di Guido Giuliani e Emanuela Marchiafava.
È rimasta senza parole l’immagine del sindaco di Pavia, il trentenne Alessandro Cattaneo, che qualche mese fa aveva accolto con un sorriso e una stretta di mano il suo coetaneo Roberto Saviano. Senza quelle parole che il ragazzo-Sindaco non ha saputo o non ha avuto il coraggio di pronunciare in consiglio comunale per spiegare perché il ragazzo-scrittore ed eroe non deve diventare un cittadino della nostra città.
Nella seduta del consiglio comunale del 9 giugno, infatti, è stata bocciata la proposta del PD di attribuire la cittadinanza onoraria a Saviano. L’intento era quello di restituire ai cittadini pavesi la coscienza e la certezza che la loro città sta reagendo alle infiltrazioni mafiose e al malaffare. Le inchieste e gli arresti del luglio 2010 (“la ‘ndrangheta sbarca in Lombardia”) avevano scosso la città e preoccupato i cittadini.
A riportare un po’ di fiducia e di speranza era arrivato Roberto Saviano che, invitato a Pavia nell’ottobre scorso da un’associazione studentesca per parlare di mafie, aveva fatto uscire di casa talmente tante persone (circa tremila) che in tantissimi si erano dovuti accontentare di ascoltarlo di fronte a un mega-schermo dopo averlo atteso in coda per tre ore sotto la pioggia. Quell’evento autunnale aveva subito assunto la forma di un segnale intenso, un messaggio forte e chiaro inviato dai cittadini pavesi: Roberto noi ci siamo, siamo con te, qui e ora.
Ecco perché è stato difficile ascoltare l’altra sera le giustificazioni dei consiglieri di PDL e Lega Nord che hanno respinto la cittadinanza onoraria a Saviano: ogni intervento esprimeva l’egoismo e il naufragio del senso civico che stanno provocando il declino della nostra Italia.
Nella sala consiliare di Pavia si è consumata l’ennesima rappresentazione del distacco netto e stridente tra gli italiani e i loro rappresentanti politici di destra, tra gli italiani che sperano nella legalità e i politici che la legalità la piegano ai loro voleri.
La Lega Nord si è dichiarata offesa perché Saviano aveva osato citare passaggi di ordinanze dei giudici nei quali si raccontava della vicinanza tra esponenti della Lega e della ‘ndrangheta.
Il PDL si è talmente aggrappato all’idea di Saviano come “personaggio di parte”, e quindi indegno di rappresentare tutti i cittadini pavesi, da arrivare a dire che lo scrittore è un uomo fortunato e opportunista perché grazie alla mafia “ha fatto i soldi”.
Certo che Saviano è di parte: dalla parte di quelli che si ribellano alla prepotenza e al crimine che producono disperazione, morte e un declino senza fine.
E anche noi siamo di parte, insieme con quei tremila pavesi di quella sera di ottobre 2010 e tanti, tantissimi altri pavesi e italiani che in queste ore leggono allibiti questa notizia sulle homepage dei principali quotidiani italiani.
“Not in my name, sindaco Cattaneo”: questa volta non hai parlato a nome nostro, di noi cittadini “ordinari” che oggi ci vergogniamo della vostra decisione di non attribuire a Roberto Saviano lo status di nostro concittadino onorario.
Noi rimaniamo saldamente orgogliosi di saperlo nostro concittadino italiano, anche se purtroppo non pavese.
Caro sindaco, i bocciati siete voi.iMille.org – Direttore Raoul Minetti






Può essere interessante leggere il pensiero del vice-sindaco di Pavia Gian Marco Centinaio (Lega Nord), che su Facebook ha scritto:
“non facciamone una questione politica…. cerchiamo di capire (e non le ho ancora capite) le motivazioni per cui avremmo dovuto dare la cittadinanza onoraria di Pavia a Saviano .veramente! non l’ho ancora capito!!!”
E anche leggere alcuni dei commenti…
Alberto: ” c’ha una faccia che porta male… avete fatto bene!
”
Alberto: “un altro professionista dell’antimafia che con questo ci fa i soldi”
Daniele: “Effettivamente non esiste un motivo e quindi non ci sono i presupposti perche’ lui debba ricevere la cittadinanza. E’ una questione che secondo me non esiste e non ha motivo di dibattito”
Andrea: “Brava l’amministrazione di Pavia. Scelta coraggiosa e giusta!! Avanti così… fatti da contrapporre alla demagogia.”
Tommaso: “Diamo la cittadinanza pavese onoraria agli imprenditori che aprono le loro imprese a pavia creando posti di lavoro in un area della lombardia economicamente depressa
”
Andrea: “Però ripensandoci è giusto dare la cittadinanza a chi combatte quotidianamente la mafia… allora diamola al ministro Maroni”
Domenico: “W PAVIA!!! PADANIA LIBERA DA GENTE COME SAVIANO!!”
Silvia: “ma il sig. Saviano cosa ha fatto per Pavia? per quale motivo dovrebbe meritare la cittadananza Pavese onoraria pure? per 1 “congresso” e per una apparizione in una libreria a firmare autografi? mi pare pochino ad essere sincera
”
Gian Marco Centinaio: “Indipendentemente da quanto prende e dalle battute… Io non ho capito perche’ proprio a PAVIA dovevamo dargliela…perche’ a napoli non glie l’hanno data?? Perche’ Pavia? Se lo considerate un eroe italiano: non dovremmo dargli la cittadinanza italiana onoraria? C’e’ qualcosa che non mi convince… (E parlo sempre tenendo fuori le opinioni politiche)”
Gigi: “Ma chi è Saviano per “coinvolgere” qualcuno in una indagine nella quale questo qualcuno non è mai stato ne inquisito nè tantomeno sentito dalla Boccassini!!!????… è forse un unto dal Signore?…è un medium in contatto con l’aldilà? il motivo era solo di fare odiens e colpire un movimento come la Lega che si è sempre distinto per la sua lotta alla criminalità organizzata.”
Lettera pubblicata sul quotidiano “La Provincia Pavese”, il 15/06/2011:
Saviano non merita la cittadinanza
Sono uno dei consiglieri che ha votato contro Il conferimento della cittadinanza onoraria a Roberto Saviano. Ritengo che il dottor Saviano per Pavia non abbia fatto nulla per meritare un così alto riconoscimento. Le sue presenze nella nostra città sono state due: una organizzata dall’Università , la seconda per motivi editoriali. La cittadinanza onoraria dovrebbe essere anche legata a una città alla quale si è dedicato il proprio impegno. Roberto Saviano, frequente ospite nei salotti televisivi, da tempo è diventato l’icona della Sinistra che ne ha fatto un proprio personaggio sfruttando l’impegno e il merito che certamente gli va riconosciuto per la sua denuncia contro la mafia. Lo scrittore non ha risparmiato commenti feroci nei confronti della Lega sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta in Lombardia; in un’intervista lo scrittore aveva chiesto: “Dove era la Lega quando questo succedeva negli ultimi dieci anni laddove ha governato?”. La risposta del Ministro dell’Interno Roberto Maroni non si è fatta attendere elencando i numerosissimi arresti da quando è tornato al Viminale . Penso che Roberto Saviano, possa attendere ancora per un’eventuale cittadinanza onoraria, altre ne riceverà nel frattempo perché le amministrazioni di Sinistra faranno a gara per conferirgliela. La cittadinanza onoraria, proprio perché tale, non deve avere colore politico.
Oretta Pierotti Cei consigliere comunale Lega Nord