Fuori il PD dalle Donne

di Cristiana Alicata.

foto: coincidentalimages

Fuori il PD dalle donne.

…ed io che sono del PD posso dirlo.

Che barba, che noia, che barba. Confesso.

Sarà che da lesbica vedo le dinamiche di minoranza con uno sguardo più profondo e forse più attento per averci sbattuto il naso tante volte.

Ogni volta che nasce un movimento la dinamica è la seguente: prima i partiti li ignorano con atteggiamento che farebbe perdere la pazienza ai santi e quando divengono “massa critica” praticano l’entrismo che significa mettere a disposizioni mezzi e sostanze, rendendo i movimenti “dipendenti” dalla propria secolare organizzazione. Partiti così ne esistono pochi. O meglio, ne esiste ancora solo uno e mezzo. Ed uno, di quell’uno e mezzo, è il PD.

I partiti tendono a questa dinamica con i comitati di quartiere, con le associazioni, con i movimenti. E’ successo con il Popolo Viola, è successo persino con l’Arcigay ed ancora oggi molti Arcigay cittadini sono “cammellati” dal PD e lontani anni luce dalla loro missione di pungolo a tutta la politica. Arcigay lo ha capito per prima, forse per grado di discriminazione estremo (una minoranza ancora al palo), e sta faticosamente correndo ai ripari. Faticosamente. Forse non ce la farà.

E’ naturale. L’organizzazione fagocita la disorganizzazione. Risorse divorano il non averle, il non poter montare un palco, pagare il viaggio ad un grande scrittore, governare il processo della sicurezza delle manifestazioni, i permessi.

Si divora fino ad esaurire, salvando qualche personalità forte ed interlocutrice che infine viene inglobata nel sistema. Non dovrei svelarvi questi retroscena, capisco che sia poco romantico, ma questo succede. Chi non lo vede è un ingenuo. Che poi vogliate raccontarmi che comunque è stato “un sacco bello” stare con tante donne a Siena e confrontarvi, vi credo. Ma non cambia la sostanza.

Il partito non è il male assoluto, anzi, molte donne (e molti uomini!) ci militano per cambiarlo e per, possibilmente, condurlo fuori dal pantano dell’antipolitica e dell’autoreferenzialità. Abbiamo una tessera in tasca, abbiamo scelto, siamo partigiane. Contiamo uno. Ci battiamo a viso aperto. Da donna. Da giovane. Da lesbica a volte. E possibilmente lo facciamo con maschi. Vecchi. Eterosessuali. Notoriamente detentori del potere.

Nel PD come nel Paese.

Eppure concordo con chi non vuole il PD dentro il movimento per le donne.

Sono ingegnere, faccio un piccolo esempio.

Leggo che a Siena sono “usciti” molti dei temi che da tempo stiamo (chi? In tanti…ed anche nel PD) portando avanti: la paternità obbligatoria, gli investimenti sugli asili pubblici, impedire che “avvenga” la lettera pre-firmata di dimissioni pronta per la gravidanza.

E vi domando a bruciapelo, a tutte voi. A voi che siete “movimento” e a voi che siete del “Pd” ed oggi tacete.

Vi domando, appunto.

Ma come si può non vedere che l’alleanza con l’UDC è un’alleanza che non va nella direzione delle donne? Andare in direzione delle donne non significa candidare più donne. Perché se le donne sono come la Binetti o la Tarsia che vuole abolire i consultori nel Lazio, ben restino D’Alema e Veltroni (e detto da me che li rottamerei all’istante è tutto dire).

E chi decide chi è culturalmente e politicamente “donna”? Ed essere “donna” è una caratteristica fisica, sono i tacchi a spillo, la gonna, o il modo di fare politica? E allora non stiamo dicendo che ci sono “donne” anche tra gli uomini, come ci sono “gay” anche tra gli etero?

La parte buona di questo movimento deve rifiutare, a mio parere, l’accesso alle donne del PD se come donne del PD si presentano e contestualmente non si oppongono a questa alleanza mortale. Meglio imbarcare uomini allora. E’ uno scandalo dirlo? Lo dico lo stesso.

Quante si sono opposte oggi? Qualcuno ha sentito la Conferenza delle Donne del PD tuonare contro la linea Bersani che si “incatena” all’UDC? Il Partito che ha concesso a Berlusconi di nascere? Che fino a ieri era alleato con Rutelli e Fini? Che ha la Binetti al suo interno? Che vuole una sanità governata dalla Chiesa dove si tenterà in tutti i modi di ostacolare l’accesso all’aborto? Il Partito che ha combattuto la legge sulla fecondazione assistita? Il partito che concepisce un servizio sanitario o di assistenza ad anziani e disabili privato e gestito da organizzazioni religiose? Un partito che vuole fortemente finanziare le scuole private privando il servizio pubblico di risorse accessibili e di qualità?

Donne? Io non vi riconosco donne. Vi riconoscerò donne quando non vi vedrò parlare tra di voi, dividervi nelle correnti dei maschi, fare gli stessi giochi di “appropriazione” dei movimenti.

Mandatele via le donne del PD. E aprite loro le porte quando torneranno davvero “donne”. Quando le sentirete tuonare non contro un misero manifesto di una festa cittadina che ingenuamente mostra mezza coscia, ma contro il potere. E il potere oggi, il potere “maschio” era Bersani che stava a braccetto con Casini.

Piuttosto apritele, le vostre porte, ai tanti uomini del PD che si battono per un PD migliore e più “donna”. Ne avrei una lista, se la volete ve la mando. Se vi interessa, eh.

O ancora meglio, come dico ai miei amici omosessuali e transessuali, tesseratevi in massa al PD e prendete possesso del PD.

Entrate voi nel luogo del potere. Non lo carezzate. Non vi prostituite. Sarebbe un intollerabile cliché femminile.iMille.org – Direttore Raoul Minetti

14 Commenti

  1. Spero che possa rispondere anche chi non è donna e non è del PD.

    Due cose fanno la differenza tra il 13 febbraio – dove io c’ero, ombrello rosso e striscione di parziale “distinguo” dalla manifestazione, ma c’ero e ci volevo essere e non per contestare B. ma per far vedere una geografia politica che esiste da un pezzo e che PD e altri si ostinano a non voler vedere – e Siena; e quelle cose sono anche in questo che hai scritto.
    1) “ingenuamente”: ingenuamente un bel niente. Quel manifesto e Bersani a braccetto con Casini sono emblemi dello stesso potere “maschio”. Se ancora non te ne sei accorta, sei in ritardo come il resto del PD. Nel paese se ne sono accorti in parecchi, per fortuna, e lavorano duro a entrambe le cose.
    2) Prostituirsi non è un “‘cliché’ femminile”. Non è un cliché e non è esclusivamente femminile. E vale lo stesso commento di prima: sono emblemi dello stesso potere “maschio”. Se ancora non te ne sei accorta, sei in ritardo come il resto del PD. Nel paese se ne sono accorti in parecchi, per fortuna, e lavorano duro a entrambe le cose.

    Prima inviti a non “dividervi nelle correnti dei maschi, fare gli stessi giochi di ‘appropriazione’ dei movimenti”, poi tu dividi il “potere ‘maschio’” in cose che sì e cose che no. Mi pare che le risposte che cerchi sono nelle tue stesse parole, perché a Siena è successo proprio questo: è stata ratificata una divisione, una scelta. C’era solo un frammento del 13 febbraio – il resto, come s’è visto dai fatti, è stato lasciato fuori da scelte organizzative, di comunicazione, insomma politiche. Ma questo “resto” lavora benissimo per fatti suoi, e così come ha alimentato il 13 febbraio alimenterà altre cose che non c’entreranno mai nulla – con queste premesse! – col PD e con eventi come Siena.

  2. Cara Cristiana il tuo articolo sarebbe da estenderlo a tutti, donne e uomini, omosessuali o eterosessuali.Questo non è il Pd che voremmo e se la gente non sente l’esigenza di mandare a casa i vecchi “gerarchi” per lasciare spazio a giovani brillanti, come Scalfarotto, Civati, Tu, Tinagli, Serrachiani, Concita De Grogorio e tanti altri, allora avremo una breve strada davanti.Nel 2011 si sente ancora la necessità di fare le “distinzioni” per esigenze ed obiettivi distinti, e non un progetto di società nella quale le persone non devono essere posizionate in categorie, ma come partecipanti a costruire il comune benessere e una pacifica convivenza. Si parla di “quote rosa”, non di donne, e si deve imporre per legge e non per merito. E’ odioso che una carriera o un qualsiasi lavoro possa essere condizionato se donna o se omosessuale e molto spesso è preferibile uno stupido eterosessual e a un geniale omosessuale.
    Certo il lavoro da fare è tanto…ma non è certo con l’UDC della Minetti o di casini che si potrà raggiungere la società desiderata; questi vorrebebro per legge decidere della vita degli altri; e se non ci riescono ecco che interviene il loro alleato migliore: la chiesa! Esistono, o si fanno esistere diverse morali:quelal delal destra, che va a puttane, coi trans, con gli omosessuali, che rinnegano il matrimonio, che sono contro il divorzio, ma sono divorziati e poi fanno i paladini di madre chiesa; poi esiste la morale dell’UDC, che di base è simile alla destra, ma con l’aggiunta del bigottismo più bieco. E queste sono le persone con cui dovremmo allearci perché non siamo capaci di proporre alla gente qualcosa di alternativo, vero, vivibile, alla portata delle persone, centrali per una seria politica. Solo i giovani potranno riportare una ventata di nuovo…se aspettiamo i nostri politici…possiamo anche abbattere i mulini…non gireranno più!!!

  3. claudia

    Nell’articolo tratti aspetti della questione che non stanno insieme tra loro. Molte tue espressioni in vari punti del discorso rivelano che non hai capito molto delle energie e delle motivazioni che hanno fatto nascere e fanno andare avanti il movimento. I retroscena dei partiti che si intrufolano nei movimenti di inziativa popolare sono ormai chiari e palesi per tutti, specie per coloro che quei movimenti li hanno voluti e proprio perchè da quei partiti non si sentono rappresentati e sanno che non hanno scrupoli nello strumentalizzare tutto e tutti. Speriamo che questo movimento sappia sempre difendersi dalle insidie dei politici di professione e degli aspiranti tali.

  4. a dire il vero mi comunicano che sono in linea, invece…

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/12/se-non-ora-quando-le-ragioni-per-ripeterlo/144635/

    p.s. io non direi mai che TU non hai capito….piuttosto dire che non concordo con una certa interpretazione…ovviamente io, fino a prova contraria, sono d’accordo con me. :-)

  5. luigia.panarello

    Quando scrivi così,cioè ragioni così…mi spacco in due,perché la parte storica di me reclama il suo merito e invece la parte temporale reagisce ancora più ribelle di te. Lo so che è una questione generazionale ma forse anche di visione parziale della complessa realtà. Certo io so che le dinamiche umane non mutano perché quelle che ci sono vanno in direzione sbagliata,ma perché la società si evolve anche quando sembra a chi ci sta dentro che le cose sono ferme o addirittura regrediscono. opportunistiche e obsolete soltanto. L’organismo femminile nel partito per me serve eccome,ma quanto serve un partito fatto di competenti,di contemporanei,di ingegni. Bè le donne non sono tutte tutto questo. Manco i gay. Manco gli uomini. Ma se ci si impegna a fare un partito con persone con queste caratteristiche,ma proprio lavorando ai fianchi i mandati pluriennali,i soliti noti,gli arroganti plenipotenziari di incarichi e di poltrone gentilizie. E allora si deve pur cominciare,pestando i piedi proprio “quotando” elementarmente,perché i giochini eterni delle decisioni e delle strategie in camera caritatis sono la differenza sostanziale tra il senso democratico e quello opportunistico. E non sono ancora tollerabili! Solamente così ha senso la conferenza delle donne,ma pure le varie assemblee nazionali e locali,ma pure i circoli stessi. Cioè riempendo di contenuto i venti anni di differenza tra te e me. Che non sono passati senza trascorrere,dato che i tuoi ragionamenti non hanno perso il filo dei miei…anzi hanno acquisito spessore,perchè i gggiovani è verissimo sono migliori per lucidità e pertinenza del presente non ancora Storia.

  6. @luigia: concordo…ma per la visione che ho avuto ed ho del partito, ritengo che ci debba essere una presa di posizione forte…e Alicata l’ha fatto! Certo che è giusto e doveroso lavorare all’interno del partito per cambiarlo, ma non possiamo “perdere tempo” a sbatetre la testa contro mura di cemento…perchè quei signori solo “percepiscano” i mutanmenti necessari ci vorrebbero ancora molti anni…e non abbiamo tempo! E’ necesasrio, affinché i giovani diventino storia, che si impossessino del presente e facciano esperienza…che non deve venire da “vecchio”, che noi rifiutiamo. Giovani di valore ce ne sono…eccome! E sono già quarantenni…in altri paesi guidano nazioni e da noi sono solo “giovani”…inesperti e senza storia. Ma cambiamola questa storia!

  7. annamaria

    Tra scimmie e scimpanzé (non è una metafora, sto proprio parlando di Primati) gli individui più creativi sono femmine, e giovani. Il motivo è semplice: devono occuparsi di se stesse e della prole, e nei turni alimentari non sono mai prime. Quindi devono darsi da fare ed esplorare l’ambiente in cerca di ulteriore sostentamento. Un team di scienziati italiani ha scoperto di recente in Africa gruppi di scimmie che cacciano piccoli animali servendosi dell’aiuto di lance, un comportamento del tutto innovativo: erano solo individui giovani e femmine.
    I maschi adulti, ben pasciuti perché mangiano prima e di più, non hanno nessun bisogno di agitarsi e, quando nel gruppo si afferma un nuovo comportamento, sono sempre gli ultimi ad adottarlo.

    E adesso vi faccio una domanda: come mai proprio ora, e leggendo questo post, mi è venuta voglia di raccontarvi questa storia?

  8. germano

    Cara Alicata, concordo con il tuo intervento. Occorre ricostruire la politica attorno a divisioni significative che non sono più quelle del secolo scorso. Compresa la questione femminile che oggi assume connotati diversi da quelli di appena trent’anni fa. E per quel che mi riguarda anche i temi ambientali. L’inerzia culturale comporta la creazione di corporazioni. Io mi sono occupato di eco-femminismo a livello accademico e in poche parole ho sostenuto che la crisi ambientale è dovuta al cattivo rapporto che si è creato tra uomo e natura … non tra donna e natura. Lo stesso vale in parte per la politica: usiamo un linguaggio maschile per poi comportarci secondo canoni molto femminili (nel bene e nel male). Il problema è che non ce ne rendiamo conto perché ci manca un linguaggio adatto.
    Ma allora la questione non è tanto PD o altri partiti contro movimenti. Piuttosto si deve riuscire a creare aggregazioni attorno a temi essenziali e aggiornati. E questo già succede. Ma il passo successivo è trasformare queste aggregazioni su temi essenziali in rappresentanze politiche (cioè partiti-liste che partecipano alle elezioni).
    Ciao e complimenti per il tuo blog e le tue idee.

  9. germano

    g

  10. Antonella

    ..complimenti! ottimi spunti di riflessione.,,…

  11. I was really confused, and this answered all my qsuetinos.

  12. 6EN79D glgulhsiqhhg

  13. paola poldelmengo

    però che mossa intelligente …. avremmo le donne d’autore e gli uomini che le proteggono….

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