Brindando all’Italia sotto la Tour Eiffel

di Alessandro Giovannini.

Una biciclettata notturna parigina era quello che ci voleva stasera: il pedalare liberamente con i piedi e con la mente, le strade senza macchine, il cielo sgombro di nuvole, trasmettevano un senso di libertà perfetto per chiudere questa serata.

Prima di andare a casa di amici sono passato da Nicolas, l’enoteca di fiducia, per comprare un buon vino italiano e mi sono domandato: ma c’è davvero qualcosa per cui brindare stasera? Qui, ritrovandosi tra italiani, il brindisi con quel vino l’abbiamo fatto: non un brindisi con champagne per festeggiare la sconfitta altrui, né un brindisi alla faccia di qualcuno, perché le scene di cinque anni fa non sono l’ideale di politica che fa bene al nostro paese. Né un brindisi per poi bere del buon vino e dimenticare: quello che è stata l’Italia negli ultimi anni deve rimanere ben lucido nella memoria collettiva, perché il ritrovato spirito civile di noi italiani non venga perduto, né vanificato. Da domani mattina, infatti, i problemi rimarranno, ed affrontarli non sarà facile: lo scatto d’orgoglio che l’Italia ha mostrato in questi ultimi giorni sarà fondamentale per far fronte alle difficoltà dei prossimi mesi, che di certo richiederanno una forte coesione sociale e uno sforzo collettivo per mettere in pratica quelle riforme per una nuova Italia che tutti noi abbiamo in mente. Né un brindisi per festeggiare la vittoria di qualcuno, perché la classe politica tout cour oggi non può rallegrarsi: da domani la politica in Parlamento, farà un passo indietro anche lei, e verrà messa da parte perché giudicata non all’altezza per traghettare il Paese fuori da questa crisi. La dimostrazione è che dopo il brindisi ci si è messi a parlare di Renzi contro Bersani, Di Pietro contro Casini, etc. Ma stasera non è la sera per questo tipo di discorsi: da domani mattina “gambe in spalla e pedalare”, subito dopo il caffè ci si dovrà fare in quattro per “costruire un’Italia migliore” di cui tanto abbiamo parlato negli ultimi mesi. Ma stasera viviamocela per quella che è, una sera di libertà e di ritrovata speranza.

“Sic transit gloria mundi”. Vedere da lontano le scene di piazza del Quirinale o di palazzo Grazioli fa riflettere: in prima battuta penso allo spirito di chi, dentro quella macchina, si sia davvero sentito un Paese contro. Per uno difficilmente abituato alle sconfitte, che ha costruito la sua immagine sui propri successi, questa serata deve essere davvero stato qualcosa di mai immaginato: non provo né un sentimento di compassione, né un sentimento di rivalsa. Sento, ancora una volta, solo un sentimento di libertà e di rinnovato desiderio per qualcosa di migliore e di nuovo. E penso che questo desiderio sia condiviso da molti altri (a mio avviso a destra come a sinistra), perché stasera tutti abbiamo capito che per l’Italia è fondamentale davvero chiudere presto questa stagione, non trascinarsi in tatticismi politici per cercare di ottenere il massimo ritorno per il proprio partito, ma andare oltre, ripeto a destra, come a sinistra.

Nessuno ci assicura che domani sarà meglio di oggi, ma stasera una vittoria per cui brindare c’è: da oggi c’è una libertà capace di scardinare i ragionamenti che hanno bloccato l’Italia per più di quindici anni, una libertà che è la base per costruire davvero qualcosa di diverso. Un brindisi, quindi, per sancire la fine di una stagione, ma sopratutto per sperare qualcosa di migliore per l’Italia. Cincin e tanti auguri, di cuore, alla nostra Italia.

 

iMille.org – Direttore Raoul MinettiiMille.org – Direttore Raoul Minetti

1 Commento

  1. Inizio da questo primo post a tentare di “raffreddare” un po’ gli animi (compito ingrato, lo so, ma necessario).
    Dici “il ritrovato spirito civile di noi italiani non venga perduto”. In base a cosa? Ricordo che il governo Berlusconi è caduto per pochi transfughi e non certo per aver perso le elezioni. Certo è che (contrariamente a quanto dicono dal pdl) il fenomeno dei transfughi è causato (indirettamente) dal tracollo del paese e quindi le pressioni di confinudstria, sindacati, associazioni di commercianti etc … hanno avuto un peso anche nelle scelte dei “transfughi”. Ma non c’è stata nessuna “riscossa civile”, e non c’è nessuna “nuova pagina”.

    Ci sarà invece, temo, un periodo parecchio burrascoso.

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