di Edgardo Canuto.

"In medio stat virtus" by aldoaldoz (Aldo Cavini Benedetti)
Scrivo a voi perché avete dimostrato con i fatti e con le intenzioni di volervi spendere per la costruzione di un soggetto politico moderato che sappia interpretare e dare voce alla migliore parte della società italiana. In questo periodo di attesa, quasi al termine di un tunnel troppo lungo ed oscuro, varie forze politiche e personalità di spicco del mondo moderato stanno dando vita ad iniziative e proposte di valore che però hanno spesso il limite della disunità.
Credo invece che, ora come non mai, chi ha i mezzi e le capacità per proporre un progetto di nuova etica pubblica, un modello riformatore delle Istituzioni e dell’economia, un patto credibile e serio con il Paese, abbia il dovere di favorire una larga condivisione di tali obiettivi. Condividere vuol dire unire le forze, dialogare, progettare insieme (e non ognuno a “casa” propria) la Nuova Italia che è possibile realizzare.
Qualcuno potrebbe obiettare che i tempi non sono ancora maturi, che non è ancora scattata “l’ora X”, che la nascita di un compiuto soggetto elettorale moderato si realizzerà solo dopo l’implosione del blocco che ci “governa”. Altri affermano che il vero problema è quello della leadership nella presunzione che nessuno di voi, al momento decisivo, vorrà fare un passo indietro. Io so per certo (e voglio sperare) che i problemi che rallentano una sintesi virtuosa ed un’ unità d’intenti non sono quelli della tattica o quelli legati alle aspirazioni personali.
Comprendo che in momenti di transizione e di confusione come quello che stiamo vivendo occorra essere prudenti e non impulsivi. E’ giusto non perpetuare errori del passato, le “fusioni a freddo” o i “partiti del predellino”, che hanno generato più problemi che vantaggi per il nostro sistema democratico. Un passo importante è stato compiuto con la creazione del Terzo Polo, che oggi si presenta unito nella sua rappresentanza presso la Camera dei Deputati ed il Senato della Repubblica. Ma concorderete con me che serve di più!
E qui mi rivolgo esplicitamente a Luca di MONTEZEMOLO affinché entri inequivocabilmente, con la sua Associazione, all’interno del percorso già tracciato dai fondatori del Terzo Polo, portando in dote le interessanti idee e proposte, l’indubbio consenso e la competenza e credibilità sua e dei suoi collaboratori. Credo che ora come non mai la cautela e la riflessione debbano andare di pari passo con il coraggio, perché è necessario scardinare le attuali geometrie politiche che hanno dato pessimi risultati.
Molti cittadini sono in attesa. Lo sono coloro (almeno un terzo) che non sanno se la prossima volta andranno a votare. Lo è chi ha creduto ed appoggiato il bipolarismo e visti i risultati attende un’ alternativa valida, che garantisca riforme e governabilità e che si ponga la sfida di essere forza maggioritaria. Non sembri un’eresia il mio richiamo ad un obbiettivo tanto difficile. Se Terzo Polo (che già a livello semantico trovo riduttivo) diventa sinonimo di “ago della bilancia” allora il progetto farebbe davvero poca strada, incontrerebbe poco entusiasmo, avrebbe troppo poco respiro per essere vincente. Anche rischiando di essere tacciati per sognatori ed incoscienti o si punta in alto oppure il rischio è quello di essere correi nella costruzione di una nuova legislatura identica a quelle precedenti.
Per valutare se davvero ci sono le condizioni per la gemmazione di una coalizione realmente forte e rappresentativa occorre, come dicevo, rompere ogni indugio, “esserci tutti” e dare vita in tempi rapidi ad una Costituente delle forze moderate. All’ordine del giorno dovrà essere posto il problema della sintesi di un programma unitario e come rispondere credibilmente alle forti critiche etiche ed estetiche che covano nell’animo della maggior parte dei cittadini disgustati dal pessimo spettacolo che in generale la politica ha dato di sé negli ultimi anni.
La questione del rinnovamento della classe politica sarà indispensabile per ottenere credibilità e per evitare il perpetuarsi di dinamiche già in atto e non più accettabili.
Penso a tutti i politici che oggi sono in stand-by o che stanno negoziando “il salto della quaglia” e che si spenderanno pubblicamente (partendo da posizioni di privilegio) solo quando la barca starà per affondare, salendo sulle scialuppe che li traghetteranno verso il mantenimento del loro status quo. Se qualcuno pensa di proporre e, peggio, di accettare questo sistema, la speranza di una nuova fase per il nostro Paese sfumerà miseramente ancora una volta.
E’ per questo che Vi ho scritto: per chiedervi di muovervi, di muovervi insieme presto e bene. Nel complesso panorama politico italiano Voi solo oggi avete il privilegio e l’opportunità di proporre e realizzare davvero qualcosa di nuovo ed importante. Gettate ancora una volta il cuore oltre l’ostacolo – come altre volte avete fatto in passato – e fate compiere alla politica italiana quel balzo coraggioso necessario per la costruzione di un futuro migliore e di una nuova grande Speranza Comune.… ci conto!
Con viva cordialità
Edgardo Canuto
iMille.org – Direttore Raoul Minetti
Nota del Direttore: Ricordiamo ai lettori che iMille offrono uno spazio democraticamente aperto a opinioni e contributi diversi. Il contenuto degli articoli e delle lettere non impegna il Comitato Editoriale e la Redazione.
iMille.org – Direttore Raoul Minetti
caro Edgardo,
passi forse per Montezemolo, che può godere dell’effetto novità, ma grazie a cosa Fini, Casini e Rutelli avrebbero “il privilegio” di poter presentare qualcosa di davvero nuovo?credo che la loro storia un po’ abbia un bel po’ eroso la loro credibilità… o c’è qualcosa nelle loro parole che sembri più credibile rispetto alle parole di cambiamento che propone Bersani? (o anche Alfano, perchè no….)
Il centro non è più moderato di destra o sinistra. Destra e sinistra sono posizioni politiche chiare che emergono dalla filosofia tedesca e dal dibattito pubblico degli ultimi 2 secoli. Esistono varie sinistre moderate (socialisti, socialdemocratici, laburisti…) e varie sinistre estreme (maoisti, leninisti, altermondialisti…), idem le destre. Di per sé essere moderati non è meglio di essere estremisti.
L’Italia ha un concetto di centro moderato che si cuce alla perfezione alla DC. E’ un ventre molle che può indifferentemente stare a destra come a sinistra, può dichiararsi cattolica, ma poi ignorare bellamente tutto quanto questo significhi. Il centro moderato italiano perfetto è caratterizzato dall’ignavia.
Oggi Montezemolo forse sta pensando di scendere in politica. Bene, chiunque lo può fare in democrazia. E’ un vecchio arnese che ha organizzato vari eventi e guidato varie imprese a cavallo tra la prima e la seconda repubblica, ha un’idea economica liberale e pare interessato a quell’altro concetto flessibile che è la modernità.
Casini e Rutelli al contrario sono lontani anni luce dall’impostazione economica di Montezemolo e soprattutto sono lontani su laicità e su temi come il ricambio della classe dirigente (per dirne solo due). Il rischio di Montezemolo, ad accompagnarsi con quei due, è di fare la fine di Fini (ops): da leader trainante a comparsa nella folla.
Il nuovo centro all’italiana è un’accozzaglia di politici trombati (Fini e Rutelli) e esponenti economici che si mettono in proprio (Montezemolo, Della Valle, Caltagirone-Casini…), non esattamente un blocco sociale riformista e progressista.
Ritengo che Montezemolo non sceglierà quei compagni di strada e se lo farà sarà solo come candidato unitario della destra deberlusconizzata (ipotesi fantasiosa per ora). Per cui in bocca al lupo a tutti, ma non è verso il non luogo del centro che passa la strada del risveglio italiano.