Il nostro tempo

di Pietro Raffa.

Treni in movimento alla Stazione di BolognA: Alessandro Capotondi

Foto: Alessandro Capotondi

Se n’è andata anche questa due giorni bolognese, vissuta dal sottoscritto molto più intensamente del solito, come avrete potuto immaginare. Una constatazione è d’obbligo: si è trattato di un appuntamento diverso rispetto a quelli passati. E ciò dipende dalla solidità raggiunta da questo movimento. Non nel senso di quella brutta espressione pseudo-politologica volta a raffigurare partiti statici e poco propensi all’apertura verso l’esterno. Solido nel senso di consolidato, stabile. L’esperienza acquisita attraverso le battaglie sul campo, vedi lo straordinario sforzo per la raccolta delle firme referendarie, ha permesso a questa rete di farsi le ossa. Sabato e domenica era percepibile una maturazione notevole nell’organizzazione e, soprattutto, in quegli interventi volti ad illustrare proposte concrete per ogni singola tematica. Fisco, ambiente, funzionamento della macchina amministrativa, rappresentatività, giustizia: tutti argomenti trattati con precisione e cognizione di causa.
Venendo alla coppia P & D, beh, è promossa a pieni voti. Conoscendo le capacità di Pippo e Debora, non poteva che andare così. Al di là dei loro singoli, impeccabili interventi, c’era una certa curiosità nel vederli condurre, per la prima volta insieme, un evento di tale portata. Ebbene: la qualità dei contenuti è venuta a galla, i tempi sono stati rispettati ed è stato così evitato il tipico annoiamento da intervento prolungato. Parecchia concretezza, pochissime chiacchiere. E il pubblico, coinvolto fin dall’inizio, ha con tutta evidenza gradito. A proposito della partecipazione: a Piazza Maggiore eravamo davvero in tanti, come tante sono state le visualizzazioni via streaming, senza contare le innumerevoli discussioni sul web aventi come argomento Il nostro tempo (tra i trending topics su twitter, ieri e oggi). È evidente che oggi più che mai si avverte la voglia di cambiamento, ma bisogna essere bravi ad intercettarla.

In conclusione, volendo mixare considerazioni presenti all’interno degli interventi finali dei due promotori, dopo aver perso diciassette anni della nostra vita, occorre che a governare ci vada chi è figlio del tempo in cui viviamo. A quel punto bisognerà agire con coraggio, non pensando a guadagnare consenso, ma impegnandoci a cambiare radicalmente il nostro Paese.

iMille.org – Direttore Raoul Minetti

iMille.org – Direttore Raoul Minetti

3 Commenti

  1. Gianni

    Sono contento vi siate divertiti. Ora ascolterei con interesse le idee nuove che sono emerse.

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