di Cristiana Alicata.
Caro Pippo, cara Debora,
scrivendo a voi scrivo anche a me e a tutti coloro i quali, con noi, condividono un’idea di Paese, un’idea di servizio della politica e contemporaneamente vivono da anni la medesima frustrazione di non vedere quasi nulla cambiare. Questa non è solo una questione del PD, ma è anche e soprattutto una questione del PD. Ho scritto questa lettera prima dell’uscita di Adinolfi dal PD (che io volevo fuori per omofobia, non certo per eroismo generazionale), ed oggi sembra più attuale ancora.
Inutile girarci intorno, dobbiamo essere intransigenti con noi stessi come lo siamo con gli altri.
Quanto contiamo in questo partito? Al di là del nostro consenso personale, della speranza che intorno a noi si è creata, quanto riusciamo ad incidere sulle decisioni veramente importanti?
Non mi importa che qualcuno di noi arrivi a fare il parlamentare o il consigliere regionale. Mi importa che il PD sia più simile a come lo voglio, perché voglio che il Paese sia più simile a come lo desidero.
Sappiamo tutti, adesso, a 3 anni dalla sua fondazione, come il progetto del PD sia ad oggi, arenato nelle sabbie appositamente viscide e mobili di chi proviene dalle tradizioni dei partiti precedenti.
Incatenato ai gangli di chi detiene le fondazioni, di chi decide le nomine negli enti pubblici, di chi può distribuire lavoro ai burocrati di partito ed anche ai giovani o comunque di chi può promettere la “carriera” politica ed in ogni caso appare più “stabile” e “sicuro” di noi all’interno del partito.
Questo vale nel PD, ma sappiamo benissimo che vale per qualsiasi “sistema partito”. Nessun partito del centro sinistra è immune da questa malattia, con la differenza che alcune forze sono più giovani e quindi meno “inquinate” da questo meccanismo perverso di fedeltà e quindi di silenzio, meccanismo che sacrifica la politica, quella vera, sull’altare di altro. Nel migliore dei casi per “rimandare”, nel peggiore perché quella Politica non è più una priorità.
Se i partiti sono, come previsto dalla Costituzione, fondamento stesso della democrazia, oggi nella loro malattia sono il primo campanello di allarme dello stato della democrazia nel nostro Paese.
Come le rose messe ai piedi dei filari di uva ad ammalarsi prima della vigna.
Uno dei motivi per cui non cambiano le cose, lo diciamo da anni, è la mancanza di ricambio generazionale che, anche qui, riguarda tutto, non solo i partiti e non riguarda l’età anagrafica, ma l’età di militanza.
Riguarda il nostro partito più di altri.
La presunzione e l’arroganza di sentirsi dire di non essere all’altezza. Di cosa non siamo all’altezza? Di non sapere gestire la politica come Penati che era addirittura capo della campagna congressuale di Bersani? Non sarebbe stato meglio un qualsiasi inetto di noi di lui? Condannati a vedere che chi va avanti lo fa per fedeltà e quasi mai per merito. Di vedere che al massimo il merito è occupare posti in luoghi che non contano nulla. Di recente la ridicola nomina della sottoscritta in un direttivo politico regionale che non si è mai riunito e le cui decisioni sono state prese in qualche gabinetto (nel vero senso popolano della parola) della Camera dei Deputati: salvo smentite dell’ultima ora, infatti, il segretario del PD Lazio sarà eletto da un’assemblea balcanizzata dalle correnti, dove ci sono ancora membri passati all’Api o all’UDC e che ha già fallito l’anno scorso persino dopo un accordo da capobastone. Il Lazio, quella stessa regione, dove i risultati elettorali delle ultime elezioni sono stati disastrosi, solo che siamo riusciti a non parlarne grazie alla vittoria di Milano, Cagliari e Napoli (dove comunque siamo stati battuti alle primarie).
Vogliamo parlare della Sicilia dove appoggiamo Lombardo e una quantità incalcolabile di dirigenti, sia locali che nazionali, ha chiesto di spezzare quell’accordo e costruire una nuova alternativa?
O della Campania dove dopo la brutta figura delle primarie abbiamo scelto un candidato (qui con l’accordo di SeL bisogna dirlo) senza “ascoltare” ciò che accadeva in città e quindi consegnando la vittoria nelle sole mani di De Magistris, che certo non deve ringraziare noi per avere vinto.
Vogliamo parlare del sistema “Sesto”?
Del modello Marche?
Vogliamo citare di essere saliti per ultimi sul carro dei 4 referendum?
E di esserci ridicolmente senza simbolo su quello contro la legge Porcellum (e tutti sappiamo che sul referendum elettorale si sta giocando l’ennesima porco duello tra i soliti Walter e Massimo)?
La faccio breve. Queste cose le sappiamo tutti. E l’impotenza, la rabbia, lo sconforto, ma nello stesso tempo la voglia di cambiare l’abbiamo tutti e quindi vengo al dunque.
Sappiamo tutti che i partiti come il nostro, non di proprietà, sono più difficili da gestire e persino da conquistare. I congressi di un partito sono lunghi, sanguinosi ed incogniti. Nei circoli sbucano persone mai viste prima a modificare gli assetti voluti da quelli che più partecipano. Iscritti ombra che appaiono e scompaiono a domanda del capo bastone di turno.
Poi ci sono tante persone in buona fede. Poi ci sono tanti bravissimi democratici che o non sanno, o non vogliono sapere, o sanno e pensano che sia giusto, o sanno, pensano che non sia giusto, ma non sanno come opporsi. Poi ci sono i centinaia di bravissimi amministratori che fanno la differenza. Poi ci sono i molti deputati per bene.
Noi dobbiamo organizzare i buoni, questa la sintesi della mia richiesta per venire all’ennesimo incontro che non diventi una semplice kermesse. Non conto nemmeno più gli incontri che abbiamo organizzato insieme anche in diverse formazioni, ma alla fine percepiti come la stessa cosa dal nostro popolo: iMille, i piombini, il Lingotto2, Prossima Fermata Italia, Changes e adesso di nuovo a ottobre e novembre uno lanciato da voi due con noi e l’altro lanciato da Renzi in totale solitudine (la malattia del protagonismo solitario non risparmia certo la nostra generazione, anzi).
Penso che il vero leader non si evinca dal valore carismatico, ma dalla capacità di discutere con i pari. Non di strappare applausi, ma di dar seguito alle proposte con continuità, di saper tessere alleanze umane, di farsi rispettare. In questo Renzi mi sta deludendo profondamente prima ancora di entrare nel dettaglio di alcune tematiche politiche che considero dirimenti e fondamentali. In questo non riusciamo ad essere all’altezza dei vecchi volponi del nostro partito.
Ora ciò che voglio, che esigo dal 21 e 22 ottobre è un taglio netto.
Noi dobbiamo fare un gruppo e smettere di incontrarci per fare 4 chiacchiere e dirci quanto siamo belli. E non bastano le belle idee per il Paese che ogni volta vengono fuori. Dobbiamo dare gambe a quelle idee sulla mobilità, sul lavoro, sulle nuove energie, sui diritti civili, sulla scuola, sulla maledetta questione morale. Le gambe sono il Partito: o ce lo prendiamo o è inutile avere tutte queste belle idee.
Dobbiamo dare seguito sui territori a quella speranza che ogni volta viene a sbattere sulla nostre facce. Chi fa un congresso a Canicattì deve trovarci al suo fianco. Dobbiamo prendere posizione su tutto: sul Lazio, sulle Marche, sulla Sicilia, su Penati, sul Lavoro, sul Matrimonio gay. Dobbiamo essere quel PD che la gente desidera. Ma non solo sui blog, nelle interviste, sui giornali. Dobbiamo esserlo da sindaci, da governatori, da premier e da segretari e da iscritti e da militanti. Dobbiamo essere ovunque. Essere partito. Sano, nel caso.
Poche proposte che secondo me devono uscire da questo incontro:
- il segretario Bersani non sia l’unico a potersi candidare alle primarie. E’ una follia. Vendola vincerebbe e poi perderebbe contro Montezemolo. Il nostro partito può esprimere un candidato che recuperi fiducia, batta Vendola alle primarie e poi possa diventare premier evitando la deriva, ennesima, verso il Salvatore della Patria. E quindi chiediamo una modifica dello Statuto Nazionale in tal senso.
- Parta l’ organizzazione per il prossimo congresso nazionale, anche raccogliendo fondi per poterlo affrontare e organizzandoci a livello territoriale. Sia chiaro che uno di noi deve candidarsi alla segreteria nazionale e che non staremo più all’ombra di nessuno, per questo lanciamo una grande campagna di tesseramento al PD, oggi, adesso, spiegando che solo così ci potranno aiutare a riprenderci il partito. Ma diamoci un termine. Chiediamo fiducia ai nostri elettori fino al 2016.
Se non riusciamo a dare seguito a questa voglia, forte, di cambiamento del Paese e a rispecchiarla nella nostra azione interna al Partito per farle diventare, poi, speranza per il Paese come possiamo ancora parlare di rinnovamento?
Adesso le responsabilità sono tutte nostre. Adesso basta aspettare. Basta senso della responsabilità, con questa scusa un sistema vecchio e vetusto e persino corrotto in alcuni casi come la vicenda Penati ci insegna, continua a tenere le fila di questo Partito in sfregio a tantissimi iscritti ed elettori. Adesso Basta. Basta. Basta.
Noi dobbiamo cambiare il PD per cambiare il Paese non possiamo pensare che il cambiamento investa solo le nostre persone singole, le nostre posizioni, il nostro nome.
Verrò il 21 a Bologna. Sarò, di nuovo, con voi. Ma voglio che sia l’ultima volta in cui, poi, tornando a casa troverò tutto uguale a prima e siamo di nuovo tutti soli a sbattere la testa contro le cose concrete.
Link:
- http://civati.splinder.com/post/25594133#25594133
- http://marioadinolfi.ilcannocchiale.it/2011/09/28/caro_bersani_riconsegno_la_tes.html
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iMille.org – Direttore Raoul Minetti
iMille.org – Direttore Raoul Minetti








Così, da spettatore esterno, che guarda col binocolo: non vedo nè prevedo Congressi del PD alle porte. Però forse chi è dentro li vede.
Penso che quelli che osservano da fuori attendono di sapere con quanti cespugli il PD farà l’alleanza elettorale.
e questo….ahimé…dipende da chi governa il partito….
Cristiana,
io ho la solidissima impressione che alle primarie fra Bersani e Vendola vincerebbe Bersani, e pure con un certo distacco. Basta farsi un pò di analisi di scenario a partire dai voti che ha preso alle primarie precedenti, il peso degli elettori che nel PD voterebbero Vendola, ecc.. Tu invece che elementi hai per dire il contrario?
(Che poi, fra Vendola e Montezemolo, dovessero essere questi i candidati, ci sono buone chance che vincerebbe Vendola, perchè sa fare campagna elettorale. Più che altro, non credo che sarebbero solo quelli i candidati…)
io ascolto la gente fuori dal partito…quelli del partito dell’astensione….che pesa il 30%.
L’unico che può vincere si chiama Nicola Zingaretti….prima il nostro partito lo capisce meglio è per tutti, Paese compreso.
Sul “Basta” sono d’accordo. Credo tuttavia che vada reso concreto, ovvero: uno (io dico: Civati) si candida hic et nunc a guidare l’alleanza di centrosinistra alle prossime elezioni. Le basi dell’alleanza: quelle che elenchi (diritti civili, riforma del mercato del lavoro per combattere precarieta’ e corporativismo, riforma fiscale per combattere evasione e tassare di piu’le rendite e meno il lavoro, leggi contro la corruzione etc…). A occhio, PD, IdV e SeL. Magari stilando gia’ ora le (diciamo) 10-15 proposte di legge corrispondenti che verrano presentate in apertura della nuova legislatura, subito. E primarie per fare le liste (nel caso si voti col porcellum) o per scegliere i candidati nei seggi uninominali (se passasse il referendum, ipotesi remotissima).
A Ottobre si annuncia quanto sopra, si fa la prova di forza, si lancia l’OPA. Se ci mettono le barricate con lo Statuto, con l’esperienza, con tutto l’armamentario che conosciamo, si chiede il congresso straordinario. Se si rifiutano, bye bye PD, e bye bye Italia probabilmente…
mi fate morì.
ma l’avete sentito ieri d’alema dalla gruber si?
Ha detto (TESTUALE).
LA POSIZIONE DEL PD (cioè d’alema parla a nome del PD; perché a questo punto Scalfarotto che almeno ne è vice presidente non prende coraggio e fa lo stesso?)….dicevo, LA POSIZIONE DEL PD è il presentarsi alle elezioni IN ALLEANZA CON IL TERZO POLO.
Ai cittadini è arrivato questo messaggio: IL PD SI ALLEA CON IL TERZO POLO.
Ora voi direte “d’alema non rappresenta nessuno”, “i giochi ancora non sono fatti”, “vieni a bologna e impegnati di persona per dare più voce alle nostre istanze”, “il PD sono gli iscritti e non gli eletti”,…..tutte CHIACCHIERE.
IL PD NEI FATTI SONO SOLO GLI ELETTI: D’ALEMA CONTA E CONTERA’ SEMPRE centomila volte più di qualunque SCALFAROTTO o CIVATI.
QUINDI il discorso di D’ALEMA di ieri sera conta mille volte più di qualunque vostro lingottino, piombino, campeggino o iniziativa che vogliate fare per cantarvela e suonarvela.
Quindi o vi date una svegliata, ma di brutto eh, con un secchio di acqua gelata e un caffè fatto con la redbull al posto dell’acqua, prendete fumogeni, lacrimogeni lucchetti e catene e al prosismo congresso li sparate dentro sigillando le porte, oppure rimanete a nanna a coltivare i vostri inutili sogni.
bella generazione di merda.
leggo ora il messaggio di Cerisoli.
Mi sembra un’ottima proposta.
Condivido e la trovo l’unica soluzione che vi restituisca credibilità (anche allo stesso civati che ne sta perdendo tanta…).
Bersani triplicherebbe i voti di Vendola alle primarie.
Non si può invocare lo Statuto solo quando fa comodo. Ed in un partito come il PD quella norma, provvisoriamente, serve, sennò alla fine mi candiderei anche io. Per il resto ci vediamo a Bologna.
Phil, scusa che vuol dire: “Bersani triplicherebbe i voti di Vendola alle primarie.”?
“prenderebbe il triplo dei voti di Vendola” o
“la sua presenza farebbe prendere a Vendola il triplo dei voti”?
è più ambigua di” ibis redibis non in bello morieris”, dai
Prenderebbe il triplo dei voti
secondo me Bersani vs Vendola vince Vendola che poi perde contro Montezemolo.
Invece scenario saggio:
Zingaretti vs Vendola vs Renzi: vince Zingaretti che poi vince contro Montezemolo ed Alfano.
pensare che alle primarie tra vendola e bersani vincerebbe bersani è non avere idea di chi costituisca davvero la base dell’elettorato PD.
avete presente si la marea di pensionati che la CGIL riesce a portare tutti proni a votare bersani? io si, sono tutti i giorni a raccogliere firme davanti alla COOP sotto casa mia, gente che pensa che D’Alema sia un grande statista e che riempiono le sezioni. Sembra di stare ancora a 40 anni fa, altro che facebook, popolo della rete, blog, bandiere della pace, tarantelle e pizziche…
Ma che davvero pensate che davvero esista un effetto “Pisapia-De Magistris”?
Chi li ha votati già si è pentito, basta fare due chiacchiere in giro se capitate a milano e napoli…
Cristiana, non capisco: da un lato dici che uno tra te, Pippo e Deborah dovrà essere candidato alla segreteria, dall’altro proponi Zingaretti candidato premier? Se è questa la tua proposta sinceramente mi pare contraddittoria: da un lato si punta a fare un golpe bianco realizzando il cambio generazionale con l’unico mezzo possibile, quello democratico, dall’altro si prende il non plus ultra del consociativismo partitico e lo si candida al governo? Zingaretti è il prodotto del bettinismo, è cresciuto all’ombra della gente che tu/noi vogliamo soppiantare, ha scelto di governare la Provincia con buona parte di essi. E’ solo più giovane di Veltroni e D’Alema per il resto ha la stessa formazione, ha lo stesso curriculum, ha gli stessi valori. Ripeto è solo più giovane.
secondo me Zingaretti in questa tua definizione ci sta un po’ stretto…i tuoi timori sono fondati, ma possiamo aiutarlo a liberarsi dai gangli. Secondo me, eh.
Secondo me Zingaretti sopra Orvieto e sotto Sezze scalo non lo conosce nessuno … e non lo voterebbe nessuno, soprattutto.
Poi sono d’accordo al 200% con Stefano e confermo che se si candida Bersani, Zingaretti non si candiderà mai. E certo l’apparato non lascia la competizione prima di elezioni che pensano di vincere a Zingaretti-Renzi-Vendola. Quello solo quando ci sono elezioni che si è sicuri di perdere … (vedi Rutelli nel 2001)
Bel…tifo da spettatori di stadio : scendete in campo e chi gioca può vincere o perdere,poi si devono trarre le conseguenze.
Innovazione e competenza : l’una dettata dall’anagrafe ma l’altra dall’esperienza (sindaci,amministratori bravi parlamentari):questa è la sintesi.
Siamo seri: Nel quadro politico attuale è Bersani il candidato politicamente e personalmente più significativo. Costruire le condizioni regolamentari e politiche per agire diversamente equivale a fare un quarantotto in una situazione già abbastanza complessa. Zingaretti andrà bene come sindaco di Roma, ma con il resto d’Italia c’entra poco o nulla.
Ma noi e’proprio quello che vogliamo Renzo: il quarantotto ):-D
E vabbè ma non si può rimandare ad altra data per manifesta insostenibilità dei termini? Se poi serve un quarantanovesimo per dare una mano chiamatemi pure, che non voglio certo negare l’esigenza di qualche moto rivoluzionario…
Io ho appena letto che la proposta di referendum ha ottenuto 1.200.000 firme. I cittadini hanno fatto in una paio di mesi quel che non ha fatto il csx in un paio di anni.
A questo punto, di fronte a tanta dabbenaggine, MOBBASTAVERAMENTEPERO.
Lasciate il PD a crepare per conto suo. Mandatelo a fondo con il Titanic. E un’insieme di giovani amministratori, guidato da Renzi o Zingaretti (fateci le primarie, unica vera novita’ di questi anni), si presenti autonomamente.
Basta, vi prego. Anche perche’ io questo PD non lo voto. Voto chiunque altro sia sopra la soglia di decenza minima.
Io Renzi non lo voto.
Zingaretti non lo voterebbero i miei concittadini (Veneti) – è un politico “romano”.
Quindi ciccia.
La Serracchiani come pensa di rilanciare l’ economia in Italia, e come la sua proposta si differenzia da quella della maggioranza del PD? Quali sono le propoposte sul lavoro precario della Alicata, e in cosa sono diverse da quello che dice Fassina? Sulla riforma della giustizia, Civati ha forse idee diverse da quelle del PD? E in cosa? E sopratutto, quando sono state espresse, e dove, tutte queste straordinarie idee, e come mai non sono riuscite a diventare le proposte del PD? Per colpa dei pensionati della CGIL che un razzista qui sopra ritiene orientabili a comando come mandrie di pecore?
Non occorre nemmeno entrare nella solita sgangherata esibizione della Alicata per capire la ragione del suo risentimento. La Serracchiani e’ stata parcheggiata al Parlamento Europeo (record di assenteismo, tra l’ altro, brava) perche dopo averla usata per la sua campagna congressuale, Franceschini ha scoperto che e’ una testolina vuota. I suoi interventi in TV sono imbarazzanti (e infatti si sono orientati a quelli dalla fascia di prima mattina, dove si piazza anche Scalfarotto, e che li guardino solo le massaie per favore), e non c’e’ on record nessuna sua idea, nessuna sua proposta.
Civati e’ un bravo politico locale, ma la sua dimensione e’ Monza, non l’Italia. Persino Marino (quello che ha preso il 15% al congresso di due anni fa, portando a votare con i pullmann persone che dopo il voto hanno lasciato il partito, altro che i pensionati dell CGIL) non ha mai detto che era il suo secondo, nel ticket di segreteria. E poi viene dai DS, e ci militava negli stessi anni in cui la Alicata si riconosceva nei radicali che sostenevano il governo Berlusconi. E la Alicata, …beh, e’ la Alicata. Una che deve al suo tempo libero la visibilita’ che riesce a raccattare, un po’ come i pensionati che scrivono ai giornali locali tutti i giorni su ogni cagata.
Il PD non ha nessun problema. E’ il primo partito in Italia e ha una proposta per il paese, ed e’ pronto a presentarla agli italiani alle prossime elezioni. Il problema ce l’hanno le Alicate e le Serracchiani, che hanno ambizioni molto superiori alle loro modesta qualita’ (e sono amibizioni che riguardano solo loro stesse, non certo l’Italia) oppure Renzi e Civati, ceh considerano la politica una carriera anziche’ un servizio: a loro due, l’ unica cosa che non va bene di d’Alema e Veltroni e’ di non essere al loro posto a fare esattamente le stesse cose. E lasciamo fuori da questo Zingaretti, per favore, che e’ una persona seria e che sta bene attento a non mischiarsi con questi grotteschi personaggi.
Premetto che parlo da osservatore esterno, ma mi trovo totalmente d’accordo con l’ultimo commento di Renzino: neppure io voterei Renzi, e Zingaretti al nord non prenderebbe un voto, non solo in Veneto, ma anche altrove. Rimane solo Bersani, allora?
Mi chiedo, piuttosto, ma un candidato che, per una volta venga dal nord e che ne capisca meglio le esigenze di un ‘romano’ (di nascita o di formazione politica)? Per fare un nome, anche alla luce di quanto recentemente uscito su La Stampa, Chiamparino? (http://www.chiamparino.it/images/uploads/stampato290911.pdf)
“Mi chiedo, piuttosto, ma un candidato che, per una volta venga dal nord e che ne capisca meglio le esigenze di un ‘romano’ (di nascita o di formazione politica)?” … poi uno dice perché la Lega ha vinto già prima … vince nella testa delle persone, scusa. Che vuol dire un “romano” , tra virgolette poi come fosse una (negativa) categoria dello spirito. Se iniziamo a cercare connotazioni etico-geografiche allora non se ne esce più, perché uno può sempre dire che un polentone non capisce nulla del sud no?
Complimenti sempre a Bossi perché è il vero vincitore culturale e politico degli ultimi vent’anni …
Ma scusate, eh, prima stappate gli spumanti per i risultati dei vari referendum, poi vi volete buttare su Chiamparino, che era per ALMENO due no all’ultima tornata referendaria?
Incredibile! Basta leggere di un fiato tutti I commemti qua sopra per capire che il bipolarismo in italia e’ fallito prima di nascere e con lui l’idea di un unico partito di massa di centrosinistra. Il post tra l’altro non e’ stato cagato di striscio da nessuno dei tre chiamati in causa.
Alicata, non disturbarti a rispondere ai commenti sopra, mi raccomando!
Lanci il sasso e nascondi la mano!!!
Se il PD non è neanche capace a gestire un blog, figuriamoci un paese…
Rispondo (o rifletto) sui commenti intelligenti. A troll e insulti me lo risparmio. In ogni caso ho avuto un lungo scambio con Civati su questi temi se a qualcuno interessa.
Ma in generale ci parliamo tutti molto ultimamente….e finalmente.
Per il resto molte risposte ad alcune domande risiedono nelle cose scritte da anni.
beh, rendetelo pubblico questo scambio!
No, no, risparmiatecelo. Per l’ amor di dio.
Simone scrive : “….bella generazione di merda”
Complimentoni, le tue considerazioni si sposano perfettamente con la tua conclusioni !
Ergo, se ti guarderai allo specchio, potrai tirare directlly lo SCIACQUON’ S !
Saluti all’ umile servo….
Sono un orfano. In senso politico (fortunatamente). Sono confuso e amareggiato, perchè so qual’è “il PD che vorrei”, ma non lo vedo in giro. Almeno non ancora.
Condivido l’analisi di Cristiana, ma sono pessimista sulla proposta: pensi veramente che il vertice del PD ti possa concedere tanta libertà? tanta “rivoluzione”? io credo di no.
E’ ammirevole la vostra voglia di cambiare le cose, anche il fatto di volerlo fare dall’interno. Ma la vedo come una battaglia contro i mulini a vento.
Non sprecate le vostre fresche energie per una battaglia persa a tavolino.
Io non ho ricette, non ho consigli da darvi, ma sono certo di una cosa: il popolo di centro-sinistra è scoraggiato, deluso da tanti tentativi falliti, da speranze riposte in personaggi nuovi che si sono comportati come i vecchi, da discorsi belli, ma inutili, non seguiti dalle azioni sperate. e non ce la fa piu’ nemmeno a pensare di votare PD.
Personalmente, l’unica possibilità che vedo è quella di ricominciare. Quello che serve sono AZIONI concrete, non discorsi. Di salotti intellettuali ce ne sono già molti. E anche 20 mila persone attorno ad un palco che applaudono l’oratore di turno non servono piu’ a niente, se nessuno inizia a creare un’alternativa concreta. Non bastano piu’ le medicine, ormai ci vuole il bisturi.
Andatevene, lasciatelo questo PD, simulacro di tempi ormai finiti, incapace di ascoltare quello che gli elettori di oggi chiedono, di dare risposte ai bisogni di oggi. E cominciate una cosa nuova, con principi nuovi, con persone nuove, con processi all’altezza dei tempi e delle moderne possibilità. Un partito snello, pochi punti chiari, principi etici inamovibili, anche pescando da altri movimenti o partiti che hanno basato (magari solo apparentemente) su questi molta della loro fortuna.
Se aspetterete il 2016 per fare questo passo, forse non ci sarà piu’ un Paese in grado di capirlo. O di permetterlo. Non ci sarà piu’ bisogno di voi
Grazie
Fabio
La risposta di Pippo e Debora: http://civati.splinder.com/post/25654654/l-amp-39opa-democratica-volontaria-e