Matrimoni gay: la camicia nera di D’Alema

di Cristiana Alicata.

In questi giorni D’Alema ha scatenato la rivolta della comunità omosessuale italiana. Durante una festa democratica, ad Ostia, la situazione gli è sfuggita di mano pesantemente come di solito non gli accade: farsi fare domande da giornalisti non compiacenti e che gli chiedono solo le cose a cui vuole rispondere e, ancora peggio, il tutto filmato e sbattuto sul web come i tempi moderni consentono, vera croce per i suoi metodi da regime stalinista: organizzazione ed obbedienza e silenzio.

Bisogna ammettere, con sottile ironia, che l’opinione di D’Alema si è molto evoluta sul tema “omosessualità” rispetto agli anni della sua gioventù. Sembra che esista ancora un dibattito registrato da qualche parte in cui le parole usate si avvicinano a mostruosità e aberrazione. Non è un segreto che negli anni 70 nel PCI di allora di discutevano i gusti sessuali degli iscritti per verificarne la compatibilità con il Partito.

Ad onor del vero, D’Alema risulta tra i primi firmatari della proposta dei PACS presentata anni fa da Grillini, allora deputato DS.

Il tema è che D’Alema NON è affatto contrario al riconoscimento delle coppie omosessuali in termini di istituto giuridico che li tuteli. Cioè D’Alema, nel 2011, da ex comunista ha le stesse identiche posizioni dell’ex fascista Gianfranco Fini. Con la differenza che Fini ha fatto il salto mortale carpiato per arrivarci ed in ogni caso ha posto questi temi nella sua agenda mentale. D’Alema ne parla solo sotto tortura. Ed in camicia nera ome si evince dal video.

Sul matrimonio, lui che ha l’ambizione di essere ricordato da statista, fa confusione. Mischia il piano religioso con quello civile, lo definisce un sacramento e lo limita all’unione tra uomo e donna e a fini procreativi. Insomma delle bestialità degne di Buttiglione e Giovanardi e comunque non accettabili da uno dei leader più influenti del più grande partito progressista di un Paese europeo.

D’Alema considera il riconoscimento delle coppie omosessuali una battaglia non importante e soprattutto non un punto programmatico, bensì una questione da lasciare alla libera coscienza, diciamo secondaria. Diciamolo. Ecco.

La cosa peggiore è che, sempre pensando di non farla franca, afferma che “le associazioni gay serie, infatti, non chiedono il matrimonio.” Sarebbe da chiedergli a quali associazioni pensava o se ha per caso intenzione di fondarne e finanziarne una, in questo seguendo il buon vecchio metodo del PCI che si creava sponde ben predisposte che avallassero le proprie decisioni. Peccato che non funzioni più così. Sindacati e associazioni di categoria, oggi secondomillennio, soffrono proprio questa crisi di non rappresentatività sociale contro, spesso, una troppa considerazione della classe politica che così non parla più con il Paese ma con degli pseudo rappresentanti. Il cambiamento in seno al movimento omosessuale che pone le associazioni più vicine alle istanze delle persone e meno a quelle dei partiti, finalmente, ieri ha provocato scuse imbarazzate e un assalto alla sua presenza alla Festa dei diritti di Bologna, ma che non può cancellare parole registrate e che resteranno nella nostra memoria. A lungo. Per sempre per quanto mi riguarda.

La questione è molto semplice, direi quasi banale. I Paesi più avanzati sono i Paesi in cui i cittadini sono più uguali. Vale per le donne come per la comunità omosessuale e transessuale. Se l’Italia vuole uscire dalla crisi in modo sistematico e non a botte di manovre finanziarie tattiche ed inutili (come pagare il mutuo vendendo l’oro e non trovandosi un lavoro), deve fare un passo avanti anche nella direzione della parità di genere e nel riconoscere i diritti pieni ai suoi cittadini. D’Alema è in mala fede quando pone il lavoro e la questione economica prima della questione dei diritti, considerandoli qualcosa di secondario. E’ in malafede perché l’unico motivo per cui “tratta” in questo modo la questione è quello di fare un favore ad uno dei poteri forti del Paese: la chiesa cattolica e le associazioni che ad essa fanno riferimento e che spostano voti, favori e soldi: Opus Dei e Comunione e Liberazione.

Noi, invece, vogliamo liberare il Paese: lo vogliamo più uguale, più umano, persino più cristiano se vogliamo usare una forzatura e riconoscere all’Italia le radici cristiane, quelle vere, quelle fondate sulla solidarietà e l’accoglienza, non sulla violenza verbale contro il diverso – la sua denigrazione o lo sminuirne i problemi – o sulla gestione finanziaria degli interessi economici o della sanità. Già la sanità. L’acqua.

Ecco, sì. Perché quello che tutti dovete sapere è che la questione omosessuale si lega alle alleanze nello stesso modo con cui vi si legano altre questioni. Vedere alla voce Puglia. Vedere alla voce meglio che mi sto zitta.

 

(thumbail image by sushiesque)iMille.org – Direttore Raoul Minetti

51 Commenti

  1. nicola_ds

    Beh, personalmente anche io sono d’accordo col più ampio riconoscimento di diritti, anche alla possibilità di adottare dei figli, a ogni coppia di fatto stabile, sia essa omosessuale o eterosessuale. Non sono d’accordo però con un eventuale riconoscimento del matrimonio civile anche a coppie dello stesso sesso, perché ritengo che il matrimonio, in quanto tale, è nella sua essenza un riconoscimento pubblico dell’unione di un uomo e una donna: non è che ce lo siamo inventati in Italia o l’ha fatto il cristianesimo, è una cosa che si riscontra da millenni in tutto il mondo e in tutte le culture. In pratica: si possono, e sono d’accordo, anzi si devono, riconoscere gli stessi effetti del matrimonio, ma questo è un’altra cosa, troviamogli un altro nome.
    Giustamente fino a 3 anni fa si cercava di portare avanti la battaglia per Pacs Dico e compagnia, compromesso sul quale si era raggiunto un difficile accordo, poi la maggioranza è cambiata, e questi temi sono scomparsi del tutto dall’agenda. La mutata posizione delle associazioni omosessuali, che hanno iniziato a rivendicare il matrimonio civile, oltre come detto a ritenerla non condivisibile, mi pare del tutto estremista e velleitaria. In Italia c’è forse, a stento, una maggioranza favorevole al riconoscimento dei Pacs; sui matrimoni gay no. Se poi vediamo la rappresentanza politica parlamentare, anche in una auspicabile maggioranza di centrosinistra, così come è stato nella scorsa legislatura, sarebbe estremamente difficile, con tutti i distinguo interni al PD (e penso anche all’IDV) trovare i voti per far passare i Pacs (specie in una loro formulazione avanzata, che non sia una presa in giro).
    Quindi: che ci siano delle priorità sulle questioni da affrontare mi pare essere un discorso di una banalità sconcertante. Ognuno secondo la propria sensibilità c’ha le proprie: per qualcuno può essere il riconoscimento di tutele e diritti alle coppie di fatto, omosessuali e non. Io lo giudico un tema importante, da affrontare il prima possibile, ma comunque secondario tra le tante emergenze e compressioni dei diritti.
    Morale della favola: su queste questioni mi sono ritrovato piuttosto vicino al pensiero del perfido D’Alema. Capisco perciò di essere un reazionario pronto ad asservirmi ai voleri della chiesa vado a mettermi anch’io in camicia nera e chiudo.

  2. Nicola….non è una priorità infatti. E’ chi nega i diritti che fa perdere tempo, fanno estesi e basta. Il tema è che se ne debba discutere….tu li metti in coda perché qualcuno dice no e fa perdere tempo. Capisci? Ti hanno ingabbiato anche a te in questo loop perverso. :-)

  3. Gianni

    Per la Alicata chi non e’ d’accordo con lei e’ uno stalinista. Sono le persone bigotte e intolleranti come lei che rendono ancora piu’ arduo il cammino dei diritti nel nostro paese. Per fortuna che non conta un cazzo.

  4. d’accordo con me? parliamo di diritti umani, non di opinioni sul meteo, capisco che è difficile capire certe cose per chi come te è abituato all’offesa.

    Quanto a non contare un cazzo io concordo con te. Il movimento omosessuale pesa un po’ di più però e si è sollevato. Un bel danno ha fatto D’Alema al partito….ma in effetti sono quasi 20 anni che mi chiedo a chi giovano le sue scelte. Per ora certo non alla sinistra. A Berlusconi sicuramente.

  5. Gianni

    Chi non e’ d’accordo con la Alicata e’ uno stalinista o un venduto. E poi sarei io quello che e’ abituato alle offese. D’altra parte, a una che ha fatto campagna elettorale per Alemanno ed e’ quindi corresponsabile del clima di intolleranza verso gli omosessuali che si vive a Roma e’ difficile non rivolgere le stesse accuse.
    Lo ribadisco: il percorso dei diritti e’ normativo e culturale. Gli ayatollah come la Alicata sono regressivi su entrambi i fronti, e contribuiscono a creare l’isolamento sulle istanze che pretendono di rappresentare. Essere non favorevoli al matrimonio omosessuale e’ una posizione legittima. D’altra parte, era la posizione del programma del partito alle ultime elezioni. Anche a quella dove la Alicata si e’ fatta trombare, credo.

  6. Daniele

    Il movimento omosessuale intanto è ben lungi da essere “un” movimento; piuttosto è una galassia di associazioncine, gruppetti, circoli, singoli ognuno che si muove per fatti suoi ed è ad anni luce dal riuscire ad esercitare una pressione lobbistica sul PD. Aggiungiamo anche che moltissimi omosessuali voteranno tranquillamente il centrodestra, quindi non si preoccupano minimamente delle posizioni di D’Alema o dei consensi del PD, al contrario.

    Quindi D’Alema in questo caso non ha fatto nessun danno, se non quello di suscitare un paio di post indignati su qualche blog letto da poche centinaia di persone, o di far rizzare un pelo del pizzetto a Scalfarotto.

    I problemi seri e veri sono ben altri, su cui D’Alema fa i veri danni in termini di voti persi.

  7. calvin

    A leggere i commenti qui sembra di stare su un blog del PDL.

    “I veri problemi sono altri, non i diritti dei gay!” “I gay sono i veri intolleranti!” “il matrimonio è sempre stato fra uomo e donna!” ecc. ecc.

    Chiedere pari diritti per tutti i cittadini è un punto irrinunciabile. Ma in fondo la triste realtà e che il problema del PD non sono i suoi dirigenti ma i suoi elettori. L’italia è un paese alla bancarotta morale e la colpa non è di un solo uomo, di un solo partito o degli elettori di un solo partito.

  8. Oscaruzzo

    Uno dei leader più influenti del più grande partito progressista di un Paese europeo?

    Non c’e` problema, si sta risolvendo tutto!

    D’Alema si sta condannando da solo ad essere progressivamente meno influente e quindi sempre meno un “leader”.

    Il PD dal canto suo si appresta non essere “il piu` grande partito progressista” semplicemente perche` non e` mai stato “progressista”, e se continua di questo passo presto non sara` nemmeno “grande”.

    Quanto all’Italia come “Paese europeo”, vediamo quanto dura :-/

  9. Daniele

    il vostro problema invece è che questo è proprio un blog del PD.

    fatevene una ragione, esiste sempre SL, certo con i consensi che ha…..

  10. Maurizio Nappa

    Sottoscrivo, parola per parola, l’articolo di Cristiana Alicata. Sono esterrefatto da certi commenti: come mai i diritti (degli altri) non sono mai una priorità? I diritti servono a dare, non a togliere, e in quanto tali dovremmo tutti esserne a favore

  11. Lorenzo Gasparrini

    Grazie Cristià. E non solo per l’attenzione ai colori, che ovviamente mi ha fatto molto piacere, dati i miei interessi :)
    Ah, per la cronaca, sono anch’io un bigotto intollerante che non conta un cazzo, com’è noto.
    @Calvin: il fascismo italiano è trasversale, Calvin: non conta per chi voti o di chi hai la tessera. Basta farli parlare di (omo)sessualità, e scopri che la camicia nera nell’armadio ce l’hanno quasi tutti.

  12. “Gli ayatollah come la Alicata”. Ah ah ah. Gianni vuoi che andiam insieme ad una messa dell’Opus? O dai Lefevristi? No così vediam chi è il vero ayatollah.

    Capisco che ci si diverti e si prenda gusto a trolleggiare ed a provocare su questo sito ma non facciamo confusione. Non spingiamo la provocazione fino al parossimo (“la recrétaion est finie” avrebbe detto De Gaulle).

    Chissà forse anche nell’Alabama degli anni 50 davano dell’ayatollah e degli stalinisti ai “niggers” che reclavano più diritti e dicevano che non era bene segregare. E gli algerini che venivan buttati nella Senna? Sì dai anche loro eran dei maledetti ayatollah.

    Viva i bei vecchi tempi e maledetta modernità.

  13. Molti etero non vogliono il matrimonio ma una forma più snella e non affiancata a poteri ecclesiastici.
    Quindi sarebbe da eliminare il matrimonio poiché fondato su una mentalità patriarcale e mediavele e quindi non progressista.
    Per me l’unica riforma sono le unioni civili con pari diritti per tutti unito ad un’altra forma di unione con benefici fiscali a parte di unione sociale (nipoti che vivono con le nonne ecc..)
    Questo darebbe equità e distruggerebbe il sistema maschilista e patriarcale che affligge anche gli stessi uomini, perché se no si rispecchia il modello machista si è fuori dai giochi, lavorativi e sociali.
    Cambierebbe la società dal profondo.

  14. Gianni

    Nego con forza che questo sia un blog del PD. Questo e’ un blog posseeduto e gestito da privati cittadini, alcuni dei quali hanno esperienza di militanza nel PD, ma la maggioranza dei quali esprime posizioni estremamente diverse e distanti da quelle espresse dal PD e dai suoi organi dirigenti eletti con le elezioni primarie. Anche senza considerare agli insulti sbracati di Alicata verso i dirigenti del PD, e’ evidente che non c’e’ alcuna ragione per confondere le posizioni espresse qui sopra con quelle del PD. Chi lo fa e’ in evidente malafede, e cerca di mistificare le posizioni del PD al solo scopo di sminuirle.

  15. Marco

    Gianni, hai la camicia nera fascista anche tu?

  16. Le mie opinioni qui: http://www.sinistraecologialiberta.it/articoli/il-pd-e-la-deriva-a-destra/comment-page-1/#comment-37170 e sul mio blog

  17. Lorenzo Gasparrini

    Grazie Cristià.
    Anche per l’interesse – tutto estetico – sui colori delle camicie, che apprezzo molto, data la mia formazione. Per la cronaca, come sai, anche io sono un bigotto intollerante che non conta un cazzo.
    Noto da molti commenti – sempre la parte più istruttiva – che il fascismo, in Italia, gode di apartitica trasversalità. Appena parli un po’ troppo tranquillamente di (omo)sessualità, molti si liberano di tessera e di appartenenza, tirando fuori dall’armadio la camicia nera e dalla bocca le vecchie care figure retoriche. Complimenti.

  18. Raoul

    In quanto direttore, confermo la notizia data da Burzi. Il PD e’ un vero partito democratico, come dice il nome, e non “controlla” questo blog, ne’ limita la sua liberta’ di espressione cercandone di inidirizzare i contenuti. Forse Gianni aveva in mente la Pravda

  19. Meursault

    Alicata desisti. Riconosco la tua buonafede ma è fuori luogo, opinioni del genere hanno senso in un contesto progressista, evoluto e democratico. Quindi non in Italia e non nel PD. Ricorda cosa diceva Flaiano: In Italia i fascisti si dividono in due categorie: i fascisti e gli antifascisti. Tipo Gianni… ;)

  20. Meursault

    p.s. « L’apartheid non è quella caricatura sotto la quale lo si rappresenta. Ma al contrario, esso significa per i non-Bianchi una ampia indipendenza, poiché abitua a contare su loro stessi e a sviluppare la loro dignità personale. L’apartheid offre loro, allo stesso tempo, una maggiore possibilità di svilupparsi liberamente, conformemente al loro carattere e alle loro capacità [...] Per le due razze, ciò significa mutue relazioni pacifiche e la cooperazione in vista della prosperità comune. Il governo si impegnerà, con risolutezza e determinazione, a portare alla realizzazione di questo felice stato di cose. »

    Chi scrisse ciò? Il prode Gianni preoccupato di mettere i neri in un recinto per non fomentare ancora di più l’intolleranza del popolo bianco, legittimato, benedetto e razzista? Fu Daniel François Malan acerrimo sostenitore di quella prigione sociale che ora è considerata crimine contro l’umanità.

    E ora, sommo tripudio e gaudio, ci sono un sacco di Malan-Gianni che mal celano la loro omofobia indossando lo straccetto progressista del “beh in ogni caso una qualche forma di riconoscimento silenziosa e discreta” nella speranza che la loro natura persecutoria non venga alla luce. Ridicola foglia di fico.

    Trattasi semplicemente di razzismo non applicabile a nessun’altra categoria: riconoscimenti alternativi per ebrei, neri, sterili, diversamente abili? Per i gay non c’è ancora stato quel riscatto antropologico che riesca a farli considerare gruppo paritario e destinatario di ovvi diritti.

    Su questo imperdonabile ritardo banchettano tutti i razzisti omofobi relativisti dei diritti.

    Tu dici giustamente “si tratta di diritti e non del meteo”, ma non credere. Certa gente ha la testa piena di acqua piovana (e pulsioni irrisolte).

    Saluti al fascista Gianni dall’ayatollah Meursault :)

  21. Gianni

    Gli insulti di questa gente da poco mi interessano poco. Le posizioni del PD sono chiare e disponibili per chiunque voglia consultarle. Sono state decise da organi elleti democraticamente come non accade in nessun altro partito in Italia o altrove. Sono posizioni molto diverse da quelle riportate qui, che si qualificano anche per la modesta qualita’ e l’aperta intolleranza delle persone che le esprimono.

  22. Meursault

    E ovviamente il rimbrottoso fascistello Gianni è pure una stizzita maestrina di stile. Gianni fatti dare uno spazio su pontifex, anche loro si dicono tolleranti e democratici come te ;)

  23. Oscaruzzo

    Tipicamente una delle cose che gli intolleranti non tollerano e` proprio quella di sentirsi chiamare intolleranti. D’altronde se lo tollerassero, che intolleranti sarebbero? ;-)

  24. calvin

    “Bisogna essere tolleranti con tutti, tranne che con gli intolleranti.”

    Variamente attribuito a Locke, Popper e Bobbio.

  25. Antonio

    Gianni, quali sono le proposte del PD in materia?

  26. Gianni

    Mi dispiace di avere trascurato il posto di Valentina Vandilli, che come tutte le cose intelligenti e ragionevoli si perde nel berciare sconclusionato degli imbecilli e dei violenti.
    Valentina esprime quella che e’ anche la mia posizione, e sono convinto che una forza veramente progressista si dovrebbe battere per la abolizione del matrimonio per tutti, e non per l’ estensione di questa rozza tradizione oppressiva e razzista. D’altronde, in tutti i paesi civili (anche in Italia) le unioni matrimoniali sono minoritarie o comunque in rapida diminuzione. Solo i dirigenti di alcune associazioni omosessuali e i preti si battono per difenderlo ed estenderlo.
    Considero la posizione di d’Alema quindi non solo motlo ragionevole, ma coerente con quello che dovrebbe essere la posizione di un partito di sinistra. Non soprendentemente, e’ infatti la posizione largamenta maggioritaria sia nel partito che nel paese. Altre posizioni sono naturalmente legittime, ma non sono le posizioni del PD, ed ovviamente possono essere espresse su un blog privato che assomiglia certo di piu’ al muro dei cessi che alla Pravda, e di cui Raul Mineti e’ il direttore.

  27. Meursault

    Ah ma siamo all’abolizione del matrimonio per tutti. :D
    Il principio è il solito, elevare le proprie idiosincrasie a legge universale. Anch’io non mi sposerò mai, ma lungi da me proporre l’abolizione di un’istituzione che non condivido ma che, è il caso di dirlo, non calpesta nessun diritto e può essere intesa in senso inclusivo. Certo io non vivo in certi paradisi solipsistici in cui misteriosi cattolici dissidenti si accordano con agnostici e atei rivoluzionari e partendo da una base di tradizione cattolica decapitano le istituzioni senza turbare la morale vigente in un tripudio di conservatorismo progressista.
    Io lo so che per alcuni fare i maître à penser è condizione imprescindibile per reputarsi intelligenti, ma qui si cercava di proporre alternative valide, attuali e proponibili nel secolo in corso. :)
    Training per Gianni: ripetere più volte al giorno “io non sono il mondo intero, io non sono il mondo intero, io non sono il mondo intero…”
    Saluti

  28. Meursault

    p.s. tra l’altro cosa c’entra l’abolizione totale del matrimonio con le magnificate, democraticissime e lapalissiane posizioni del PD che Gianni esortava a considerare? Le si deve considerare alla stregua di pregiudizi da abbattere o il Pd sta promuovendo l’abolizione del matrimonio? :D

  29. Nino

    di certo questo non è un blog del PD, ma iMille (mi pare) fanno parte del PD. Comunque leggere sia i post che i commenti è sempre molto interessante. Serve (qualora uno avesse ogni tanto qualche dubbio) a consolidare la convinzione a non votare PD.

  30. Repetita juvant: Questa rivista non è in nessun modo un organo del PD. Non è vincolata al Partito Democratico. Semplicemente vi scrivono persone che militano od hanno ruoli dirigenzali in partiti politici italiani. Fra cui il PD.

  31. Francesco Cerisoli

    Gianni, Gianni…
    Eppure Cristiana in fondo dovrebbe esserti simpatica. Avete pure molti gusti in comune.

  32. Francé i gusti sessuali per fortuna sono una cosa che non a nulla a che fare con il quoziente intellettuale o con il grado di aggressività. Perdonami ma non ho nulla a che fare con Gianni. Per fortuna.

  33. Andrea Orsini

    Sulla questione in sé concordo con le posizioni già ottimamente espresse da nicola_ds, anche se ammetto (da dalemiano, pur se “atipico”) che D’Alema ha peccato di leggerezza, citando a sproposito la costituzione: c’erano altri argomenti, ben più pregnanti, per giustificare la sua posizione. Aggiungo lo sconcerto che ho provato nel leggere lo scarso rispetto della Alicata nei confronti di una storia, quella del P.C.I., che tutti dovremmo ricordare come esempio. In particolare chi ha l’onere e l’onore di portare quel cognome dovrebbe farlo con orgoglio.

  34. Quindi D’Alema ha ragione ma lo ha detto male. Bene.

    p.s. lasciamo stare le storie, le tradizioni, per favore. Qui nessuno è degno di quella generazione, tanto meno D’Alema. E forse, avendo respirato il senso delle istituzioni, dello Stato e soprattutto dell’onestà morale anche verso il Partito, non accetto lezioni da nessuno. Non sono le etichette a fare grandi gli uomini. E’ la loro storia personale, individuale, spogliata del consenso e delle divise.

  35. Gianni

    D’Alema ha perfettamente ragione, anche se e’ vero che si e’ espresso male. Basta leggere Ceccanti, nell’ articolo in cui si degna di massacrare Scalfarotto. Il Codice Civile stabilisce che il matrimonio e’ tra persone di sesso diverso, e il codice civile non e’ in contraddizione con la Costituzione: questo e’ il senso della della decisione della Corte che Scalfarotto non ha compreso.
    Ma, ripeto, si tratta di un falso problema che riguarda solo Scalfarotto e il suo rispettabile assillo di guadagnarsi la pagnotta. Per le coppie di tutti i tipi esiste invece il problema di garantirsi diritti uguali e comuni, e di farli valere solo finche’ i loro sentimenti e null’ altro decidano sia il caso di farlo. E la soluzione, possibile e praticabile, sia per le coppie omosessuali che eterosessuali, sono i Dico. Il matrimonio non lo vuole piu’ nessuno, ne’ omo ne’ etero, lo sostengono ormai solo i preti e la Alicata. La quale, e in questo sono d’accordo con lei, non ha niente da spartire con altri che hanno portato il suo cognome.

  36. e le democrazie evolute, i newyorkesi, il movimento gay italiano. Povero Gianni. Ti pagano almeno?

  37. Gianni

    si, e Topo Gigio e i Rolling Stones. Ma per favore…
    Mi pagano molto, in effetti, anche se non per stare qui a sputtanarti. Quello lo faccio aggratis.

  38. Non ho capito perché qualcuno vuole vedere la discussione come un duello fra ayatollah assolutisti del matrimonio gay e moderati e ragionevoli democratici difensori dei PACS. Non è così.

    -Primo perché Cristiana non mi sembra un’assolutista.
    -Secondo perché nessuno in questa rivista si è mai opposto ad una forma di PACS italiani.
    -Terzo perché i PACS in Italia manco a sognarli (e forse quando si vive fuori dallo stivale si ha tendenza a dimenticare il catto-conformismo italico).
    -Quarto perché i PACS nel PD non si è ancora capito chi ci sta e chi no. Ed a cosa dovrebbero assomigliare (cioè in teoria si è favore a qualcosa ma non si sa a che esattamente).

    Io personalmente penso che quello che conti sia la parità di diritti e non il nome (“matrimonio” *). Ma questo purtroppo non è l’argomento usato da chi accusa l’Alicata di fondamentalismo. Anzi il loro argomento sembra piuttosto un altro (“sei gay? beh allora cazzi tua!”).

    *Gli stessi conservatori spagnoli se arrivano al potere si promettono di cambiare il nome del matrimonio gay senza alterarne la sostanza (“parità di diritti”).

  39. Cristia’, stavo a scherza’. Anche perche’ non sono del tutto sicuro che, fra D’Alema e Belen, Gianni sceglierebbe la seconda ;-)

  40. Meursault

    Io invece sono sicuro che tra D’Alema e Belen, Gianni sceglierebbe qualche aitante calciatore. E’ da manuale ;)
    Certi distinguo si formulano mentre si ha il fiato corto per certe altre pratiche terrene. Poi il fazzoletto che tutto linda è lo svarione sull’abolizione universale del matrimonio. Su su gente che nega il matrimonio omosessuale, palesatevi quali i razzisti che pienamente siete. Un po’ di coraggio nel difendere il vostro disprezzo senza annegarlo in mille cavilli, un po’ di dignità alla vostra barbarie, schiena dritta per la vostro ignoranza. Capisco essere intolleranti, ma perché pure invertebrati?

    Alicata porta pazienza. Sti maschiettuncolisti prima o poi usciranno da quel minuscolo bar sport che è la loro testa. Saluti

  41. Andrea Orsini

    Cara Cristiana, innanzitutto non ho intenzione di dare lezioni morali a nessuno. Ho espresso una posizione politica, non un imperativo morale. E mi scuso se ti ha potuto urtare il riferimento, in effetti poco elegante, al cognome che porti. Ti assicuro però che il mio era uno stupore sincero, non un artificio retorico. Detto questo, torniamo a discutere civilmente di politica, che siamo qui per questo.
    Penso che di quella storia non ci si debba dimenticare, nomi e cognomi a parte. E quello che dovremmo essere orgogliosi, tutti, di ereditare, non è una presunta superiorità morale, che forse non è mai esistita, ma un modo di fare politica, intelligente e riformista, che era proprio di quella cultura e a quella tradizione. La Concia e Scalfarotto (che mi sono anche simpatici e sono bravissime persone, intendiamoci) sono tanto bravi a criticare D’Alema, ma loro cosa hanno ottenuto nella difesa dei diritti degli omosessuali? Quello che voleva dire D’Alema è che conviene battersi per il riconoscimento delle coppie di fatto e dei relativi diritti, il che allo stato attuale mi pare possibile (mentre nel 2006 probabilmente non lo era, e quindi tanto valeva non tentare neanche, visto che la questione ha creato un’ulteriore spaccatura in un Governo già instabile: il che dimostra che forare i tempi è controproducente). E dunque sì, confermo: D’Alema ha ragione, ma si è spiegato male.
    Aggiungo, infine, che non escludo affatto che tra qualche tempo si potrà arrivare al matrimonio omosessuale, perfino alle adozioni et cetera. Penso, però, che ci si debba arrivare gradualmente, sena forare la mano. Ritengo sia necessario innanzitutto “educare” e sensibilizzare sul tema. In questo senso, proposto oggi, il matrimonio omosessuale “offenderebbe” la sensibilità religiosa della maggiorana del popolo italiano. E soprattutto molti di quelli che sono nostri elettori, magari operai o pensionati al fianco dei quali siamo scesi in piazza nello sciopero della Cgil, giusto qualche giorno fa’. Quest’atteggiamento mi sembra davvero di Sinistra. Che non è solo una divisa o un’etichetta, fortunatamente.

  42. Meursault

    Questi sono quelli che si offenderebbero, nel caso:

    http://www.youtube.com/watch?v=mbM4K0GT1KI

    Il Vaticano satollo, sorride e ringrazia.

  43. Meursault

    Momento che traduco le parole di Andrea Orsini: gay zitti e buoni e accontentatevi delle briciole se mai riusciremo ad offrirvele (e non ci riusciremo perché sono decenni che non siete la “priorità”), perché in caso contrario rischiate di offendere un esercito di casalinghe insoddisfatte che sgranano il rosario mentre guardano (e invidiano) Brooke che dona le sue grazie al fratello, e i rispettivi consorti sonnolenti poco prima di andare a spasso lungo certi viali. Questo sì che è di sinistra. Mai sporcare la veste sbiancata e pronta per la domenica mattina (giusto quella di natale ormai e nemmeno). Che poi una volta al governo (magari con l’Udc), questioni del genere saranno rinviate perché troppo “delicate” e i fan di potere operaio come Corsini alzeranno le spalle riconoscendo che “beh in effetti le priorità sono davvero altre”. Però la sua coscienza sarà linda perché quel giorno su quel blog ha scritto 3 righe 3.
    Ma poi che vogliono questi ominisessuali? Dico sono tollerati (e manco tanto) possono stare insieme (ecco magari non trovano sempre casa ma è comprensibile) nessuno li picchia (a parte qualche ragazzo confuso dai gay pride e dalla pratica gayista) insomma ancora vogliono sposarsi e adottare?

    No. Perché ci offendiamo.Puntiamo i piedi. Lo diciamo al Padre, al figlio e allo spirito santo (si dice così vero signora?). Che state dicendo? Che il Portogallo, la Spagna e l’Argentina sono più cattoliche dell’Italia e ugualmente il governo ha proposto ed approvato una legge inclusiva che forma l’opinione pubblica oltre a dare diritti ovvi? Ma che c’entra…Mica c’è il Vaticano lì (e manco gli operai che si offendono) e soprattutto non ci sono politici e imprenditori in certe belle palazzine vaticane e ben pochi internauti che lavorano per cliniche, alberghi, ristoranti e associazioni cattoliche esentasse.
    Che a ben vedere sono quelli che si urtano di più se si urta il datore di lavoro. ;)

    Tra l’altro mi è apparso in sogno il Mago Galbusera che mi ha pregato, in caso contrario potrebbe offendersi e io insieme a lui in quanto suo fedele, di esortare il direttore della testata online di creare uno spazio alternativo ma confacente per quelli contrari al matrimonio omosessuale, e questo non per discriminarli, giammai, ma semplicemente per fare in modo che abbiamo diritti simili in un contesto che però non offende né calpesta le sue leggi, La Fibbia il testo sacro dei Galbuseriani, né la morale forgiata in decenni di galbuserizzazione.
    Cercate di capire, lui è il mio dio…lo sento nel cuore. Credo che possiate rinunciare ad un pezzo della vostra libertà per non offendere il mio credo religioso. Sentiti ringraziamenti.

  44. In effetti Orsini ha spiegato alla perfezione la posizione di D’Alema. Si capisce come mai, dopo 15 anni, di concessioni al ribasso – su tutto, mica solo sui diritti civili – da altrettanti 15 anni l’Italia e’ ferma al palo della crescita zero. Non uno slancio di entusiasmo, non una presa di posizione, solo esimi pensatori ed egregi funzionari.

    PS non smettere di pubblicare articoli sul PD: gli immancabili commenti di Gianni sono meglio del cabaret.

  45. Andrea Orsini

    No, un momento, “famo a capisse”, se dice a Roma. Innanzitutto spero che siamo tutti d’accordo nel dire che se l’Italia è a questo punto la colpa principale è di Berlusconi e del centrodestra.
    Poi, sui diritti civili. Se fosse vero quello che dite voi, bastava che qualcuno, un Grillini, una Concia, uno Scalfarotto proponesse in Parlamento una legge sui matrimoni omosessuali o sulle adozioni: semplice, no? E invece no: non sarebbe mai passata – non è passata neanche quella sui Dico (tant’è che nessuno di questi sapientoni l’ha mai proposta: provate a chiedergli un po’ perché…). Quello che un po’ mi infastidisce è che io (ma anche D’Alema) non sono assolutamente contrario alla possibilità che vengano introdotti matrimoni omosessuali, ma vengo trattato come una specie di Binetti. Mentre la verità è che la penso come voi, solo che mi rendo conto di quello che si può fare e di quello che invece è attualmente inattuabile. La prova di questo è che non mi sembra proprio – mi ripeto – che la Conia abbia fatto più di D’Alema per risolvere il problema. Non è che fare politica significa dire quello che si pensa, se no son capaci tutti: a quest’ora avremmo già attuato il socialismo reale (anche se non vorrei offendervi, capisco che a qualcuno la parola “socialismo” possa sembrare una bestemmia, di questi tempi). Quindi: o mi dite qual è la soluzione al problema, oppure la smettete di fare i duri e puri per piacere, che siamo tutti sulla stessa barca e il naufragar in questo mare non è dolce per nessuno. Tradotto: voi volete che l’istituto giuridico del matrimonio sia allargato anche a persone dello stesso sesso, e anch’io non avrei nulla in contrario, se fosse possibile. La strategia di Conia, Scalfarotto e altri è di gridare la propria indignazione. Il che è pienamente legittimo, ma semplicemente non è politica. E soprattutto non mi pare abbia funzionato (se pensate sia il metodo migliore ditemi ESATTAMENTE come sperate possa funzionare. Vi ascolto con interesse).

    P.S. @Meursault. Scrivi “un esercito di casalinghe insoddisfatte che sgranano il rosario mentre guardano (e invidiano) Brooke che dona le sue grazie al fratello, e i rispettivi consorti sonnolenti poco prima di andare a spasso lungo certi viali”.

    E’ una frase di un razzismo e di un’ignoranza sconcertante. Veramente, prendere per il culo famiglie, magari meridionali, e che magari si fanno un mazzo così per arrivare a fine mese è una cosa che definire schifosa è poco. Fatti un esame di coscienza. Oltre al fatto che se i votassero solo gli intellettuali da salotto saremmo al 3%. Fortunatamente non è così e alla guida del Pd abbiamo un piacentino concreto e pragmatico e siamo il primo partito italiano. Un partito di massa, non (solo) di radical chic.

  46. @Orsini
    Famo a capisse, davvero. Quello che si rimprovera a D’Alema, passando sopra alle stronzate galattiche di matrimonio=quello in chiesa fra uomo e donna che le auguste labbra han tuttavia elargito, e’ il dire che “la posizione del PD e’ quella dei DiCo”, perche’ i DiCo sono possibili. Intanto che, no, i DiCO, manco quelli, sono possibili, vedi 4 anni fa. Ma poi che cazzo di posizione e’? Come si traduce questa “strategia” nella pratica politica del partito? Sposiamo solo le soluzioni che ci paiono possibili in base al “sentimento comune” di una maggioranza di volta in volta diversa e spesso solo “cartacea”?
    Trasliamo: come predica B da anni, le tasse, se potessero, gli italiani non le pagherebbero. Peccato che… 1911 miliardi di debito: dobbiamo pagare e far pagare le tasse. Siccome pero’ il sentimento comune della vasta maggioranza e’ “paghiamone meno che si puo’” e che far pagare chi finora NON ha pagato va contro questo sentimento comune… aumentiamo le tasse a chi le ha pagate finora e bona li’. Toh, in fondo e’ pari pari quel che fa Tremonti. E allora teniamoci il puttaniere e gli Scilipoti no?
    Non e’ D’Alema perche’ e’ D’Alema: e’ la resa incondizionata a un sentire comune che, spesso, e’ solo rappresentazione artificiosa. Vai, Orsini, vai a chiedere ai fedeli se i malati terminali hanno diritto a ridurre le proprie sofferenze. O se una figlia che vuole abortire… O se un figlio omosessuale… E vedrai che quel “sentimento comune” che si vorrebbe allineato e coperto con la CEI e’ un fantasma di carta velina.

  47. Andrea (grazie di avere ricondotto il dibattito ad un livello consentito :-) )

    Io non condivido la tua opinione che scinde la società e:
    1) attribuisce alla questione omosessuale una connotazione classista: è una roba radical chic
    2) legge la società attribuendo a casalinghe ed operai l’incapacità di comprendere questi temi.
    3) i gay sono una delle cose più interclassiste che esista. Come in ogni cosa le battaglie le conducono quelli che possono farlo, ma qui sono intervenuti gay e lesbiche che credo non arrivino nemmeno alla fine del mese e che conosco personalmente
    4) non credo affatto che un operaio non possa capire…proverò a chiedere al mio amico operaio di mirafiori che è gay.
    5) i Dico sono offensivi. Sai come funzionavano? Ti mandavi una raccomandata dopo 9 anni.
    6) non sono una priorità….è verissimo. I gay sono la priorità di coloro i quali NON vogliono estendere i diritti. Fosse per noi in 5 minuti si sarebbe già risolto tutto e staremmo qui a discutere che ieri è aumentata l’iva di 1% e ieri la gente che veniva da me a fatturare tutto il possibile era incazzata e disperata.

    Davvero Andrea, credimi….la questione è una dannazione per chi è contrario….non per chi è a favore.

    Difficile pensare che in questo parlamento possa essere possibile votare quella legge….visto come sono stati eletti. Infatti bene annullare il porcellum…cosa che il buon d’alema non vuole così può continuare (pensa lui) a premiare la fedeltà dei suoi adempti e mandarli in parlamento….può scordarselo per quanto mi riguarda.

    riflessione finale: si parla tanto di famiglia…..quanti asili nido ha aperto questo governo? Quante sono le persone contro i matrimoni gay che si battono per parità di genere e asili nido? Non ne vedo. Quegli stessi vogliono la donna a casa.

  48. D’alema si scusa. Sfortunatamente le scuse non sono state sufficienti per nessuno. Ecco perché:
    http://www.vogliosposaretizianoferro.it/news/?p=162

  49. Gianni

    Come i gentili lettori posson constatare, non sono io ad avercela con la Alicata. E’ proprio lei che non si perdona niente.

  50. Andrea Orsini

    Guarda Cristiana, credo davvero che le nostre posizioni siano assolutamente compatibili: mi pare di aver capito che la nostra divergenza è semmai sul metodo, non certo nel merito della questione.
    Certo che le casalinghe e gli operai possono comprendere questi temi. Ti dirò di più: siamo noi che dovremmo prendere l’impegno di ambiare la società italiana, anche fuori dal Parlamento.
    Che D’Alema non vuole ambiare la legge elettorale non è vero. D’Alema non vuole il maggioritario, e io sono d’accordo con lui. (lo spiega qui: http://www.youtube.com/watch?v=U-FVbSR85Bo). Peraltro D’Alema ha proposto, nella malaugurata ipotesi non si riesca a ambiare la legge elettorale, primarie per decidere tutte le candidature.
    E anche sulla questione dei matrimoni omosessuali, nel link postato da Andrea Bordoni D’Alema viene definito omofobo. Ma dove? Da cosa lo si dedurrebbe? Francamente lo trovo anche scorretto e un po’ meschino come atteggiamento: ben venga la lotta politica, anche dura e aspra, (per quanto, ripeto, in questo caso è solo una questione di metodo, siamo tutti dalla stessa parte). Però gli argomenti devono essere politici, appunto. Dite: “Non sono d’accordo con D’Alema perché…”, non “D’Alema è omofobo”. E’ inaccettabile.

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