Vorrei dialogare coi giovani e meno giovani che hanno commentato nel mio articolo ”su “Unità” e Concita.
Prima di tutto grazie perché mi avete messo di buon umore. Siete scanzonati e ironici e giustamente polemici.
Anch’io sono polemica, lo sono sempre stata, fin da quando ero giovane, tanto che nel dopoguerra e nell’ambito del PCI mi avevano soprannominata “vespetta”. Per i 90 spero di arrivarci con la testa lucida, ma cosa volete che sia la quisquilia di qualche anno quando la vita la devi misurare a decenni. Voi arriverete più avanti, visti i vantaggi della scienza e della quotidianità.
Proprio perché mi preoccupo per voi, compresi naturalmente figli nipoti e tutti quelli che nei prossimi decenni arricchiranno i rami del mio albero genealogico, sono così attenta alle vicende della politica, che vorrei fosse proprio la bella politica, la buona politica, onesta, generosa, solidale.
Nello spettacolo tratto dal mio libro, il regista Ferdinando Vaselli mi fa dire “ Sì, è vero, siamo dei sognatori, noi” Quel noi include i partigiani di allora, i contadini, i ragazzi che volevano studiare. Io ho ancora la fortuna di saper sognare.
E’ per questo che al Teatro Valle occupato, l’altra sera, era il 15, mercoledì, ho detto pochissime parole, che trascrivo per voi e che giustificano tutto il mio andare per scuole o per incontri a Roma e altrove.
Bisogna che la memoria diventi storia, la storia diventi cultura, la cultura diventi consapevolezza, la consapevolezza diventi rabbia, la rabbia ribellione, cioè lotta. Ma lotta solidale, lotta per appropriarsi della politica, perché come abbiamo voluto fare per l’aria e l’acqua, vogliamo sceglierla noi, la politica a favore di tutti, contro le disuguaglianze e l’ingiustizia. Le ultime parole non le ricordo esattamente, ma ho accennato all’Italia tutta, all’Europa e al mondo.
E ora veniamo alla questione “Unità”, che per me significa libertà di stampa.
All’alba della Repubblica noi pensavamo che libertà di stampa fosse cosa facile da fare. Già in quel buco sottoterra nella bassa reggiana si stampava di nascosto quel foglietto “l’Unità” che girava sempre più stropicciato e furtivo, a rincuorare e incoraggiare. Ma la democrazia, con le sue leggi di mercato e di concorrenza, fa della libertà di stampa una questione di soldi e di mezzi. Per questo non posso perdonare i radicali con il loro moralismo fuori posto, che si sono scagliati contro le sovvenzioni ai giornali. Mi sono ricordata che in quegli anni di dopoguerra, la preziosa “Noi Donne” riusciva ad ottenere dallo stato una dotazione di carta concordata e a condizioni vantaggiose. Era il seme del futuro finanziamento.
Parlo di questo perché ho una proposta a lungo termine per il PD e per la salvezza dell’Unità. Infatti al di là della vicenda Concita o non Concita, mi preoccupa il giornale e la sua funzione.
La mia proposta è che il PD metta chiaro nei suoi propositi, per quando andrà al governo, la revisione e correzione dei contributi pubblici alla stampa. Mi risulta che si danno soldi non meritati a testate fasulle e misteriose. Sapevate che si stampa “l’Avanti”? Vorrei sapere dov’è, e chi lo legge. Persino ho sentito che una sopravvissuta “Noi Donne” vive di questo finanziamento. Non so dov’è e vorrei che fosse ancora diffusa, educatrice e utile. Anche vorrei sapere se c’è qualcuno che compra il Foglio di Ferrara oltre a quelli che devono fare le rassegne stampa. Insomma, un finanziamento pubblico è necessario, tanto per la stampa come per i partiti, – anche quello da riconsiderare – perché altrimenti soltanto chi ha soldi può competere e invadere la testa della gente. Discorso da precisare con altre complessità e problemi anche sugli altri mezzi di comunicazione.
Questo dei contributi ai giornali e della funzione della carta stampata sarà un problema piccolo in mezzo alla vagonata di problemi grandi che le sinistre dovranno affrontare quando andranno alla guida del paese. Un piccolo problema, ma qualificante di un agire giusto e trasparente. Dovrebbe essere il tassello di un mosaico di correzioni alla nostra vita pubblica, che ha assoluto bisogno di imboccare la strada dell’onestà.
Invito anche voi tutti a essere, con me, sognatori e, perché no, moralisti. Anche la morale ci sta bene dentro questo vento che sta cambiando.iMille.org – Direttore Raoul Minetti








il PD potrebbe cominciare a dare il buon esempio chiudendo youdem, se current fa meno di 3mila telespettatori al giorno, mi immagino che la tv del pd ne faccia molti di meno (non credo che arrivi a 500). e neanche il sito youdem.tv direi che va tanto bene visto che secondo alexa.com, da gennaio per molti giorni ha avuto meno contatti di vignaclarablog.
Il tutto quanto costa? 2 milioni all’anno?
Spero vivamente che il Pd abbia il coraggio di fare scelte di sinistra, ma , come dice un proverbio cinese: “Quando soffia il vento del cambiamento c’è chi costruisce muri e chi mulini a vento”…