosse stato visto al Quirinale. Cosa che, anch’essa, non mi risulta. Ieri sera al Quirinale c’era per lo piu’ gente che da oltre un decennio non ne poteva piu’.
    3. SB il consenso non se lo fosse conquistato con mezzi discutibili, come l’uso dei media, il potere che aveva, il denaro per pagare il voto dei parlamentari, e le leggi ad personam. In tal caso sarebbe stato vero che la sua nomina fosse basata sul consenso degli elettori e basta.

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