di Tommaso Caldarelli.
Indubbiamente questa volta per non farsi prendere dall’entusiasmo e conservare una necessaria razionalità d’analisi e politica ci vuole un po’ d’impegno. Non che non sia giusto: le giunte di Milano e di Napoli, presiedute dai due neosindaci più famosi d’Italia, Giuliano Pisapia e Luigi de Magistris, stanno per essere varate, e l’onda arancione che ha investito l’Italia – e qualcuno già parla, probabilmente in modo improprio, di “liberazione” – è già un pezzo della storia recente del nostro paese. Ma la fenomenologia di un evento è solo il risultato della sua preparazione, di una lunga rincorsa che precede il salto: come a dire che, se qualcosa improvvisamente cambia, è perché prima, nel silenzio, qualcosa è lentamente mutato.
Parrà strano incrociare questi tentativi di speculazione filosofica con i freddi numeri che emergono dalle analisi elettorali, eppure i numeri non sono altro che misurazione di grandezze reali, e dunque sono un facile e comodo aiuto per chi voglia ragionare a spanne – non c’è altro modo – sul momento storico che viviamo. Cosa si scopre? Un dato indubbiamente interessante, già ampiamente trattato da moltissimi organi di stampa: ad essere protagonisti di quella che secondo il centrosinistra sarebbe una vera e propria “riscossa civica” sono i giovani, ovvero gli under 35 che hanno votato in massa il centrosinistra e, secondo i dati a disposizione, avrebbero addirittura e platealmente voltato le spalle al centrodestra. Sono moltissime le analisi uscite in materia, qui ci appoggiamo a quella del direttore dell’istituto SWG pubblicata da L’Espresso.
A Milano, secondo le stime di Swg, Pisapia ha ottenuto il 65 per cento dei consensi nell’elettorato compreso tra i 25 e i 34 anni di età. Sono 10 punti in più rispetto al risultato complessivo (55,1 per cento contro il 44,9 della Moratti). Più in linea la risposta dei 18-24enni (54 per cento), ma bisogna considerare che “in passato i giovani milanesi mostravano un netto orientamento verso il centrodestra”, commenta Rado Fonda, direttore di ricerca di Swg. Nel 2006, infatti, il voto dei ventenni premiò la Moratti con un paio di punti percentuali sopra la media. A Napoli l’exploit del candidato dipietrista (65,4 per cento, contro il 34,6 del pidiellino Lettieri) è ancora più sorprendente nell’elettorato compreso tra i 18 e i 24 anni, dove arriva al 71 per cento. De Magistris va bene anche tra i 25-34enni, con il 67 per cento.
Così dunque il settimanale che riassume per noi un po’ di dati sui quali vale la pena ragionare, principalmente sul fatto che le giovani generazioni elettorali non solo si sono affacciate da poco tempo alla scena politica, ma hanno anche già avuto il tempo di votare come gli diceva papà – nessuno si arrabbi per il modo di dire – probabilmente capire che le esigenze e i tempi sono diversi e procedere ad un mutamento di opinione. Il che è dimostrato dalla considerazione che in generale il giovane elettore medio a Milano in precedenza votava per il centrodestra di Letizia Moratti, mentre ora vota per il centrosinistra di Giuliano Pisapia. L’analisi dei flussi elettorali per la tornata di Milano effettuata dall’istituto Cattaneo dimostra con precisione che il partito del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, perde voti a favore delle liste civiche o comunque dei movimenti estemporanei che gravitano attorno all’opposizione – chiaro meccanismo utilizzato per votare in maniera diversa senza fidelizzarsi ad un partito – ma non solo: una quota viene ceduta al Terzo Polo mentre altri voti finiscono ad altri soggetti sempre nell’area di centrodestra. Insomma dal PdL, almeno a Milano e dai dati a nostra disposizione è iniziato il si salvi chi può dell’elettore, o meglio: in questa tornata elettorale è stato così, bisognerà vedere se i cambiamenti che Silvio Berlusconi ha già in cantiere riusciranno a invertire questa tendenza. A mio giudizio, così non sarà, perché le fasi politiche si chiudono e si aprono: questa si sta chiudendo, e qualsiasi tentativo di rimetterla in piedi sarà percepito come goffo e inconcludente. Non è ineluttabilità, è la politica a funzionare così: ovviamente, pronto ad essere smentito, ma qui non stiamo parlando esattamente di questo. Parliamo o cerchiamo di abbozzare un’analisi sociale, e abbiamo già visto che i giovani italiani coinvolti in queste elezioni hanno scelto la forza politica attualmente all’opposizione nel paese. E le altre fasce d’eta? L’analisi del dato disaggregato fornita da Termometro Politico non fa che confermare la mia impressione: parlare di liberazione e di rivoluzione è improprio e rischia di rivelarsi controproducente. Si tratta di un onda che si alza e che bisognerà cavalcare al meglio: Giuliano Pisapia, infatti, fa il pieno dei suoi voti, rosicchiando molto alla Moratti su tutte le fasce d’età.
Pisapia vince con grande margine tra i giovani e tiene abbastanza bene tra gli over 55 grazie ai pensionati. La Moratti va molto forte tra le casalinghe (classico elettorato di riferimento del centrodestra) e grazie ad esse ottiene un risultato relativamente migliore tra le donne in generale (bilanciato dal voto delle giovanissime tutto per Pisapia). Pisapia va molto bene anche tra i lavoratori dipendenti, classico elettorato di riferimento del csx e pur vincendo sottoperforma tra i disoccupati (ovvero vince ma meno del dato globale) che sono un segmento di elettorato che almeno nelle intenzioni e’ un forte target del centrosinistra ma che poi alla prova dei fatti non e’ che lo premi piu’ di tanto.
Si tratta dunque di un consenso diffuso che viene in questa fase tributato agli uomini del centrosinistra. Le cause sono molteplici, e credo che ci si possa posizionare in un luogo mediano fra il fallimento di questo governo e della sua proposta politica e l’improvviso picco di credibilità che il centrosinistra riesce ad avere. Il panico fra i supporter del centrodestra è diffuso: si vede che le opposizioni hanno iniziato a cavalcare l’onda e dopo vent’anni di berlusconismo i primi ad essere distrutti appaiono proprio loro. E probabilmente se si imbarcheranno davvero nell’avventura delle primarie dovranno sperimentare i due anni di assestamento di questo strumento che anche il Partito Democratico ha dovuto sperimentare quando si è trattato di introdurle. E chissà se basterà questo a ripianare la situazione che, ancora su Milano, si presenta così.
| Pisapia | Moratti | |
| Uomini | 56% | 44% |
| Donne | 54% | 46% |
| 18-34 anni | 61% | 39% |
| 35-54 anni | 52% | 48% |
| 55 anni e oltre: | 55% | 45% |
| Scuola elementare o media: | 51% | 49% |
| Scuola superiore: | 59% | 41% |
| Laurea: | 65% | 35 |
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Questo era il disaggregato di Termometro Politico a pochi minuti dal voto. Come abbiamo già avuto modo di notare il candidato del centrosinistra vince in tutte le fasce d’età e in tutti gli ambiti culturali, persino in quelli a bassa scolarizzazione- di misura – laddove dunque in linea di massima avrebbe potuto faticare un po’ di più. Questo per confermare ulteriormente che l’Italia sta dando fiducia rinnovata e apparentemente genuina (niente a che vedere con le croci “forzate” dell’esperienza dell’Unione: allora, si era proprio in mezzo al guado, l’aria era completamente diversa ) alle forze del centrosinistra. I primi litigi post voto fra Nichi Vendola e Pierluigi Bersani, personalmente, non mi fanno ben sperare; e sono abbastanza d’accordo con chi afferma che la coalizione l’hanno costruita gli elettori nelle urne e che sarebbe da suicidi arrogarsi il diritto di capire il popolo più di quanto il popolo non capisca sé stesso, avventurandosi in diverse avventure alcune delle quali già evocate da esponenti politici che la storia ha dimostrato essere abbastanza proni all’errore – nomi? Massimo d’Alema,su. E personalmente ritengo anche che si potrebbe mantenere un profilo anche più silenzioso: per quanto Bersani sia ultimamente spesso concreto, puntuale e molto opportuno, potrebbe essere divertente e anche vincente stare in silenzio a guardare i maggiorenti del PdL scannarsi fra di loro. Aspettando, come ne L’arte della Guerra, che il nemico passi, morto, sul fiume.iMille.org – Direttore Raoul Minetti








E’ l’Italia, bellezza.
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