di Alessia Giudici.
Otto di mattina. Si apre il giornale.
Finalmente, finalmente, finalmente.
Finalmente, all’interno della manovra ferragostana un vero e proprio colpo alla casta: vengono cancellate le province.
Non tutte però. Se sono tutte così superflue, perché solo quelle sotto i trecentomila abitanti?
Criterio assolutamente logico, perché, si sa, piccolo è già di per se sinonimo di inefficiente.
Mah, ho i miei dubbi. Allora la Valle d’Aosta, che ha solo 125.00 abitanti? O il Molise con 320.000?
No, le regioni servono. Sono sacrosante. Le province no, lo dicono tutti.
Luoghi già di per loro natura oscuri, crogiolo di fannulloni, assolutamente inutili.
Perché, in fondo, tu lo sai cosa fanno le province? Il testo unico degli enti locali dice che “rappresentano la propria comunità, ne curano gli interessi, ne favoriscono lo sviluppo”, nei settori della difesa del suolo, dell’ambiente, dei trasporti, dello smaltimento dei rifiuti, nell’istruzione secondaria, nella promozione turistica in più, sembra, anche il piano territoriale di coordinamento.
Vabbè, sono piccolezze. Possono tranquillamente gestirle i comuni o la Regione.
Non lo so se è poi così vero. Metterli d’accordo e coordinare le politiche non mi sembra proprio così facile. Se penso solo alle strade…se il mio comune asfalta solo il tratto di sua competenza e il comune vicino no? Che si fa, la strada a pezze come arlecchino? E poi che ne sa la Regione della corsa del pullman che porta solo dieci persone, ma che mi collega il paese di montagna alla piana?Le cancella in nome del costo-beneficio.. E i rifiuti? Io non li voglio i rifiuti del comune vicino al mio!
Nemmeno io, ci puoi giurare! Che ciascuno si arrangi per i conti suoi! Riusciranno a mettersi d’accordo in qualche modo, alla fine li paghiamo per questo! E poi, siamo l’unico paese ad avere ancora il livello provinciale in Europa!
Mi permetto di dissentire. Nell’Europa a 25 ben 23 paesi hanno un livello provinciale o assimilabile.
Sarà anche vero però, quanto ci costano!
Perché tu lo sai?
No, però sicuramente tanto se le hanno tagliate.
Dati alla mano, il costo complessivo della politica in Italia è di 6 miliardi e 500 milioni. Il costo del personale politico (quello che verrebbe tagliato) delle province è pari a 113 milioni. Facendo un conto così…della serva…mi pare sia circa l’1,7%.
Ah…pensavo di più. Comunque è tutto un aumentarsi di stipendio continuo e alle persone questo non lo dicono!
Ti confondi! Il personale politico delle province, così come quello dei comuni, non ha possibilità alcuna di aumentarsi lo stipendio o il gettone di presenza consiliare, che è parametrato al numero di abitanti.
Si vabbè…forse i politici non ci lucrano, però i dipendenti? Questi fannulloni continuano ad aumentare le loro spese…e noi paghiamo!
Veramente…le spese per il personale nelle province sono diminuite nel biennio 2008-2010 dell’11%, così come le spese che sono calate del 10%, a fronte di un calo di entrate dell’8%. Con questi numeri…non è che si possano definire proprio delle sprecone. Non si può dire proprio lo stesso dell’amministrazione centrale…
E’ vero…per questo ora hanno deciso di puntare tutto sul federalismo fiscale. Che ciascuno si arrangi da solo e ciao ciao centralismo.
Non mi sembra che tu abbia molto chiara la situazione. Se elimino i livelli locali come le province e accorpo i comuni, vado in deciso contrasto con quanto hai affermato. In più taglio i finanziamenti a comuni e province ma, foglia di fico, permetto loro di aumentare le tasse locali…tanto poi a metterci la faccia sono il sindaco di turno o il presidente della Provincia che, per inciso, sono cariche democraticamente elette e non nominate. Insomma…non il massimo della coerenza.
Sei proprio tignoso! A curare gli interessi della comunità o a promuovere l’imprenditoria locale, come di ci tu, ci sono sempre comunque oltre ai comuni, anche altri enti, tipo la camera di commercio, ecc…
Errore…forse ti sfugge che, insieme alla Provincia si cancellano anche Questura, Prefettura, Camera di commercio, Agenzia delle entrate, eccetera eccetera. In più, e questo la capisci anche da solo, il tuo comune, che mi pare superi di poco le tremila anime, con che forza si siederà ai tavoli regionali?
Cioè??? Io dovrei andare fino in regione per farmi fare questo o quello dalla Camera di commercio del capoluogo? Ma siamo matti???? Vuoi dire che mi stanno prendendo per i fondelli???
Ci sei arrivato anche tu?
Finalmente, finalmente, finalmente.iMille.org – Direttore Raoul Minetti






Siccome gli enti come Questura, Prefettura e Camera di Commercio non rientrano nella manovra (almeno a questo livello progettuale), bisognerà chiarire se essi possono passare alla competenze regionale piuttosto che, invece, essere aboliti o sostituiti.
Inoltre, il personale provinciale sarà pure diminuito, e si può discutere se conviene tagliare quello, piuttosto che altri rami dello stato.
Sta di fatto che l’Italia ha circa il 15% di lavoratori dipendenti a carico degli Enti Pubblici, almeno secondo questo sito:
http://blog.panorama.it/economia/2007/09/20/un-italiano-su-6-e-dipendente-pubblico-ma-e-un-affare-solo-ai-piani-alti/
Questo altro sito, però porta una statistica molto diversa, con i dipendenti pubblici al 5%
http://www.idealista.it/news/archivio/2010/06/09/08720-quanti-dipendenti-pubblici-ci-sono-europa-tabella
c’è da dire che il conteggio è molto difficile, perché in Italia (e questa è una particolarità del solo nostro paese), oltre agli enti pubblici propriamente detti, vi sono anche le imprese di diritto pubblico, i cui dipendenti sono equiparabili agli statali, ma che teoricamente oggi sono da considerare imprese private (ma le nomine dirigenziali spettano allo Stato, quindi che razza di imprese private sono?). Tra queste aziende, figurano non solo tutte le municipalizzate, ma addirittura l’ENI.
Quali che siano l stime, se contiamo i dipendenti di queste aziende, che sono praticamente dipendenti pubblici, il conteggio diventa molto più sostanzioso.