di Francesco Cerisoli.
Lo scorso 9 Aprile si sono tenuta in tutta Italia manifestazioni unitarie per ricordare che il problema più urgente nel paese, dopo la carta di identità di Karima el Mahrug e la fedina penale di un anziano piazzista brianzolo, è l’insostenibile precarietà delle posizioni lavorative della generazione ’70-’80. Milioni di persone che oggi non hanno un reddito sufficiente a renderle indipendenti, che spostando sempre più avanti il momento di “mettere su famiglia” pregiudicano lo sviluppo dell’economia nei prossimi decenni, e fra 30-40 anni non avranno che poche centinaia di euro di pensione. Urgono provvedimenti atti a disinnescare la bomba generazionale, ma finora si pensa più che altro a rimuovere o spostare il problema, attraverso la sempre attuale istigazione all’emigrazione (esportiamo i precari) o, più sottilmente, il dileggio normativo sul rientro dei fuoriusciti (facciamo finta di riprenderceli).
Non possono ovviamente mancare le brillanti iniziative di alcune istituzioni universitarie. Già dall’entrata in vigore della legge Gelmini sull’Università si sono registrati strani “blocchi”: alcuni atenei (Reggio Emilia, Politecnico di Torino, Perugia…) avevano stabilito che, dall’entrata in vigore della nuova legge, non si potesse procedere al rinnovo dei contratti/assegni di ricerca in corso: tutti a spasso, fino a nuovo ordine. Alla fine, dopo le proteste del PD in Parlamento è arrivata una nota chiarificatrice del MIUR : rinnovate i contratti secondo le vecchie norme intanto che noi dormiamo il sonno dei giusti…
Ma gli Atenei sono anche impegnati nella revisione di regolamenti e statuti, e non mancano le “manine” che infilano qua e là norme “antiprecarietà ” che in realtà mirano a far fuori una parte consistente delle migliaia di ricercatori precari che da parecchi anni tirano la malandata carretta dell’Università Italiana.
Il sistema più subdolo è l’inserimento di “limiti temporali” per poter accedere agli assegni o contratti di ricerca. La legge Gelmini prevede due sole tipologie di contratto “a tempo determinato” prima dei ruoli da professore: l’assegno di ricerca ed il Ricercatore a tempo determinato (RTD). La durata degli assegni è compresa fra 1 e 3 anni, e sono rinnovabili fino ad un massimo di 4 anni in totale. I contratti RTD sono di due sotto-tipi, detti “a” e “b”: i RTDa durano 3 anni e possono essere rinnovati solo una volta per massimo 2 anni, mentre i RTDb durano 3 anni e vi possono accedere solo coloro che abbiano fatto almeno 3 anni di RTDa. I RTDb possono infine essere “stabilizzati” come prof associati, a patto che abbiano ottenuto la relativa abilitazione. In totale, la legge Gelmini prevede che non si possano ricoprire ruoli da assegnista, RTDa e RTDb per più di 12 anni complessivi, che sono poi i 4 anni di assegno, i 3+2 di RTDa e i 3 di RTDb. Nessun limite, quindi, che sia legato direttamente o indirettamente all’ età del candidato.
Come si evince tuttavia dalla collezione di regolamenti e bozze opportunamente stilata da Rete29Aprile, nei regolamenti degli Atenei qualcuno tenta il colpaccio: a Milano Statale se hai ottenuto il dottorato più di 5 anni fa, non puoi concorrere per gli assegni di ricerca dell’Ateneo; a Catania, niente assegno se sei laureato da più di 10 anni o dottorato da più di 6; a Cagliari , niente RTDa se hai il dottorato da più di 6 anni (9 per il RTDb). Tutti provvedimenti che di fatto escludono un gran fetta dei precari dal futuro dell’Università , dei quali sfugge l’effettiva necessità visto che altri atenei (italiani ed esteri) non li prevedono. A meno che, appunto, il limite serva a “far pulizia” di un po’di precari. E con i regolamenti siamo solo agli inizi… Come rimarcato dalle associazioni di precari, questi limiti sono pensati per colpire quei ricercatori precari accumulatisi in anni di blocco del reclutamento, ma l’idea di imporre limiti di età (espliciti o indiretti) per la partecipazione ai concorsi è in aperto contrasto con l’articolo 3 della Costituzione, con la legge Bassanini bis e con la Direttiva Europea per la parità di trattamento in materia di occupazione. Paradossalmente, questi regolamenti esporranno gli atenei al rischio di ricorsi che avranno come effetto un’ulteriore paralisi del reclutamento (= più precari).
E’ altresì evidente l’impreparazione del MIUR, che prima vara una riforma “quadro” che prevede un complesso iter applicativo, e poi si dimentica di coordinare e controllarne la messa in pratica. A meno che, in fondo, non dispiaccia troppo a Viale Trastevere che il problema precarietà si risolva con l’eliminazione dei precari.iMille.org – Direttore Raoul Minetti








…sembra…anzi…è come se manovrassero le cifre, per nascondere possibili ammanchi…spostando le voci di bilancio come banderuole…in questo caso, però, sono persone! La differenza? Quste ultime all’inizio brontolano,,,poi si zittiscono rassegnati..poi diventa uguale!…però hanno il difetto che con il tempo possano esplodere!!!
CONTRATTI PRECARI e cioè: INTERINALI,SOMMINISTRAZIONE, CO.CO.CO, A RITENUTA D’ACCONTO, CANTIERI LAVORO (che sono gli ex. socialmente utili) A ripartito,sociolavoratore etc.etc. etc similari SONO IN GRAN PARTE FUORILEGGE ! ! !
RAGGIRANO LE LEGGI SULLE SICUREZZE DEL LAVORO RAGGIRANDOLE !
Vi faccio un piccolo esempiovissuto: Le ditte interinali ora chiamate di somministrazione..vi mandano a lavorare da MANOVALE o altra qualifica presso i loro clienti che possono essere multinazionali o Comuni Comunità Montane etc.etc. ma sul posti di lavoro i clienti che SANNO informati dalle ditte inteinali sulle Vostre qualifiche vi ordinano di fare TUTT’ALTRO ! Così costretti pur di lavorare un poco di fare il SALDATORE..MA SENZA VISITE MEDICHE INERENTI ALLA QUALIFICA DI SALDATORE ! SENZA PATENTINI DI SALDATURA che sono tanti e DIVERSI ed A ESAMI con scadenze biennali ! ! ! E costretti così a saldare SENZA neppure i corsi di legge su predetta qualifica ! Senza i dpr idonei..costretti a saldare GRU a TORRE AUTOGRU su vernici e olii di protezione CANCEROGENI ! Vetrini oscuranti nON idonei alla saldatura..male agli occhi continuo ..e SALDATURE messe in ulteriori pericoli con BUCHI deimenticanze di altri..e le GRU senza patentini..per ANNI così immesse sui mercati mondiali..! Tacere e subire non scrivere nonparlare..sennò si perdono i contratti di rinnovo contrattuali..insoma anche con minaccie si va a finire disoccupati..ma questo è IGNOBILE ! Se una qualsiasi gru un giorno qualsiasi subisce un cedimento strutturale..? NON SCRIVENDO NON PARLANDO di questo si è COMPARTECIPI di EVENTUALI feriti o mORTI ! Cosa preferire..rischiare una denuncia sulle verità occultate da altri o scrivere? A Voi la risposta io ho ascoltato la mia coscienza ed ho scritto! Avere sulla propria coscenza un giorno infortunati o morti credo non sia tanto bello..ci sono ampie prove e testimoni al riguardo ed il tacere credo non serva a nulla le verità salteranno fuori ugualmente!Contratti precari significa anche questo! Un aiuto nostro alle ispezioni si potrbe darlo a Carabinieri Ispettori del Lavoro etc.anche se siamo precari non significa esserec deficenti! A NON capire che le leggi sono CONTINUAMENTE VIOLATE e possiamo DIMOSTRARVELO ma a quanto pare..non si vuole che si sappiano tali verità…e disoccupazione si aggiunge al precario…distruggendo famiglie! raggiro e truffa ! RICATTO..tu sai ma non devi scrivere..senò DISOCCUPATO… e le gru..magari vicino anche a Voi..
CHE SCHIFO SUBIRE TUTTO QUESTO! VERGOGNA per i POLITICI ITALIANI e SINDACATI FIRMATARI DI QUESTO SISTEMA VERGOGNA !!!
Sergio Morando