Omofobia: l’Italia viola le risoluzioni ONU

di Emidio Picariello.

Che cosa significa il fatto che il Parlamento abbia votato le pregiudiziali di incostituzionalità per la legge Concia sull’omofobia? E in che modo questo influenzerà le alleanze politiche in vista delle prossime elezioni?

Cerchiamo di capire, in prima battuta, che cosa dice la legge e che cosa avrebbe previsto.

Si tratta di una modifica all’articolo 61 del codice penale, che fra le aggravanti a un reato contro la persona prevede già per esempio i futili motivi, aggiunge anche l’omofobia e la transfobia.

Niente di particolarmente sconvolgente, quindi. Rocco Buttiglione dice, in Aula:

il provvedimento sul quale oggi siamo chiamati a pronunciarci ha un impatto pratico limitato ma un valore simbolico molto elevato. Si tratta di riconoscere, come aggravante per alcuni reati, l’aver agito per una motivazione di ostilità verso la omosessualità“.

Già, il valore simbolico. E’ il caso di considerare l’omofobia un’aggravante? No, secondo Buttiglione, e per un motivo simbolico.

Confrontiamo adesso questa posizione con quella del Vaticano, qui in inglese. la dichiarazione di Monsignor Tomasi all’ONU all’approvazione di norme internazionali simili a quelle respinte dal Parlamento Italiano:

Le persone vengono attaccate perché assumono posizioni che non supportano il comportamento sessuale tra persone dello stesso sesso. Quando esprimono le loro convinzioni morali o credenze sulla natura umana, che può anche essere espressione di convinzioni religiose, opinioni o affermazioni scientifiche, sono stigmatizzati, e peggio – sono diffamati, e perseguiti. Questi attacchi contraddicono i principi fondamentali enunciati in tre delle risoluzioni del Consiglio di questa sessione. La verità è che questi attacchi sono violazioni dei diritti umani fondamentali, e non possono essere giustificati in nessun caso.

Questa dichiarazione era stata espressa in merito a una risoluzione approvata che dice “tutti gli esseri umani sono nati liberi ed eguali nella dignita’ e diritti e che ognugno deve godere di tutti i diritti e libertà senza alcuna distinzione” e che segnatamente fa riferimento all’orientamento sessuale.

E’ interessante, a mio avviso, vedere i numeri della votazione. A favore hanno votato: Argentina, Belgio, Brasile, Cile, Cuba, Ecuador, Francia, Guatemala, Ungheria, Giappone, Messico, Norvegia, Polonia, Svizzera, Slovacchia, Corea del Sud, Spagna, Svizzera, Tailandia, Ucraina, Regno Unito, Stati Uniti e Uruguay. I contrari sono stati: Angola, Bahrein, Bangladesh, Camerun, Gibuti, Gabon, Ghana, Giordania, Malesia, Maldive, Mauritania, Nigeria, Pakistan, Qatar, Moldavia, Russia, Arabia Saudita, Senegal e Uganda. Gli astenuti sono Burkina Faso, Cina e Zambia.

L’Italia non fa parte del Consiglio per i Diritti Umani. Come avrebbe votato? Il voto in Parlamento non fa ben pensare.

Vediamo qual è il motivo per cui maggioranza e una parte di quella che dovrebbe essere l’opposizione ha votato di no alla legge Concia. Sempre l’onorevole Buttiglione ci illumina, ricorrendo però a una bugia:

La norma della quale stiamo parlando ci riporta indietro verso un diritto personale che crea situazioni di privilegio o di svantaggio davanti alla legge. Lo stesso reato, commesso contro un omosessuale, verrebbe punito in modo diverso se commesso contro un eterosessuale.

La bugia consiste nel fatto che la legge non avrebbe significato che picchiare un omosessuale è più grave solo per il fatto che la vittima è omosessuale, ma l’aggravante sarebbe scattata solo se il motivo dell’aggressione fosse stato l’orientamento sessuale della vittima. Ma, Buttiglione ci fa notare, questo ha un valore simbolico notevole. Vorrebbe dire che odiare gli omosessuali è male, sarebbe scritto nero su bianco in una legge.

Il trattato di Lisobona, per altro, che questo Parlamento ha recepito, dice:

Nella definizione e nell’attuazione delle sue politiche e azioni, l’Unione mira a combattere le discriminazioni fondate sul sesso, la razza o l’origine etnica, la religione o le convinzioni personali, la disabilità, l’età o l’orientamento sessuale.

Quindi, sì, sarebbe stato giusto approvare quella legge.

Ma a questo punto 293 Parlamentari scelgono la via del fondamentalismo religioso. Fanno prevalere la loro impostazione religiosa sui principi del diritto internazionale.

Ci sono due fatti gravissimi dietro quello che è successo: i politici hanno ragionato avendo in mente non la giustizia, ma la religione, e questo è il primo fatto. Il secondo, altrettanto grave, è che nel farsi guidare dalla religione hanno scelto la via peggiore, si sono fatti guidare dalle gerarchie ecclesiastiche e dalle loro idee, hanno pensato di accontantare il Vaticano inteso come struttura politica: non posso credere infatti che i religiosi, i credenti, i cristiani, possano essere d’accordo con la bocciatura di questa norma; è una bocciatura che non ha niente di cristico in sé.

Si continua a credere che questo comportamento attragga il voto cattolico, ma non è così: attrae le simpatie delle gerarchie vaticane. Forse all’UDC questo può bastare, ma non può bastare al Partito Democratico. Ci sono dei momenti in cui è necessario parlare chiaro, e il segretario, invece di lamentarsi dopo, avrebbe dovuto esprimersi in modo chiaro primo: non c’è niente di male a dire che votare a favore di una legge, soprattutto quando ci sono in gioco i principi, è una discriminante per qualuque alleanza, volta a governare, futura.

L’elettorato non capirebbe. L’ho sentito un milione di volte, ogni volta che ho proposto al partito volti nuovi. Adesso lo dico io: l’elettorato non capirebbe un’alleanza con chi si fa guidare dalle gerarchie religiose nelle decisioni politiche. Direi che questo corteggiamento può finire qui: ci siamo osservati, con l’UDC, ma decisamente non ci piaciamo.

Ecco cos’è la laicità: il contrario di quello che è successo in Parlamento.

iMille.org – Direttore Raoul Minetti

12 Commenti

  1. Ottavio

    Non sono d’accordo con la tua analisi: Buttiglione va molto oltre la posizione del Vaticano. Quest’ultimo ce l’ha con i rapporti omosessuali, non con gli omosessuali (come disse non mi ricordo quale alto prelato: «ci mancherebbe altro che noi si debba essere mal disposti contro gli omosessuali») — la differenza può sembrare di lana caprina, ma non è irrilevante in questa discussione: per assurdo, una disposizione che punisca penalmente un rapporto omosessuale sarebbe più in linea con oltretevere del no all’aggravante di omofobia.
    Il timore del Vaticano è che gli vengano contestati come omofobici articoli del catechismo come quelli che parlano di comportamenti gravemente disordinati, o quelli del codice canonico che impediscono un matrimonio fra persone dello stesso sesso. Non dubito che c’è chi godrebbe di fronte ad una prospettiva simili, ma questi sono peggio di Buttiglione…
    Quindi, no: io non credo che queste decisioni siano guidate dalle gerarchie religiose, credo piuttosto che siano posizionamenti demagogici rivolti ad attirare il consenso di un certo popolino presudobeghino. Ricorda che la maggior percentuale di elettori del centro-destra è fra chi va a messa saltuariamente, non fra chi ci va tutte le domeniche!

  2. Ottavio, se la posizione ufficiale del Vaticano non è quella espressa pubblicamente dall’incaricato di quello Stato all’ONU, il Vaticano farebbe bene a smentire. Che poi la maggioranza dei cattolici sia più avanti delle gerarchie ecclesiastiche è quello che io sostengo nell’articolo.

  3. Anche la legge Concia è incompatibile con il trattato di Lisbona, nella misura in cui un atto di violenza contro un gay in quanto gay sarebbe più grave di un’equivalente violenza contro un ebreo in quanto ebreo, o un musulmano in quanto musulmano. E questa può essere una ragione legittima per votare per la pregiudiziale di incostituzionalità, senza tirare in ballo il Vaticano.
    La Costituzione prevede i criteri verso cui non accetta discriminazioni: isolarne uno a scapito di altri è oggettivamente discutibile dal punto di vista giuridico, e a quel punto sarebbe più corretto proporre aggravanti per tutti gli atti di violenza giustificati da omofobia, razzismo, discriminazione etnica o di disabilità.

    Da un punto non giuridico poi, ma sociale e politico, aggiungo una considerazione personale: il modello per cui i diritti si distribuiscono per categorie, con i gay che lottano per i diritti gay, e le donne che lottano per i diritti delle donne, e i cristiani che lottano per i diritti dei cristiani, è due volte pericoloso. Perchè porta ad una società corporativa, in cui non ci sono diritti individuali, ma di appartenenza. E perchè prima o poi si arriva ad una minoranza troppo debole per farsi sentire solo con la propria voce, che resta fregata.
    Per restare a questo tema: se già i gay hanno difficoltà a far passare una norma che li tuteli, e sono circa il 10% della popolazione con il sostegno attivo di parecchi altri, quante speranze possono avere i musulmani di far passare leggi che penalizzino l’islamofobia? E perchè dovremmo considerare l’assalto ad un musulmano in quanto tale meno meritevole di tutela di quello ad un gay in quanto tale?

    P.S. Faccio presente che fosse per me, voterei oggi, subito, una legge che preveda aggravanti per gli atti di violenza causati da discriminazione, e che considero l’intolleranza verso gli omosessuali un’emergenza civile in Italia, soprattutto in alcune città.

  4. Ottavio

    Mi sembra di aver riportato correttamente la posizione del Vaticano, così come traspare dal comunicato che citi: condannano i rapporti omosessuali e non l’omosessualità; e in più si lamentano che esprimere opinioni contrarie alla leicità dei rapporti omosessuali può portare ad essere stigmatizzati o anche perseguiti.
    A parte l’opinione che uno possa avere di questo punto di vista, la posizione di Buttiglione mi sembra un po’ oltre.

  5. Stefano, è quello che contesto, appunto. Se il trattato di Lisbona dice che si devono tutelare quei soggetti, la risposta corretta è quella di votare sì, e poi di votare anche norme a tutela degli altri. E’ sorprendente come nel caso della difesa degli omosessuali si alzino le barricate. La giustizia di una norma non si misura nell’assenza di norme simili. Sono lì per fare le norme, facciano tutte quelle che mancano.
    Sulla questione di chi deve difendere i diritti degli omosessuali sono piuttosto d’accordo con te: http://www.imille.org/2011/05/leterosessuale-egoista/

  6. Ottavio,questa cosa è un non senso. Come dire che non è essere razzisti essere contro la negrezza ma non contro i neri.

  7. Emidio,

    devo dirti che se fossi stato parlamentare, anch’io magari avrei votato no, perchè l’idea di partire da questa norma e poi di aggiungere le altre mi convince poco. Sia per un motivo di principio (non credo esista un diritto per gli omosessuali a cui sommarne uno per gli ebrei, a cui sommarne uno, etc…), sia pratico: dopo aver votato sugli omosessuali sarebbe stato facile calendarizzare un voto contro l’antisemitismo, e poi ancora più facile uno contro le violenze sui cristiani, ma poi?
    Davvero secondo te, procedendo un pezzo per volta si sarebbe arrivati ad includere, che so, un’aggravante di islamofobia? In questo Parlamento? O anche nel prossimo?

    No, in questi casi la giustezza di un diritto si misura anche dall’eventuale mancata estensione dello stesso diritto ad altri. Perchè ne cambia la natura: da diritto di categoria, a diritto assoluto a non essere discriminato per motivi ideologici.

  8. Seguendo questo principio non si dovrebbe legiferare su nulla, perché non si può legiferare su tutto contemporaneamente. Mi da piacere sapere come avresti votato (sì, intendevi), così quando ti candidi per qualcosa so che non posso sostenerti perché le nostre idee politiche sono troppo distanti. Non muore nessuno, è così che funziona la democrazia.

  9. @Emidio,

    perdonami, non diciamo fesserie. Non puoi desumere da quel che dico che non si può legiferare su tutto: al contrario, si legittima su un tema per intero, ma almeno quello senza eccezioni. E’ come occuparsi di tutela idrogeologica, ma farlo solo per il Po. Poi dopo ci si occuperà del Tevere. E poi, se i fiorentini faranno abbastanza casino, dell’Arno.

    Quanto al fatto che abbiamo idee politiche distanti, è molto plausibile: io credo che i diritti siano universali e stiano in capo all’essere umano in quanto tale, ed è una posizione di sinistra; da quel che capisco, tu credi che possano essere negoziati in modo corporativo e vadano assegnati per appartenenza, che è una posizione, assolutamente legittima, di destra.

  10. allora siamo d’accordo:
    No ‘scolta, non prendermi in giro. Tu NEGHI una difesa perché non è disponibile immediatamente per ALTRI e io sono di destra? Comunque hai ragione: gli omosessuali sono una corporazione forte e indifendibile ed è di destra difenderli infatti in italia hanno un sacco di diritti che l’essere corporativi gli ha consentito di avere. Ah, no, non è così, hanno meno diritti che in qualunque altra nazione occidentale e se li picchi perché sono omosessuali non è una aggravante.
    Quale corporazione? Qui non parliamo di tassisti. Non metterti a fare discorsi generici, resta sul pezzo: qui parliamo dell’aggravante di un’aggressione se il MOVENTE è l’omofobia. Non ti han chiesto cento euro, ti ha chiesto di essere difesi dalle mazzate. Dire di no e di sinistra? Bah…

  11. Gli omosessuali, come tutti i cittadini, sono difesi dalla legge dalle norme vigenti.
    Chiedono un’aggravante per punire le aggressioni in quanto reato di odio, e su questo sono d’accordo, ma per i motivi che ho espresso più in alto quel che va perseguitata è la motivazione di odio, non specificatamente di odio omosessuale.
    E per farlo alla Concia bastava aggiungere le categorie già enunciate nella Costituzione e trasformare una battaglia di categoria in una battaglia universale.

    Quanto alla situazione dei gay in Italia, ho scritto sopra che è un’emergenza civile, ma non credo sia giusto nè giuridicamente nè politicamente farne una lotta di fazione. Per essere una corporazione basta comportarsi come tali, non c’è bisogno di essere vincenti. E buona parte del mondo omosessuale, fra cui per dire la Concia e Scalfarotto, si comportano da corporazione.
    Che fra l’altro è una strategia, oltre che di destra (e questo non sto a dirti altro, se vuoi parla con uno scienziato politico) pure perdente, perchè riduce il fronte di consenso e fornisce argomentazioni agli oppositori, come si è visto e si sta continuando a vedere.

    Mi verrebbe da dire contenti loro, visto che hanno intenzione di ripresentare la legge così com’è, ma non lo dico proprio perchè penso sia una battaglia di tutti per i diritti di tutti.

  12. P.S. Quanto agli altri diritti, ad es. il matrimonio, glielo concederei domattina. Ma perchè è un diritto di tutte le persone che prescinde dalla sessualità, non perchè ne faccio una fattispecie particolare.

Lascia un commento

Subscribe without commenting