TAV?

di Riccardo Spezia.

Ora il nuovo fronte alla moda è quello dei no-TAV, e gira questo video di Travaglio che trovo sia pura propaganda privo di qualsiasi base logica, dato o argomentazione.

In ordine sparso dice: 1) la TAV non serve, senza dire perché; 2) gli appalti sono poco limpidi, il che non è un problema per l’opera in sé, è come dire che siccome qualcuno potrebbe lucrarci impropriamente, allora non facciamo nulla; 3) gli italiani sono contrari “a questo modello di sviluppo” e un referendum direbbe di no, non dicendo cosa intenda per questo modello di sviluppo (non chiediamo poi che ne proponga un altro, ognuno si tiene i prodotti che produce? torniamo in pratica all’epoca pre-commerciale?), né tantomeno basando su qualcosa la presunta contrarietà degli italiani all’opera pubblica (solo perché sarebbe un altro no a questo governo allora passerebbe con tranquillità?).

Ora, non conosco i dettagli dell’affaire per poter argomentare in modo puntuale sui pro e sui contro, ma ingenuamente noto che, per esempio, in Francia la rete di alta velocità ha praticamente soppiantato il trasporto aereo nazionale e ci si sta arrivando anche per i collegamenti con Belgio, Olanda e Germania. Con quel tunnel non si avvicinerebbero Parigi e Milano? Non diventerebbe un sostituto dell’aereo? Per gli ecologisti che protestano, allora al ferro preferiscono il cherosene? Dicono che non serve? Mah, io ho visto sempre tanti TIR al Monte Bianco e al Frejus, girano per le montagne per sport e lo farebbero anche con un sistema di trasporto merci basato sul treno?

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7 Commenti

  1. massimo bricchi

    E’ anche vero che la bontà di un’alternativa si costruisce su vari fattori; non ultimo il vantaggio economico. In un sistema “asimmetrico” come quello italiano, dove il trasporto su gomma gode di benfici economici e rendite di posizione, e dove quelloo su ferro è stato sistematicamente penalizzato in termini diinvestimenti e politiche di gestione e sviluppo, la possibilità che il sistema Tav stenti ad imporsi è reale. e trasformare la linea ad alta velocità in una (l’ennesima) cattedrale nel deserto delle infrastrutture sarebbe la migliore consacrazione all’opera di quanti, a vario titolo e per varie ragioni, si oppongono alla sua realizzazione. Non basta fare la Tav per dirsi un paese moderno, bisogna usarla.

  2. Riprendo qui, quanto detto in un’altra discussione in un altro sito. Io capisco le paure degli anti-TAV, quello che temo pero nel loro posizionamneto è sopratutto il suo aspetto NIMBY. Come dire: sì al progresso ma non nel mio giardino di casa.

    La TAV Lione-Torino è forse un non-senso (inizio a pensarlo) ma non ci si può oppore a qualsiasi infrastruttura solo perchè vicina a casa. Perché se tutti avessero sempre fatto così in Italia non avremmo mai fatto nulla.

    Non ci sarebbe stata l’Autostrada del Sole, né il GRA romano, né le tangenziali, né le ferrovie italiane, né le metropolitane, né i porti e gli aeroporti.

    Questa è la domanda che faccio ai NO TAV: stabilito che l’opera in questione è inutile e dannosa, pensate che tutte le opere sono inutili, sempre e comunque? Che il ciuco è l’unica soluzione? O pensate come me che che vale la pena provare a trovare un equilibro fra preservazione del territorio e modernità tecnologica?

    PS.: A questo va aggiunto, e lo dico con rammarico, la pochezza a suo tempo, degli argomenti della Bresso. La quale davanti gli interrogativi dei No-TAV non faceva altro che ripetere dobbiamo farlo perchè “è il progresso”, oppure perché “lo vuole l’Europa”. Per convicere la gente bisogna parlagli ed ascoltarla non rispondergli saccentemente.

    Ora io riconosco nella Bresso una autentica riformista , la ammiro, e capisco anche che uno possa essere a favore del TAV, ma allora fai degli sforzi, no? Cerca di andare incontro alla gente? Genera una grande discussione popolare. Se non crei un dialogo. Se non ascolti. Se ti chiudi in questo elitismo è normale che perdi.

  3. Spero di non offenderti, Riccardo, ma questo articolo mi sembra un ossimoro: prima ammetti tu stesso che “non conosco i dettagli dell’affaire per poter argomentare in modo puntuale sui pro e sui contro” e che mancano ragionamenti sui numeri puri. Poi ti lanci in argomentazioni su aerei, treni e necessita’ di spostamenti a prescindere (ah si?), ancoa senza alcun numero. Mah.

  4. Filippo, due cose (un po’ dure ma tanto ci conosciamo e ce lo possiamo permettere):

    1) casomai sarebbe una contraddizione, non un ossimoro. Un ossimoro è una figura retorica (chessò un gelido caldo, tanto per stare in tema climatico odierno);

    2) uno può anche scrivere sulle proprie idee e non solo con i numeri. Onestamente premetto che non conosco i numeri (intesi in senso di merci che passano lì, di eventuali piani di passeggeri etc …). Questo però non ci vieta di esprimere opinioni. I tecnici sì, ma la tecnocrazia no, per dire.

    Si ha sempre il diritto di parlare, anche con una “vaga precisione” :)

  5. Ma mai nessuno che nei pro metta quella che a mio avviso sarebbe la conseguenza più importante dell’opera, ovvero lo spostamento più rapido, non solo delle merci, ma anche delle persone. Ciò che fa uno Stato sono le persone che lo abitano, per fare l’Europa dobbiamo fare gli europei e permettere ai cittadini di muoversi liberamente, a basso costo e velocemente fra gli stati membri mi sembra il modo migliore per creare una comunità unica, come dovrebbe essere. Sento tanti “internettiani” parlare di reti sociali, ma quando si arriva al dunque e si prova a creare delle reti “reali” che permetterebbero il rapporto interpersonale vero vanno a fare le barricate e a lanciare pietre ai poliziotti, comportamento leggermente conservatore, ricordiamoci che progetti come l’Erasmus non sono nati proprio per aumentare e facilitare la circolazione delle “persone” sul territorio europeo?

  6. lorenzo ceriani

    “Ora, non conosco i dettagli dell’affaire per poter argomentare in modo puntuale sui pro e sui contro” Ecco appunto, io non conosco neanche i dettagli del tuo commento perchè non ho intenzione di perdere tempo a leggerlo. Ma sei mai salito su un treno? Uno qualunque… a bassa o alta velocità…
    In media un treno a lunga percorrenza in italia sosta un quarto d’ora nelle principali stazioni… per disorganizzazione e metodi antiquati di controllo del traffico. Anche di più di notte. negli altri paesi europei c’è il controllo elettronico col gps, da noi il contatore di assi sul binario in entrata e in uscita delle tratte.
    La Francia è tutta piatta e di forma quadrata… le nuove linee ferroviarie se vuoi le puoi progettare sulla carta 1:1 000 000 nell’aula di scuola. L’Italia è un labirinto di valli e montagne.
    In italia il treno diventerà un sostituto dell’aereo quando i sedili saranno puliti, gli orari garantiti e quando i cessi delle stazioni torneranno a essere gratis, e non quando avremo raddrizzato due o tre curve a prezzi esorbitanti per guadagnare qualche minuto, che puntualmente sarà perso alla prima stazione.
    Aggiungo… c’è molta più gente in italia che viaggia in treno di quanta abbia mai anche solo pensato di viaggiare in aereo… per questa gente 10 minuti qua e là non faranno sta gran differenza… il concorrente da vincere non è l’arero ma l’auto, cioè la morte del trasporto pubblico, che sembra essere il vero obiettivo di chi al momento sta prendendo le decisioni.

  7. “perchè non ho intenzione di perdere tempo a leggerlo”: nessuno la obbliga. E allora perché commentare? E le argomentazioni “benaltriste” sono abbastanza trite …

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