Lavoro. Riassunto delle proposte di Ichino e Boeri

di Giulia Serio.

Presentiamo qui riassunte le proposte di Pietro Ichino e Tito Boeri (come incorporate nel ddl n. 1481 del 2009 e ddl. n. 2000 del 2010) sulla riforma del mercato del lavoro.

Entrambi i disegni di legge propongono l’introduzione di un contratto unico, ponendo in primo piano il problema della segmentazione del mercato del lavoro, ed entrambi sono stati presentati da senatori del PD e si trovano al momento in fase di discussione parlamentare.

Tuttavia, mentre Pietro Ichino avanza l’ipotesi dell’introduzione del licenziamento per motivi economici e organizzativi, opportunamente accompagnato da strumenti di inserimento lavorativo inspirati al modello danese, Tito Boeri propone l’applicazione di livelli di indennità più contenuti in caso di licenziamento non disciplinare nei primi tre anni del rapporto lavorativo e l’istituzione del salario minimo nazionale orario.  Ma ecco le proposte nel dettaglio:

Pietro Ichino Tito Boeri
Tipo di Contratto Contratto di lavoro unico a stabilità crescente Contratto unico di ingresso (CUI)
Articolazione temporale del contratto Tempo indeterminato Tempo indeterminato
Due fasi:

1. periodo di prova di sei mesi

2. periodo di consolidamento del rapporto

Due fasi:

1. fase di ingresso della durata massima di tre anni

2. fase di stabilità

Disciplina in materia di licenziamenti - Una volta trascorso il periodo di prova il datore di lavoro può recedere dal rapporto:

a. con licenziamento disciplinare (per mancanze del lavoratore)

b. per motivi economici, tecnici ed organizzativi

-nel caso in cui il lavoratore interessato abbia maturato più di 20 anni di anzianità di servizio l’onere della prova circa il giustificato motivo economico tecnico o organizzativo è a carico del datore di lavoro

Livello di indennità previsto in caso di licenziamento non disciplinare - i lavoratori che abbiano completato il periodo di prova ma nonmaturato il primo anno di anzianità di servizio possono godere solo del contratto di ricollocazione, senza alcuna indennità.

- i lavoratori che hanno maturato il primo anno di anzianità di servizio godono del diritto al contratto di ricollocazione e al trattamento complementare progressivo che ammonta al 90% dello stipendio per il primo anno, 80% per il secondo, 70% per il terzo e 60% per il quarto per un totale massimo di 40.000 euro l’anno, per un periodo non superiore ai 4 anni.

- Il godimento di questo trattamento è condizionato all’impegno del lavoratore di porsi a disposizione dell’agenzia per le attività di ricollocamento.

1. fase di inserimento: l’ammontare dell’indennità è pari a 5 giorni di retribuzione per ogni mese di prestazione lavorativa.2. fase di stabilità: il contratto unico è regolato dalla disciplina dei licenziamenti oggi in essere.
Assicurazione e servizi di reimpiego - tramite la stipulazione del contratto di ricollocazione le imprese si impegnano a fornire assistenza intensiva alla ricerca della nuova occupazione. A questo fine, le imprese hanno l’obbligo di  predisporre iniziative di formazione o di riqualificazione professionale affidate ad enti bilaterali, o consorzi d’imprese, finanziati interamente dalle imprese aderenti (contributo stimato allo 0,5% del monte salari).
Contribuzione Previdenziale - i contributi sono totalizzati anche per prestazioni di durata inferiore a tre anni e vengono unificati alla media della contribuzione annuale così da raggiungere il 30% della contribuzione lorda per tutti i lavoratori.
Salario Minimo È introdotta la nozione di salario minimo legale nazionale, da applicare ad ogni prestazione di lavoro (ad esclusione delle prestazioni a progetto) ed fissato a 25.000 euro annui lordi per una prestazione a tempo pieno o l’importo equivalente pro quota per durate inferiori. A questo fine è disposta la creazione di una commissione nazionale di esperti .

 

Principali differenze tra le due proposte

  • Flessibilità: Ichino propone l’introduzione della nozione di licenziamento per motivi economici tecnici ed organizzativi. Allo stesso tempo, al fine di tutelare i lavoratori in uscita dal mercato del lavoro, nel caso in cui il lavoratore abbia maturato venti anni di anzianità di servizio l’onere della prova circa il giustificato motivo economico, tecnico od organizzativo del licenziamento dovrà essere attribuito al datore di lavoro. La proposta Boeri prevede, invece, la permanenza di due regimi diversi in materia di indennità contrattuale entro però stretti limiti temporali, che non possono superare i primi tre anni del rapporto lavorativo.
  • Sussidi di disoccupazione: entrambe le proposte affrontano il problema dell’inadeguatezza del livello dei sussidi attuali. Tito Boeri suggerisce l’incremento di un punto dell’aliquota contributiva per l’assicurazione obbligatoria contro la disoccupazione involontaria. Pietro Ichino propone invece cambiamenti maggiori, attraverso l’introduzione di un trattamento complementare progressivo che sia condizionato alla sottoposizione da parte del lavoratore ai programmi di formazione e reinserimento lavorativo offerti dall’azienda tramite il “contratto di ricollocazione”.
  • Reinserimento lavorativo: al centro della proposta Ichino vi è l’introduzione del “contratto di ricollocazione” che le imprese sono obbligate a stipulare con il lavoratore licenziato. Di inspirazione danese, questo contratto impegnerebbe le imprese ad assistere il lavoratore licenziato nella ricerca della nuova occupazione, attraverso la predisposizione iniziative di formazione o di riqualificazione professionale. A tal fine, si individua nel “contratto collettivo” tra imprese lo strumento dedito alla creazione di questi enti di ricollocamento.
  • Contributi previdenziali: in quest’ambito solo Pietro Ichino propone delle riforme, disponendo che i contributi pensionistici siano determinati in misura uguale per tutti i rapporti, così che la media della contribuzione annuale venga portata al 30% del salario lordo, e che il versamento sia esteso anche alle prestazioni di durata inferiore a tre anni.
  • Salario Minimo: solo il progetto Boeri propone dei cambiamenti in materia, tramite l’introduzione del salario minimo nazionale orario.

Affianchiamo in nota di chiusura le proposte per il lavoro presentate dal PD nello scorso ottobre che, evitando di pronunciarsi sul dibattito appena presentato, suggeriscono:

  • Maggiori incentivi per il contratto di apprendistato in relazione alla formazione impartita e fiscalmente agevolato per la sua trasformazione in lavoro stabile;
  • Maggiore regolamentazione dei tirocini e degli stages, che impedisca gli abusi;
  • La defiscalizzazione, per un primo congruo periodo di tempo, delle imprese e delle attività professionali avviate da giovani;
  • Misure volte a promuovere l’occupazione femminile, quali:
    • il potenziamento dei servizi e dei sostegni economici per conciliare lavoro e famiglia;
    • l’universalizzazione de l’indennità di maternità e il ripristino delle norme di contrasto alla “dimissioni in bianco”;
    • estensione del part-time agevolato e volontario;
    • l’utilizzo della leva fiscale per favorire le assunzioni femminili, specie nelle aree più svantaggiate, e per alleggerire l’imposizione sul reddito delle mamme che lavorano.

Risorse bibliografiche

-       Le proposte del Partito Democratico sulla riforma del mercato del lavoro presentate ad ottobre sono disponibili su:http://beta.partitodemocratico.it/doc/224424/lavoro.htm

-       Disegno di legge Ichino: http://www.pietroichino.it/?p=2511

-       Disegno di legge Nerozzi: http://www.senato.it/leg/16/BGT/Schede/Ddliter/testi/34907_testi.htm

Boeri, Tito e Pietro Garibaldi (2008), Un nuovo contratto per tutti, Chiarelettere, 2008, p. 131.

iMille.org – Direttore Raoul Minetti

13 Commenti

  1. dilva

    Tutto quanto scritto al link:
    http://www.imille.org/2011/11/linchiesta-sul-lavoro-di-pietro-ichino/#comments
    è stato, come sempre, totalmente inutile.
    Gente come Ichino e Boeri, e tutti gli altri ben pasciuti, ricchi, mantenuti e garantiti, dovrebbero essere obbligati a vivere al posto di un qualunque precario/a (soprattutto over 55) senza, ovviamente, poter accedere ai loro grassi conti in banca e alle loro amicizie.
    Solo allora, forse, potrebbero capire o, almeno, provare, quale sia la differenza tra flessibilità e precarietà, tra Italia e Daniamarca (Germania, Francia, Svezia…), tra schiavitù e lavoro, tra welfare e presa per il c…, tra essere “uomini o caporali”, tra essere politici e antipolitici.
    Boeri, Ichino e tutti gli altri come loro sono l’unica e vera antipolitica perché sono totalmente contro di noi: la polis.
    Vergognatevi!

  2. u.

    Dilva

    Oltre ad esprimerti la solidarietà per quella che presumo essere la tua condizione attuale (mi sembra che parli di cose che conosci), posso chiederti quale proposta ritieni sia migliore? Quella del PD o un’altra ancora?

  3. veramente ben fatta queta scheda comparativa! Complimenti, finalmente ci capisco qualcosa senza dovermi leggere due libri…

  4. Gianni

    La scheda e’ ben fatta, ma sarebbe ancora meglio se oltre alla proposta di Ichino e quella di Boeri ci fosse anche quella approvata dalla Conferenza del Lavoro di Genova. Oltre a dare un servizio ai lettori, si eviterebbe il sospetto di essere solo dei faziosi sostenitori di una corrente.

  5. Alessandro Giovannini

    caro Gianni, l’articolo riposta la proposta del PD. Poichè non è direttamente comparabile con gli stessi elementi della tabella, è stata riportata separatamente. Accuse di faziosità rimandate al mittente!

  6. Gianni

    Bene, allora fai un altra tabella. Ci vuole tanto? Sempre meno che aggiungere ipocrisia alla faziosità, no?

  7. uqbal

    Gianni

    Bene, allora scriviteli tu gli articoli.

  8. Il veritiero

    E la terza proposta del PD perché non l’avete presentata? Vi fa schifo?

    http://www.camera.it/126?PDL=2630&leg=16&tab=2

  9. bene marco. Ma la cosa principale (la dici, e io la sottolineo) è che il confronto delle idee è giusto e necessario. Ma mettersi ora a chiedere pubblicamente le dimissioni del responsabile economico del PD è intempestivo, scorretto, mi viene da dire barbaro. Nel merito io ho le mie opinioni: ho organizzato anche dei seminari pubblici sul tema. Ma una cosa sono le riflessioni tecniche, altra cosa è valutare quando la politica ne ha bisogno. Qualcuno di questi sedicenti liberal si sarebbe volentieri seduto al tavolo di Sacconi, anche il giorno prima che Berlusconi si dimettesse, pur di far prevalere la sua tesi. Abbiamo bisogno di tutti, ma abbiamo anche bisogno di senso di responsabilità.

  10. Una lettura complementare altamente, altamente, altamente consigliata: http://www.ilpost.it/2011/11/25/fassina-ichino-provenzano/

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