Scalfarotto, Leonardo e l’Unità: esercizio di stile

di Lorenzo Gasparrini

Sciopero generale CGIL by Il Fatto Quotidiano

Foto: il Fatto Quotidiano

Tre doverose premesse:

1) Ivan Scalfarotto non ha bisogno di essere difeso da niente e da nessuno. Quanto segue è una mia valutazione venuta dalla lettura della pagina di questo blog che non avevo mai letto prima, e che mi si dice sia uno dei più letti in Italia;

2) Scrivo su iMille perché mi piace e perché è uno dei pochissimi blog italiani di argomento politico/economico/sociale dove si entra nel merito, si fanno proposte, ci si mette la faccia;

3) non ho alcuna competenza di tipo politologico o economico, quindi mi interessa solo il linguaggio e lo stile usati da quella pagina del blog “Leonardo”.

Lo dico con tranquillità: a scrivere una cosa del genere “so’ bòni tutti”. Si appoggia una iniziativa popolare (uno sciopero indetto da un grande sindacato lo è per forza, a prescindere dalle motivazioni e dall’opportunità), e si dileggiano tre oppositori, diversi per grado di popolarità e funzioni (Casini, De Bortoli e Scalfarotto).

Il blog attacca con particolare virulenza Ivan Scalfarotto, vicepresidente del PD, cioè uno che con una carica rappresentativa e non operativo/decisionale – quindi decisamente meno “grosso” di un segretario di partito e di un direttore di giornale – che dal suo blog manifesta la sua opinione di non accordo allo sciopero, non in linea con il partito che ‘vicepresiede’, motivandola a richiesta dei suoi lettori – come si vede sul suo blog. Il bello è che qui il Leonardo se ne esce con “le obiezioni che fa Scalfarotto poi possono essere anche interessanti, ma per ora non vorrei entrare nel merito”. Ah. Quindi lo si critica solo perché si permette di non essere d’accordo col suo partito. Io che m’illudo che sia segno di democrazia e, addirittura, di uno scampolo di libertà! Leonardo, evidentemente, sogna la Bulgaria dei bei tempi, noto regno di scioperi allegri. Beato lui.

Notoriamente, in Italia quasi nessuno entra mai nel merito, ci si limita a dare voti di stile – come se tutti capissimo di stile e ritenessimo il merito delle questioni roba poco importante. Per questo non mi stupisco che un blogger che mette insieme, per criticarle, figure diversissime, per poi evitare di entrare nel merito , sia uno dei blogger più letti nel nostro paese. Complimenti a Leonardo e a “noi lavoratori”.iMille.org – Direttore Raoul Minetti

17 Commenti

  1. Lorenzo,

    faccio anch’io una premessa, per evitare fraintendimenti: leggo il blog di Leonardo da un po’ di tempo, e posso dirti che lui entra regolarmente nel merito delle questioni, in modo non scontato e molto approfondito, soprattutto nei post normali. (Cerca quelli sulle province o sulla questione israelo-palestinese). Quelli che scrive sull’Unita’, come quello che citi, sono piu’ brevi per esigenze di giornale.

    Per quanto rigaurda l’arrticolo su Scalfarotto, Leonardo non entra nel merito perche’ non e’ quello il punto: Scalfarotto non partecipa ad una discussione del PD sull’adesione o meno allo sciopero, ma dice che quello sciopero manco lo capisce. Ora, se un vicepresidente di partito davvero non capisce una mossa del sindacato e la successiva adesione del suo stesso partito, non ne scrive sul suo blog: chiama il segretario e se lo fa spiegare.
    Se poi non e’ d’accordo, non scrive ai suoi lettori che non gli quadra: cerca di spiegare loro le ragioni del partito, e poi se vuole i motivi per cui non le condivide.

    Scalfarotto invece si e’ comportato da semplice commentatore delle vicende del PD, come se fosse un partito che gli e’ estraneo, e non e’ la prima volta che non dimostra consapevolezza del proprio ruolo.

    Tutto questo si puo’ dire senza entrare nel merito delle argomentazioni, ed e’ vero che a scrivere una cosa del genere “so’ boni tutti”: perche’ Scalfarotto ha scritto un post un po’ ingenuo, di quell’ingenuita’ che ci vuole poco a mettere in luce.

    Poi in realta’ Leonardo nel merito ci entra e dice una cosa sacrosanta: “non siamo i buoni, siamo solo lavoratori. Abbiamo il controllo di alcuni servizi e mezzi di produzione, e se ci fate arrabbiare può darsi che qualche giornale non vada in stampa, che qualche treno non parta, che qualche scuola non apra.”
    Ovvero, i lavoratori sono una categoria, e come tutte le categorie cercano di far valere i propri interessi. Gli avvocati lo fanno piazzando i propri colleghi in Parlamento, il Vaticano lo fa telefonando a Gianni Letta, i lavoratori fanno sciopero.
    Fra le tre cose, mi sembra quella meno scandalosa. E peraltro non c’e’ niente di nuovo: fa parte della democrazia.

    Chiedere poi, come fa Ivan, che gli scioperi debbano essere sempre propositivi mi sembra denoti un’ignoranza politologica piuttosto preoccupante per chi fa, e siamo sempre li’, il vicepresidente del PD.

  2. P.S. Non ho richiamato le obiezioni di Scalfarotto allo sciopero perche’ hai spiegato che non hai alcuna competenza politologica o economica, quindi credo non ti interessi un confronto su quello, ma sarebbe utile parlarne, perche’ fanno cascare le braccia.

  3. Francamente non è solo Leonardo , ma tanti altri, compreso il sottoscritto che non ha condiviso il post di Scalfarotto e, garantito, sono entrati “molto profondamente” nel merito. Un esempio per tutti: basta leggere l’intervista di Don Gallo ad opera di Stefano Galieni per Liberazione quando dice che nel Pd ci sono “pure esponenti che dicono alla Cgil di considerare inopportuno lo sciopero”..addirittura consiglia non solo una giornata di sciopero, ma di bloccare per un mese il paese! Possiamo anche non essere d’accordo ( per il mese!) ma nella sostanza condividiamo per intero ciò che dice don Gallo…ed entra nel merito! Seguo Scalfarotto ogni giorno, sul blog o su facebook, ma questa volta mi ha meravigliato quando ha asserito che “non capisce lo sciopero”. Se non lo capisce è molto preoccupante…forse non vive realtà a lui purtroppo lontane!
    Il suo blog (I Mille) che leggo spessissimo, come altri, ma non è il solo che propone ed entra nel merito delle questioni; anche chi scrive negli altri blog ci mette la faccia!…dimenticavo….anche la passione. Spessissimo concordo e scrivo su facebook in appoggio alle battaglie di Scalfarotto, ma sullo sciopero non credo proprio che sia entrato profondamente nel merito.

  4. Lorenzo Gasparrini

    @Stefano, ti cito quanto basta:

    “Ora, se un vicepresidente di partito davvero non capisce una mossa del sindacato e la successiva adesione del suo stesso partito, non ne scrive sul suo blog: chiama il segretario e se lo fa spiegare. Se poi non e’ d’accordo, non scrive ai suoi lettori che non gli quadra: cerca di spiegare loro le ragioni del partito, e poi se vuole i motivi per cui non le condivide.”

    Appunto, come ho scritto: Bulgaria. Io continuo a preferire “l’ingenuità” di Scalfarotto all’aria fritta di quella pagina di Leonardo (del resto di Leonardo non ho parlato e non ne parlo). La “cosa sacrosanta” detta da Leonardo, a mio modo di vedere, non è “entrare nel merito”; io la chiamo fuffa – ovvietà nel contenuto e prosopopea nel tono. “Noi” chi? “Ci fate arrabbiare”? E chi gli ha dato il permesso di parlare per me? Lavoro pure io, sapete? Eh, sì, infatti prima di ieri “noi” non eravamo affatto arrabbiati… Non capirò molto di certi argomenti, ma ti assicuro che so distinguere un discorso cogente dalla scoperta dell’acqua calda. Se Leonardo voleva fare una critica al PD, di argomenti seri ce ne sono a mucchi – la tessera ho smesso di volerla tanto tempo fa, e proprio per questioni di merito.

    Due cosette, per finire: primo, “gli avvocati lo fanno piazzando i propri colleghi in Parlamento, il Vaticano lo fa telefonando a Gianni Letta” non è democrazia. Per me è merda; ma come t’ho detto, non dispongo di un linguaggio tecnico per questi argomenti. Secondo: non hai detto – e mi pare giusto, visto il resto – nulla riguardo la sgradevole parificazione fatta in quella pagina tra un segretario di partito ex presidente della camera, un direttore di un giornale ad altissima tiratura nazionale, il vicepresidente (figura non operativa né decisionale, ribadisco) di un partito non al governo. Immagino che anche questo modo di argomentare tu lo chiami democrazia.

    @Idelbo: non ho parlato di altri blog quindi non ho capito che c’entra il fatto che altri entrino o meno nel merito. Poi, anche io avrei aderito a uno sciopero generale di un mese: questo sì che sarebbe una cosa degna del nome “sciopero”. Otto ore per mostrare i muscoli. Ho solo l’impressione che la Camusso adesso sia più contenta, e non ho capito proprio cosa c’ha da essere contenta. Dopo ‘sto sciopero, rimane tra gli altri il fatto che la pagina di un blog popolarissimo e molto seguito ha dribblato un noto buffone centrista, ha scansato un pericolosissimo e ipocrita direttore di giornale e se l’è andata a prendere con uno che ha civilmente criticato il proprio partito, argomentando pure. Vogliamo entrare in questo, di merito? Vogliamo dire che quella pagina fa un pessimo servizio al modo che abbiamo di leggere e comprendere la politica? No, invece sosteniamo il bloggone popolare che se la prende con Scalfarotto – il nuovo deus ex machina della reazione! – perché esercita il suo diritto di critica. Ma per favore.

  5. Lorenzo,

    perdonami, ma che un vicepresidente di partito (non un semplice tesserato) debba farsi carico di spiegare le posizioni del partito che rappresenta non mi sembra la Bulgaria, mi sembra l’abc.
    Poi potrà anche avere un giudizio diverso da quello della segreteria, ma che almeno sappia spiegare la linea di Bersani mi pare davvero il minimo. E se non la capisce, tira su il telefono e lo chiama.
    Per il resto, treprecisazioni:
    - Leonardo con quel “noi” si riferisce evidentemente (ma forse non era chiaro) ai lavoratori che hanno scioperato, e spiegava nel merito i motivi per cui fosse una scelta legittima e fin normale. In tutto questo il PD non c’entra niente.
    - Quando io dico che questa è la democrazia, non mi riferisco certo al Vaticano che chiama Gianni Letta (anche se poi è democrazia anche quella, il problema è Gianni Letta che risponde e prende nota), ma allo sciopero.
    - E per finire, no, non credo ci sia necessità di distinguere più di tanto fra il peso di Casini, De Bortoli e Scalfarotto: si fa riferimento alle loro opinioni verso lo sciopero, e non credo che quella di Scalfarotto valga di meno perchè è meno conosciuto o non è mai stato al governo. E’ il vicepresidente di un partito che ha buone chance di vincere le prossime elezioni, quindi non vedo proprio perchè vada in qualche modo tutelato rispetto a figure più conosciute. Anzi, pensare una cosa del genere mi sembra un pò offensivo, ma forse non ho capito la tua riflessione su questo punto.

  6. @Stefano: Tutelato? Va rispettato, come tutti. Dargli lo stesso peso politico di un segretario di partito o ammettergli la stessa “audience” del direttore del giornale (quasi) più letto del paese serve solo a costruire un’argomentazione fittizia. E’ disonesto mettere i tre personaggi sullo stesso – finto – piano, e poi costruire un climax di sorpresa e stupore che culminerebbe in Ivan Scalfarotto come pietra dello scandalo. Mi sembra più scandaloso che il centrista-opportunista se ne esca con quelle scemenze; mi sembra ancora più scandaloso che il direttore di quotidiano pensi ai diritti dei suoi lettori più o meno come un feudatario con i suoi vassalli, alla faccia di tutti gli altri diritti e di tutti gli altri “noi lavoratori”. Invece verrebbe fuori che “l’autentica sorpresa” è lui. La sorpresa sarebbe che i dirigenti PD criticano la linea del partito? Cos’è, Leonardo è nato l’altroieri? Oppure la sorpresa è che all’interno del PD non si capisce cosa fa la segreteria? Sono almeno vent’anni che è così – e ovviamente se ne può discutere – ma non mi pare proprio che sia Scalfarotto la pietra dello scandalo né oggi né prima. E dire apertamente la propria opinione sul proprio blog – non davanti a tutta la stampa nazionale, non dalle pagine del giornale che dirigi – mi sembra il minimo di libertà critica che si deve concedere a chiunque.
    A me quella pagina di Leonardo continua a sembrare una brutta costruzione argomentativa fatta tanto per dire qualcosa contro il PD. Che per quanto mi riguarda ben venga una sberla al PD, ma che almeno sia fatta e scritta come si deve e non facendo classifiche di colpa senza senso e abituando i lettori a una critica da quattro soldi che serve solo a farli cliccare di più.

  7. Lorenzo,

    continuo a non capire: quando si tratta di commentare le argomentazioni pubbliche di qualcuno, non vedo cosa c’entri l’audience che può avere questa persona. De Bortoli ha più lettori di Scalfarotto? Embeh?
    Se Leonardo pigia un pò di più su quest’ultimo, e neanche tanto, è solo ed esclusivamente perchè Scalfarotto, da vicepresidente di un partito di sinistra, dovrebbe essere più in grado di capire le ragione di uno sciopero generale: non necessariamente di condividerle, ma almeno di capirle. (Rispetto a questo, non è più scandaloso che Casini critica la mossa della CGIL: fa parte della sua visione politica da sempre.)
    Quanto allo scriverne sul blog, l’anomalia non è che Scalfarotto scriva che non le condivide, ma che non le capisce proprio. Come vicepresidente ha anche il compito di rappresentare il PD: se dovesse andare ad un incontro e qualcuno gli chiedesse il perchè della scelta del partito lui cosa risponde: Non ho capito? Ma ti pare serio?
    Fra l’altro, se davvero questa scelta gli sembra oscura, significa che non ha capito l’idea di partito che ha Bersani, e considerato che fa parte del gruppo dirigente di quello stesso partito, e che se non sbaglio ha assunto il proprio ruolo insieme a Bersani, a me qualche dubbio viene.

  8. A Stè,
    provo a ridirlo ancora: l’articolo su Leonardo è costruito in maniera ingannevole e fuorviante, e fa sembrare il lecito esercizio di una critica un attacco ai diritti più elementari dei lavoratori. E non è così: quello è un modo di comunicare sbagliato, che abitua male chi legge e ne abbassa il livello di comprensione. Spero di essere stato più chiaro, adesso.

    Poi: come che c’entra l’audience? Anche la stessa frase detta dalla stessa persona, ti sembra di uguale importanza che sia stampata da un quotidiano “autorevole” a firma del suo direttore per migliaia di lettori cartacei e virtuali o che sia scritta nel suo blog? Annàmo bene. Bella idea di comunicazione. Poi, ritorni sulla “Bulgaria”: a me pare molto più sano e onesto che qualcuno dica proprio “non ho capito”; sai, sembra quasi che in un partito ci sia spazio per un dibattito pubblico anche con i quadri più alti. Ti sembra disdicevole? Poi pure tu te ne esci con il classico “se mio nonno c’aveva tre palle era un flipper”: facciamo i processi con i se e i ma? Scalfarotto non è andato a un incontro pubblico e non ha “risposto” che non ha capito. Lo ha detto tranquillo e libero in suo spazio di comunicazione pubblico nel quale non stava affatto rispondendo a nome del partito, e tutto ciò era chiaro. Ecco perché è scorretto accostarlo alle parole di Casini.
    In ultimo: “significa che non ha capito l’idea di partito che ha Bersani”. Beh, mi sa che Ivan qui è in compagnia di un sacco di altra gente, e un bel po’ di questi sono pure quadri e dirigenti; e, insisto, non è un brutto segno. A me significa che il PD è ancora un partito che fa un sacco di sciocchezze, ma che almeno lascia spazio alla manifestazione delle incomprensioni anche tra i “piani alti”. Se per te è un brutto segno, evidentemente abbiamo un’idea diversa di cosa dovrebbe essere un partito – ma di questo non stiamo parlando qui, e questo non è quello che ha scritto Leonardo.

  9. @Lorenzo: Ho inserito anche altri blog nel contesto, perché erano più o meno sulla stessa lunghezza d’onda di quello di Leonardo. Ma non è questo il problema! Il problema vero è asserire che non capisce il motivo dello sciopero, adducendo al fatto che i mercati ci stanno a guardare e ritenendo non idoneo il momento e, soprattutto, il fatto che lo sciopero lo abbia indetto solo la Cgil. innanzi tutto gli altri due sindacati sono filo-governativi e Bonanni ha suggerito di farlo il sabato o la sera! Poi ritengo la legittimità dello sciopero per il fatto che è l’unico strumento in mano ai lavoratori per esprimere il proprio dissenso, contro una manovra iniqua, perpetrata da un governo di incapaci dilettanti ed espressione della peggior rozza politica; poi per esprimere rabbia contro un’opposizione inesistente, divisa e evanescente. Se aspettiamo che i sindacati siano uniti, che l’opposizione cresca, che le condizioni migliorino ecc….campa cavallo! Bene ha fatto la Cgil a far sentire la voce della gente e, forse, anche per valutare quanto seguito avrebbe avuto. Sono convinto che in ogni cosa ci vuole stile e sobrietà, anche nelle critiche, ma leggendo Scalfarotto, ogni tanto anche lui si fa trascinare più dai sentimenti che dal freddo ragionamento e, a dirla tutta, a me non dispiace.

  10. Lorenzo,

    mi sa che o non ti capisco io, o tu non capisci l’articolo di Leonardo.
    La faccio semplice: non c’e’ nulla di ingannevole o fuorviante nel manifestare sorpresa, se vuoi in tono ironico, per lo sconcerto di un politico (Casini o Scalfarotto) di fronte ai lavoratori che fanno sciopero quando si chiede loro di pagare, per l’ennesima volta, il costo dei conti statali disastrati.
    Il punto di merito non e’ che Scalfarotto critichi lo sciopero, e’ che non lo capisce proprio.
    E il punto di metodo e’ che se sei vicepresidente di un partito che aderisce ad uno sciopero, e non lo capisci nemmeno, non e’ che non lo condividi, proprio non lo capisci, ti conviene fare una telefonata e fartelo spiegare. Perche’ se invece confessi in pubblico di non capirlo, e fra blog e incontro con gli elettori non c’e’ differenza, fai la figura del fesso. Che e’ piu’ o meno quel che gli han risposto decine di lettori del suo blog: non manipolatori scorretti che scrivono sull’Unita’, ma persone che seguono regolarmente e presumibilmente appoggiano Ivan, e che in questo caso, a decine, gli han detto che ha scritto una stupidata.

    Non capisco poi, e con la comunicazione ci campo, la differenza fra un’opinione espressa sulla prima pagina del Corsera o su un blog: un ragionamento e’ valido o meno in se’, fosse anche scritto sulla cartigienica.
    E qui, ripeto, stiamo parlando di un VicePresidente del partito che potrebbe essere al governo fra sei mesi: se permetti, lo considero una persona autorevole.

    Ogni tanto ho l’impressione che i fan di Scalfarotto non prendano molto sul serio la sua posizione: come se fosse si’ vicepresidente del PD, ma in modo simbolico, e stesse li’ a fare un po’ il ggiovane, un po’ la minoranza omosessuale.
    Ecco, non e’ cosi’: Scalfarotto ricopre una carica importante ed e’ parte integrante del gruppo dirigente. Puo’ anche essere contrario ad alcune scelte, e dirlo pure in pubblico, ma non puo’ permettersi di dire che non le capisce. Essenzialmente perche’ non puo’ non capirle. Se non sei d’accordo, offri un’alternative. Ma se non capisci proprio, ti dimetti.
    E’ quel che mi aspetterei da Rosi Bindi, che del partito e’ Presidente. Me lo aspetto anche dal suo Vice.
    O se le stesse parole di Ivan le avesse scritte la Bindi, le avresti lette in modo diverso?

  11. Massimo Sestili

    Oddio, ma è lo stesso Lorenzo Gasparrini di “Questo uomo no”?
    Il cavaliere bianco salva donzelle su internet il cui manifesto è ““Contro lo stupido, ipocrita, diseducativo, violento machismo dilagante, segnalo qui ogni scritto, immagine, rappresentazione, disegno, spot, che racconta un tipo di uomo che non mi piace.”?

    Jeez.

  12. Scusate, ma a me pare una discussione basata su una “incomprensione” del “non capisco”. Stefano dice: “Il punto di merito non e’ che Scalfarotto critichi lo sciopero, e’ che non lo capisce proprio.” E sopra chiedendosi cosa farebbe in una trasmissione che gli chiedesse la posizione del PD come vice-presidente.
    Se uno si legge il blog di Ivan capisce che il “non capisco” è usato come “non condivido”. Mi pare chiaro, no?

    Se invece di fare la discussione sul “nulla”, la si facesse sui motivi forse sarebbe più interessante …

  13. Lorenzo Gasparrini

    @ Stefano: mi sembra opportuno solo precisare una cosa. Non sono un fan di Scalfarotto. Sono un fan del linguaggio non ipocrita. Su questo continui a non dire nulla, mentre era proprio quello che non mi piaceva nella pagina del blog di Leonardo: il linguaggio usato e il suo modo di argomentare.

  14. Lorenzo Gasparrini

    @Massimo Sestili: sì, sono io, qualche problema? Mi hai già dato del malato di mente una volta, sul web, la tua opinione in merito è quindi nota, grazie.

    Lo dico per chi legge: è ovvio che io non difendo nessuna donzella perché non hanno proprio bisogno di nessuno che le difenda; sono, semplicemente, un uomo antisessista. Ci tengo a distinguermi dai maschi come Massimo Sestili, tutto qui. Anche grazie al loro aiuto la cosa è piuttosto semplice.

  15. Personalmente non condivido ciò che ha detto Scalfarotto…come non l’ho condiviso altre volte, ma niente di particolare; su altre cose gli ho postato il mio sostegno e tutto ciò fa parte della norma. Alcune volte, anzi, molto spesso si parla più con i sentimenti che con la fredda razionalità…e anche questo fa parte del gioco, anzi, spesso è anche fonte di forti contrasti e vivacizza la discussione. Ma quello che è veramente disprezzabile è l’offesa o, ancora peggio, il tentativo di voler chiudere la discussione sminuendo l’altro con il banalissimo ma odiosissimo sistema “ma è lui…lasciamo perdere!”. La libertà di pensiero non autorizza l’offesa, semmai da il libero arbitrio di dire la propria idea e, eventualmente, cambiare blog. Ben vengano tanti Lorenzo o Scalfarotto, con i quali dibattere.

  16. Massimo Sestili

    @Lorenzo Gasparrinii: no, nessun problema. Io. Figurati che neanche mi ricordo di averti dato del malato di mente sul web. Pensavo di averlo solo pensato, evidentemente l’avrò anche scritto.
    Dato che te ne ricordi ancora, ne deduco che tu sia rimasto scottato. Pazienza.

    Mi incuriosisce anche il salto logico con cui “essere antisessista” significa “distinguersi dai maschi come Massimo Sestili”. Il tuo desiderio di ergerti su un piedistallo di merda, spargendo etichette ovunque o patenti di sessismo o antisessismo, non ti rende migliore dei maschi che tanto critichi. Anzi, ti rende semplicemente un ipocrita con un ingiustificato senso di superiorità.

    @idelbo: non mi pare di aver detto “lasciamo perdere, tanto è lui” o “se è lui, la discussione è chiusa”. Sapere che si tratta della stessa persona mi aiuta solo a confermare una mia teoria.
    Quindi, caro mio, disprezzabile e offensivo sarai tu.

    Disprezzabile e offensivo come il malcelato astio snobistico del Gasparrini verso questo Leonardo (“Ah! Chi l’ha mai sentito nominare? DICONO che sia straletto, mi stupisce”).

    Se vogliamo entrare nel merito, ero tentato di smettere di leggere già dal paraculissimo “Ivan Scalfarotto non ha bisogno di essere difeso da niente e da nessuno”, o da “non ho alcuna competenza di tipo politologico o economico”.

    Se persino auspicare che un dirigente del PD avanzi prima (e in altre sedi) le sue obiezioni, diventa un esempio di “unanimismo bulgaro antidemocratico”, allora mi cadono le palle.

  17. Massimo Sestili

    Come dice sempre leonardo in altra sede, riguardo l’odiata disciplina di partito:

    “Fare parte di un Partito significa (ma questa cosa temo proprio non passi più) anteporre talvolta le necessità di un Partito alle proprie. A un certo punto si decide di fare una cosa e si fa, e stop alle discussioni. Non è che usi il blog per fare la fronda esterna, perdio, c’è scritto sulla colonnina che sei il vicepresidente. Cioè ma t’immagini Joe Biden che scrive sul blog che non capisce cosa sta facendo Obama? Una cosa così.”

Lascia un commento

Subscribe without commenting