di Irene Tinagli.
Sul giornale Europa di oggi è apparso un articolo di Mario Adinolfi che in sostanza accusa il movimento gay di aver ingiustamente aggredito e offeso i giovani cattolici di Madrid, e si chiede quanto scalpore avrebbe fatto se invece fossero stati dei cattolici a contestare un gay pride.
Al di là dell’ardore anti-gay, l’articolo di Adinolfi colpisce soprattutto per la grande confusione che fa tra il gruppo di indignados che hanno contestato i costi della manifestazione cattolica in Piazza del Sol, con l’idea che il movimento gay aveva lanciato di un bacio collettivo in Piazza Chueca nel giorno dell’arrivo del Papa. Un’idea del tutto pacifica che peraltro è stata impedita dalla polizia e che si è concretizzata quindi in qualche coppia che in mezzo alla folla della Gran Via si è abbracciata in silenzio e senza alcun clamore. Una cosa che non ha assolutamente niente a che fare con gli episodi di Piazza del Sol.
Non si capisce quindi cosa agiti tanto Adinolfi e cosa lo spinga ad addossare al movimento gay la colpa delle contestazioni o della loro esaltazione. Non so quali tra gli autorevoli giornali di sinistra a cui fa riferimento Adinolfi abbiano esaltato gli insulti ai giovani cattolici, ma non mi risulta che lo abbia fatto nessun rappresentate del mondo gay o LGBT più in generale.
La comunità LGBT è fatta di molti cattolici (così come la comunità cattolica comprende molti gay) che non si oppongono alla Chiesa in quanto tale ma solo a quelle dichiarazioni che negano i diritti che loro vorrebbero avere come cittadini, tutto qua. Mai si sono vista manifestazioni gay violente, improntate all’aggressione o all’insulto, pur essendo una comunità soggetta ad aggressioni ed insulti quasi quotidiani (e i gay pride sono spesso accompagnti da contro manifestazioni di orgoglio etero od omofobo, senza che nessuno, Adinolfi in primis, si sia mai scandalizzato troppo).
Affiancare quindi i tafferugli di Piazza del Sol alla manifestazione (negata) del bacio gay è un grossolano errore che può essere spiegato o con l’ignoranza o con la cattiva fede di voler a tutti i costi trovare un pretesto per attaccare una comunità di cui probabilmente si conosce molto poco. E’ una comunità che chiede solo il diritto ad amare alla luce del sole e che lo fa cantando, ballando e festeggiando, proprio così come hanno fatto i giovani cattolici a Madrid, contro i quali nessun gay ha lanciato offese e aggressioni.
Quindi al titolo dell’articolo “se il GMG era un gay pride”, viene da rispondere che sarebbe stata la stessa identica cosa, magari con qualche contributo e patrocinio in meno.iMille.org – Direttore Raoul Minetti






lasciateli scrivere tanto non li legge più nessuno…sono finiti!!!
La libertà di scrivere e leggere è un diritto sacro santo….come lo è la critica! In questo caso Adinolfi ha preso una stecca!!!!….succede! E’ umano….ma sarebbe intelligente e corretto, a seguito di una stecca, fare le dovute considerazioni.
Bravissima Irene !!– Come al solito hai messo bene i puntini sugli iiii,bisogna sempre fare delle distinzioni,Meraviglia il fatto che Adinolfi milita nel PD,oramai troppo variegato e non coeso,come dovrebbe essere un Grande Partito,—Ahimè purtroppo.Speriamo Bene !!
Non se ne può più di questi Governanti che sgovernano…Bacio a te Irene, Sei Formidabile..Geniale…davvero..
Non ho letto l’articolo di Adinolfi. E’ un fatto tuttavia che i manifestanti della GMG siano stati aggrediti con sputi schiaffi e verbalmente dagli indignados. E’ successo ad alcuni ragazzi grossetani e non c’era la polizia a difendere/picchare nessuno.
Sebbene non ci sia un nesso tra indignados e comunità omosessuale, è pur vero che se invece che i ragazzi della GMG fossero stati aggrediti dei manifestanti di un gay pride si sarebbero levate voci di condanna molto più severe soprattutto da parte di tanta gente che invece ha approvato il gesto. Io dico che protestare per i propri ideali è giusto, aggredire chi non la pensa come te no.
Per altro con tutti i soldi che ha portato in Spagna l’evento direi che c’era davvero molto anticlericalismo e ipocrisia in quella manifestazione.
ma ognuno i conti li fa come vuole…
@xlib: si che c’é anticlericalismo in Spagna. E mica da ieri. La divisione non é dura e violenta come durante la guerra civile, ma rimane comunque.
Questo è il problema di quelli che parlano dei fatti spagnoli applicandoli al contesto italiano. E senza prendere minimamente in conto il contesto locale.
A differenza di paesi come l’Italia dove si son potuti creare fenomeni trasversali come quello del cosidetto cattocomunismo, in Spagna due erano le possibilità: o eri fedele o eri anti. Le cose non sono sono piu come durante la guerra civile ma i 2 estremismi continuano a specchiarsi l’uno nell’altro. D’altra parte questo è il paese dell’Opus Dei, dei Legionari di Cristo ma anche del fenomeno degli Sbatezzati.
Cio’ non significa che non esistano in Spagna realtà di moderati fedeli-laici aperti al dialogo, ma semplicemente che questi non son mai stati maggioranza. Solo in realtà assai particolari come quella dei Paesi Baschi, dove comandavano i gesuiti (gurada caso!) , è esistita una visione della religione transversale, condivisa e meno conflittiva
(dettaglio storico: quando i franchisti presero San Sebastian i nazionalisti baschi che erano schierati con la Repubblica evitarono che come in altri casi le chiese venissero dinamitate in segno di spregio, ma questa è un’altra storia….)
Vorrei sapere che cosa risponde Irene Tinagli sulle Critiche avanzate da —-
xlib– e da –LestradediFrancia.
Non mi sembrano in linea con il Suo,–di Irene T–,Articolo,anzi,contestano Moltissimo.
Grazie..
Bravo Filippo. In Spagna la chiesa si identifica (semplificando) con la destra franchista, in Francia e’ esterna allo stato e alla politica. L’ Italia e’ l’unico grande paese cattolico in cui esista il cattolicesimo democratico e una chiesa immersa nel sociale, ossia un cattolicesimo di sinistra. Il punto di Adinolfi, al quale la Tinagli ha risposto senza leggerlo, non e’ tanto il gay pride, che e’ preso come antitesi, ma il sentimento anticattolico della sinistra. Sentimento in crescita, pernicioso, che si alimenta anche di istanze corporative, e trova sfogo anche nell’ ignorantissimo dibattito sull’ ICI del Vaticano in questi giorni. Una sinistra italiana che non sappia valorizzare la propria componenete cattolica non solo e’ destinata a perdere, ma e’ anche in conflitto con la propria natura e la propria storia. E’ su questo che credo Adinolfi volesse dire qualcosa, non tanto a mio giudizio sulla dissacrazione del gay pride.
A me pare di completare e non contraddire quanto detto dalla Tinagli. Quello che da fastidio di Adinolfi é:
primo il provincialismo. ossia il ragionare a prescindere dal contesto spagnolo. si parla del tutto come se la Spagna fosse l’Italia e senza prendere in considerazione le specificità locali. sarebbe come prendere una paella ed iniziare a parlarne come se fosse un risotto! (cio’ mi lascia perplesso tanto piu che Adinolfi è lo stesso che qualche anno fa rimbrotto’, giustamente, Barbareschi mentre questi le sparava grosse sulla Spagna franchista).
secondo il continuo piagnisteo* sulla persecuzione dei cattolici in italia. ditemi se devo ridere o piangere?
* il piagnisteso é e rimane una specialità nostrana a prescindere dal tema.
Veder storpiare con tanta leggerezza un termine pesantissimo e dolorosissimo come omofobia per parlare della presunta “cattolicofobia” mi fa sentire male. Evidentemente ormai l’omofobia è considerata un innocuo passatempo, una libera critica di cittadini per bene. L’omofobia è un’altra cosa, ci si va in depressione, ci si finisce in ospedale, non di rado ci si muore ammazzati. Gli omosessuali (e non solo loro, ovviamente) lottano per i loro diritti, e non tanto il diritto a sposarsi e ad adottare figli, ma il diritto a vivere dignitosamente senza essere costantemente giudicati, umiliati e irrisi in modo sistematico e istituzionale. Quindi, Adinolfi e amici suoi, rificcatevi in gola i vostri sproloqui sulla cattolicofobia e non ci rompete ulteriormente i coglioni.
Filippo, non c’entra niente ne’ quello che e’ successo in una piazza o nell’ altra in Spagna, ne’ l’ omofobia, nonostante il patetico delirio della maria goretti de noantri che ha scritto qui sopra.
Il problema e’ che in Italia, qualunque cosa sia successo in Spagna, e’ stata salutata con favore. A sinistra. Solo perche’ rompeva le balle al papa e ai cattolici. Questo ha detto Adinolfi in un articolo, (adesso devo convenirne, brutto, dato che tutti pensavano parlasse di altro, e in particolare di quello che riuscivano a capire meglio).
Mi interesserebbe invece parlare di come l’anticattolicesimo sia risgorgato a sinistra dopo centocinquant’anni di storia che avrebbero dovuto liberarci di infantilismi politici del genere, anziche’ occuparmi dei congiuntivi di Adinolfi o di quello che lui pensa dei trans, che non me ne puo’ fregare di meno.
Piccolo inciso anche se ho capito che della Spagna qui non frega nulla a nessuno, tanto per capire di cosa parliamo e qual é il paese dove è avvenuto l’episodio delle contestazioni (per altro definite “ininfluenti” dagli stessi conservatori spagnoli…).
Pare che nella guida del pellegrino che veniva distibuita a Madrid durante le GMG fosse contenuta questa frase: “Durante gli anni 30 del secolo scorso la Chiesa ha sofferto in Spagna la piu’ sanguinosa persecuzione religiosa della storia del Cristianesimo, con quasi 7000 martiri”.
Ed i cappellani che benedicevano i plotoni di esecuzione franchisti? Simpatica -e sopratutto moderata, obiettiva ed ecumenica- la Chiesa spagnola, vero?
Ho scritto dando per scontato che la tolleranza e il rispetto delle idee altrui fossero un valore sia per i cattolici che per gli anticlericali che per certi saputelli italiani…
Stradedifrancia il fatto che esista l’anticlericalismo in Spagna non significa che si debbano astenere dall’usare il cervello e picchiare.
Per quanto riguarda l’omofobia è chiaro che è un problema più grave di queste scaramucce. Tuttavia non si capisce perchè non ci sia -come nel caso dell’omofobia- una condanna unanime alle aggressioni che i GIOVANI della gmg hanno subito.
Mi fa piacere tuttavia sottolineare che ci sono stati degli incontri di dialogo tra Indignados e ragazzi della gmg. Mi permetto di postare anche il link:
http://www.repubblica.it/esteri/2011/08/20/news/gmg_incontro_papaboys_indignados-20641252/