Rilanciare l’economia in tre giorni

di Ivan Scalfarotto.

Foto: Sebazac

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Onestamente: un governo che ha lasciato che l’Italia finisse in questo stato che non si sa se definire più pietoso o più vergognoso, quale credibilità ha nel momento in cui si mette al tavolino per inventarsi la ricetta che rilancerà l’economia dovendo farlo in poche ore e perché costretto da una pistola puntata alla tempia dall’estero?

Prendiamo la questione licenziamenti. Posto che pare davvero singolare che la principale mossa per far ripartire il paese sia questa, quello che non si capisce è perché la questione non sia stata gestita in modo organico negli anni. Perché non si sia provato a costruire un sistema che funzionasse non soltanto in modo punitivo nei confronti dei lavoratori, al prezzo di un inasprimento acuto delle relazioni industriali e dei rapporti sociali nel paese, ma una proposta che costituisse un trade-off equilibrato tra la perdità dell’inamovibilità e l’acquisizione di diritti nuovi e diversi: la formazione continua, una protezione economica sostanziale tra un periodo di lavoro e un altro, l’inasprimento delle sanzioni per i licenziamenti discriminatori e contra legem, l’abolizione delle forme più odiose di precariato selvaggio, un sostegno serio al lavoro femminile e anche interventi legislativi forti e ficcanti per migliorare la sicurezza sul lavoro. Insomma la creazione di un sistema di maggiori opportunità che costituisse una forma di “garanzia dinamica” rispetto alle vecchie “garanzie statiche” del passato. Come si dice con un’espressione un po’ trita ma efficace, il passaggio dalla protezione del posto di lavoro alla protezione del lavoratore.

Nulla di tutto questo è stato fatto. Il governo subito all’inizio del mandato ha fatto cose tipo reintrodurre la possibilità delle dimissioni estorte fraudolentemente con la firma di lettere in bianco, che era stata smontata dal governo Prodi: questo ci fa capire subito che tipo di idea selvaggia ha il ministro Sacconi del mondo del lavoro. Poi si è traccheggiato cercando di rendere più facili i licenziamenti con norme tipo quelle sull’arbitrato o quelle del famoso articolo 8 che certamente non avevano l’ambizione di essere una né grande né piccola riforma e nel frattempo le cose sono rimaste sostanzialmente sempre uguali in un processo di evidente marcescenza.

Questo è lo stile del governo: far nulla per anni, leggi ad personam a parte, ed eccoci qui, adesso, a rilanciare l’economia in tre giorni. Ci fosse ancora Flaiano si accorgerebbe che la situazione si è fatta gravissima ma come al solito non è seria.

iMille.org – Direttore Raoul Minetti iMille.org – Direttore Raoul Minetti

1 Commento

  1. Come anche risolvere la questione meridionale in 150 anni … dubito che qualcuno a Bruxelles ci abbia creduto veramente, diciamo che l’importante era salvare le apparenze.
    In ogni modo, come ha più volte sottolineato stasera Sarkozy nella sua intervista, l’Europa ora sarà Francia-Germania e gli altri a ruota. A partire dall’eurozona.

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