di Andrea Nale.
Dal 2002 a Verona si è sviluppato un comitato di cittadini che si oppone alla realizzazione di un collegamento autostradale nella zona da nord di Verona comprendente un tratto in galleria sotto le Torricelle (comprendente i quartieri del Nord Est della città) che, a detta dell’amministrazione comunale, permetterebbe di defluire il traffico cittadino e ridurre i disagi causati dalla congestione nella zona del centro. Per capire i motivi di fondo che hanno portato questo comitato a combattere ormai da molti anni contro le amministrazioni comunali degli ultimi anni vi rimando al loro sito: www.traforo.it, dove capirete nel dettaglio tutti i danni che un’opera di quel genere potrebbe portare alla città di Verona e ai suoi cittadini. In un giorno d’estate, durante una pausa pranzo, ho voluto parlare con il presidente del Comitato di cittadini contro il collegamento autostradale delle Torricelle Alberto Sperotto, per capire di più la loro storia, il rapporto con l’amministrazione, gli ostacoli e le vittorie che hanno raggiunto in questo periodo.
Il traforo dunque, cosa ha realmente fatto il comune fino ad ora?
Certo a Verona sono molti anni che si parla di traforo, l’attuale sindaco Flavio Tosi ha semplicemente dato via all’iter per il progetto preliminare, già la giunta Zanotto prima di lui aveva lasciato tutto in fase d’approvazione ma solo con questa amministrazione esce un bando di gara per la scelta del promotore per il progetto preliminare e si presentano solo in tre. Già dall’inizio qualcosa di strano sorge dall’affermazione di Tosi: “O Technical o crisi”. È certamente di cattivo stile che si facciano preferenze, il comune poteva non esprimersi rispetto ad una cordata o ad un’altra.
È come se questo traforo fosse un progetto malato già prima d’essere realizzato. Voi avete fatto molti ricorsi e avete ricevuto molte denunce per diffamazione, come ha risposto l’amministrazione comunale al vostro movimento?
Guarda, noi continuiamo a chiedere appuntamenti che vengono perennemente rifiutati. Abbiamo acquistato con una sottoscrizione cittadina una pagina sui giornali ponendo dieci domande a Tosi che, oltre a non rispondere, ha annunciato querele. Sì, atti intimidatori ovviamente. Pensa che in una di queste denunce il comune si è perfino costituito parte civile con richiesta di risarcimento per danni all’immagine … quando non l’ha fatto quando Tosi è stato condannato per incitamento all’odio razziale. Ma continuiamo, alle assemblee non si è mai presentato, spesso dando motivazioni insostenibili per giustificare la sua assenza. Insomma c’è tanta voglia di democrazia e dialogo a Verona, soprattutto quando si parla di un progetto che ormai costerà quasi un miliardo di euro (un anno fa da Lerner si parlò di mezzo miliardo di euro, quando il costo era trecento milioni, prima delle elezioni si parlava di sessanta milioni).
La voglia democratica è tanta, ed essenziale quindi per un progetto così grande, so che avete chiesto un referendum che vi è stato negato.
Su un’opera del genere costosa e devastante i cittadini devono potersi esprimere, abbiamo fatto una richiesta di referendum anche se la risposta è stata NO. È un problema di tutta quanta la città: il traforo è autostrada, costa tanto, si paga, ci sarà ipoteca per 50 anni … e sarà dato al concessionario 150 mila metri quadrati di opere di compensazione per costruire parcheggi, autogrill, fastfood, alberghi nei luoghi più belli di Verona. Non si spiega perché Tosi non voglia il referendum se non per esser convinto di perderlo. Il tribunale ci ha dato ragione 5 volte sull’ostruzionismo condannando anche il comune, per due volte, a pagare le spese. L’argomento principale per cui non fare il referendum sono i costi, secondo il sindaco costa un milione di euro, contando che sia vero, a parte che la democrazia non ha costi, su quasi un miliardo di spese per il traforo credo si possa anche fare. Tosi si è rifiutato di accorpare tutto al referendum di 12-14 Maggio, dice che non si possono fare accorpamenti comunali e nazionali, è vero, il regolamento comunale dice questo. Ma il sindaco Moratti a Milano l’ha cambiato ed il referendum è stato fatto facendo vincere la democrazia, cosa che non accade a Verona. Noi combattiamo la disinformazione dei giornali, il gruppo Athesis, che ha in mano L’Arena e Telearena, si comporta come ufficio stampa del sindaco. Combattiamo con assemblee, tramite Internet, abbiamo un giornale chiamato il Tappabuchi ma contro questo ostruzionismo è tutto più difficile.
Parliamo di Technical, un appalto così grande è sempre una questione delicata, che tipo di azienda è?
Il progetto preliminare è stato vinto da Technical, Verona Infrastrutture, e Girpa. Technical è una grande azienda di progettazione coinvolta in grandi progetti internazionali: dalla Salerno-Reggio Calabria al ponte sullo stretto, il Mose di Venezia …
Mi viene da pensare che con tutti questi soldi che girano ci siano anche dei grandi rischi di infiltrazioni malavitose, da qualche anno si sta condannando la presenza della mafia al Nord, sono sicure queste aziende che stanno costruendo per 20 miliardi di euro?
Io non posso dirlo, molti procuratori dicono apertamente che la mafia a Verona c’è, e dove la mafia ricicla il denaro non lascia cadaveri. Quello che mi preoccupa è il fatto che il comune non può controllare queste aziende. Technical appartiene a tre fiduciarie, le fiduciarie servono per non far sapere di chi sono le proprietà, per cui mi chiedo che tipo di controllo ci sia stato da parte del comune non potendo indagare. L’azienda è grossa e potente, ha in gestione opere sullo stretto di Messina, a Venezia il Mose ed ha progettato il traforo di Tosi e prima di Zanotto, si sa ben proporre a qualsiasi amministrazione.
In questo periodo viene naturale pensare al confronto tra Verona e la Val di Susa…
Vuoi sapere se sono degli eroi? Lo sono. Non c’è nulla di male a difendere il proprio orto, che sia tutta la valle o tutta la città come a Verona. Non è ammissibile che nel 2011 le decisioni vengano prese senza consultare i cittadini, non è possibile che per fare un’opera si debba mandare l’esercito. Maroni, che dice: “paroni a casa nostra” e poi manda l’esercito di Roma contro la gente della valle… e la stessa cosa farà il suo fedele Tosi sul passante nord. Ti rendi conto? Bisogna coinvolgere la comunità spiegando i benefici dell’opera e discuterne assieme, se non fai quello la soluzione è l’esercito.
E a Verona?
A Verona la situazione è simile, ma c’è tanta disinformazione, avranno il diritto d’incazzarsi i cittadini o no? Pensa che per l’opera ci saranno circa quattrocento persone che dovranno essere espropriate dai loro terreni, case e aziende. È stata fatta un’assemblea dove il comune ha detto che non si sapeva ancora chi fossero, bene, il giorno dopo su L’Arena sono comparsi tutti i nomi di chi avrebbe dovuto lasciare la propria casa, in carattere molto piccolo, neanche in ordine alfabetico. Ci si può incazzare?
Come pensate di opporvi ancora? Si, insomma, quanto siete disposti ad andare avanti?
Il Traforo è diventato ultimamente l’ago della bilancia delle campagne elettorali. Quello che noi faremo, e abbiamo fatto, sono azioni legali, abbiamo avvocati che lavorano per noi a titolo gratuito. I costi che abbiamo sono dovuti ai contributi da versare quando presenti un ricorso, raddoppiati da 2 a 4mila euro nell’ultima finanziaria, le assemblee servono per informare e raccogliere soldi per finanziarci.
Quanti ricorsi avete fatto?
Moltissimi, perché tutti gli atti che abbiamo visto sono viziati, hanno cose inspiegabili. E pensa che l’amministrazione paga parcelle carissime ad un avvocato di … Roma, nonostante tutti gli avvocati che abbiamo qui da noi.
Ci serve più informazione, ci siamo sempre comportati in modo pacifico, alle nostre manifestazioni avevamo dai centri sociali fino alla frangia più di destra, e questo credo sia un valore. Mai facendo cose ecclatanti, ovviamente poi quando si tira la corda può succedere di tutto.
Ovviamente, qui si sta parlando di diritti negati, violati, cose che danno fastidio e che nel 2011 non dovrebbero accadere. Avete l’appoggio di qualche partito?
No, il comitato è fuori. Il PD ha fatto una grande battaglia a fine anno ma l’emendamento accolto non è stato discusso con noi e questo ci è dispiaciuto molto. Era comunque troppo tardi discuterne, andava fatto prima, apprezziamo il lavoro dei consiglieri contro il traforo ma siamo delusi dai risultati: l’opera non è modificata, non è cambiata.
Ovviamente ci sono anche grandi difficoltà a ricorrere, nella delibera ultima di consiglio non si poteva perché nessun consigliere ha visto il piano economico finanziario, nessuno sa come Technical possa rientrare nei costi. L’amministrazione ha detto che per legge non possono farlo vedere, ma questo è illecito. Noi abbiamo proposto di fare ricorso, dando i soldi, ma solo chi è in consiglio comunale può farlo. Hanno firmato solo Perini dei Comunisti Italiani e De Robertis del gruppo Ulivo, ma non è stato fatto nulla, questo ci dispiace.
Non capisco bene tutte queste negazioni da parte del comune, tutte queste parti oscure. Hanno l’effetto contrario, ti fanno insospettire anche se non lo eri. In fondo, cos’hanno da nascondere?
Guarda, abbiamo chiesto a Tosi di fare un prodotto come ad esempio una pagina sul giornale in cui saremmo andati a condividere contenuti solo se condivisi, noi No Traforo e l’amministrazione. Avremmo voluto raccontare tutto, la lunghezza, la posizione eccetera; ripeto, solo se contenuti condivisi. La risposta è stata no. Hanno detto che faranno la loro versione da mandare alle famiglie … questa non è informazione.
Sembra veramente la più meschina propaganda.
Insomma, sono amministratori, dovrebbero aver interesse solo nel bene della città, se è così perché non dicono il vero? Perché si nascondono? Le informazioni che danno sono sempre parziali: non può esserci un costo zero alla costruzione, il privato deve pur guadagnarci, questo è lecito. Il costo zero è per l’amministrazione, è diverso da dire costo zero per i cittadini.
E riguardo l’inceneritore di Cà del Bue?
È tutt’altro argomento, altrettanto delicato e scandaloso. Pensa soltanto al fatto che è la stessa situazione, propaganda e project financing, come per il traforo, ogni rischio ricade sulla pubblica amministrazione e mai sull’impresa. La gente è incazzata per gli stessi identici motivi, e anche in quel caso hanno le loro sacrosante ragioni.
iMille.org – Direttore Raoul Minetti








Per capire i motivi di fondo che hanno portato questo comitato a combattere ormai da molti anni contro le amministrazioni comunali degli ultimi anni vi rimando al loro sito: http://www.traforo.it, dove capirete nel dettaglio tutti i danni che un’opera di quel genere potrebbe portare alla città di Verona e ai suoi cittadini.
Con rammarico, constato che siamo alle solite: i motivi li dovrei andare a leggere da solo, quando trovo il tempo e la voglia. Invece di mille righe contro Tosi, avrei preferito leggerli qui. Non dicono un trattazione completa, ma almeno qualche motivazione concreta o un efficace riassunto – con dati minimali – la si poteva indicare. Mi perdonino i No-Tav di Verona se non ho il tempo materiale di andare a vagliare tutto il materiale da solo.
Capisco benissimo la critica all’articolo e condivido il fatto che sarebbe necessario spiegare in modo sintetico ed oggettivo le caratteristiche del movimento No-Traforo. Tuttavia la mia intervista voleva essere qualcosa di diverso, ho aggiunto il link al sito del comitato appunto perché lo trovo completo e chiaro, ma qui ho voluto interrogare il presidente riguardo al rapporto che hanno avuto in questi anni con l’amministrazione, ho cercato di conoscere il territorio nel quale il comitato opera, le varie difficoltà tecniche dovute agli attriti con l’amministrazione. Il titolo è infatti “I No-Tav di Verona”, si parla delle persone e dell’organizzazione, non tanto e non principalmente dei motivi per i quali un eventuale traforo sarebbe dannoso.
Come Veronese, seppur Europeo, non mi sono mai stati dati degli strumenti minimamente adeguati per valutare perchè una strada (con tunnel) dovrebbe costare 500 milioni di Euro, e se i benefici saranno veramente tali, per la città.
Del resto queste valutazioni sono e saranno sempre molto qualitative, in barba agli ideologi della “economia razjonale” e del “controllo sulle scelte da parte dei cittadini”.
Così è la vita. Ci beccheremo anche questa.
Io ho scoperto di questa vicenda qui ed ora e quindi non ne so nulla. E continuo a non saperne nulla, se non che Nale e Sperotto sono contrari.