Speciale Libia: Dipendenza petrolifera e partecipazione alla guerra

di Anna Ryden.

foto: Calwest

È difficile credere che sia solo un caso che i paesi che partecipano all’intervento militare contro il regime di Gheddafi sono quasi tutti pesantemente indebitati. L’unica differenza che accomuna i paesi che non partecipano, Germania, Svezia, Russia e Cina è un’ economia relativamente più sana. Ognuno di loro ha un ottimo argomento per non partecipare, la Germania perché già pesantemente coinvolta in Afghanistan, la Svezia perché non fa parte della NATO, e gli altri due perché stanno sperando di avere le nuove concessioni sugli idrocarburi una volta finita l’intervento, con Gheddafi vittorioso. Dall’altra parte stanno appunto Italia, Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti. E poi Danimarca e la Norvegia.

In un articolo a ottobre mi chiedevo, riferendo un articolo su TheOilDrum, se ci fosse un collegamento tra il debito di un paese e la sua dipendenza dal petrolio. È rimasta senza risposta la questione se valeva più la direzione di causalita’ PIIGS → Dipendenza dal petrolio (per mancanza di visioni e volere politico), oppure Dipendenza dal petrolio → PIIGS (se non possiedi energia a basso costo per forza il paese si indebita).

Ho aggiornato il grafico usato per quell’articolo usando solo i paesi non-arabi che ora vorrebbero o esplicitamente non vorrebbero partecipare all’intervento in Libia. I dati sono del 2009.

Ad occhio ci sarebbe un collegamento tra la volontà di partecipare all’intervento e la dipendenza dal petrolio:  i paesi che mandano aerei in Libia, o prestano basi militari come l’Italia, sono i più dipendenti dal petrolio, calcolato sul consumo totale di energia. Il livello di disavanzo pubblico sembra invece meno importante, almeno in combinazione con una bassa dipendenza dal petrolio sul totale, come nel caso della Russia e della Cina.

La Germania è un caso limite. Basso disavanzo pubblico, ma comunque un notevole consumo di energia petrolifera. Che da settimana scorsa fino ad almeno giugno aumenterà non di poco, visto che la Merkel ha fermato le centrali nucleari costruiti prima del 1980, se non erro responsabili per circa il 5% dell’energia prodotta in Germania.

E la Norvegia è come al solito un caso a parte. I norvegesi potrebbero sentire il bisogno di assicurarsi il sostegno dei paesi petrolio-dipendenti. Con le attuali riserve non potranno esportare il petrolio dopo il 2030, e hanno bisogno di esplorare l’Artico indisturbati.iMille.org – Direttore Raoul Minetti

1 Commento

  1. Anna, una domanda: quanto c’è di vero – e di importante – nella notizia relativa all’uranio presente anch’esso in Libia? Il sospetto e pressante “interesse” francese sembra trovare un’altra facile spiegazione. Che ne pensi?

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