di Cristiana Alicata
Non me ne vogliano gli juventini se uso una frase di Totti per celebrare il successo delle primarie: “Torino ha vinto”. Una delle poche città che ha visto superare l’affluenza dei votanti dalle ultime primarie a dimostrazione che la città ha sentito le primarie e ha voluto partecipare. 53 mila votanti è come se a Roma, alle prossime primarie, andassero a votare circa 163 mila persone.
Non so se mi spiego.
Torino ha vinto per tanti motivi che i commentatori della carta stampata con molta difficoltà hanno colto, legati anche loro alla narrazione (ehm) tradizionale della politica.
Ha vinto perché la politica è uscita dalle sedi di partito, si è connessa alla città. Ieri notte tutti i candidati hanno girato per i locali della città a farsi conoscere, locali che hanno aderito e partecipato al momento di democrazia. A Roma, forse, mi verrebbero in mente non più di 3 o 4 luoghi disposti a fare una cosa del genere.
Ha vinto perché il PD ha preso il 75% dei consensi tra i due candidati, ma nessuno di noi si sogna di rivendicare una vittoria di partito come viene fatto quando il PD le perde.
Ha vinto perché ha isolato gli estremismi e il risultato parla chiaro anche su altri temi.
Avrebbe vinto meglio se a prendere il testimone della continuità (perché Torino è un luogo dove il modello funziona ed è giusto dargli seguito) fosse stato un giovane assessore, meglio una donna che c’era e che ora speriamo sia cardine, anche in futuro, della politica della città.
Si rileva, anche se non sarebbe il momento delle polemiche, la grande assenza di Vendola che ha lasciato solo il candidato Passoni (assessore uscente al Bilancio), fortemente sostenuto da tutti i ragazzi di SeL a Torino e che avrebbe meritato un risultato migliore, ma a volte il lavoro duro è meno premiato di una lunga storia o della pretesa di essere “gggiovane”.
Si rileva l’assenza dalle primarie (come in ogni città) dell’IDV.
L’unica cosa a cui dovete dare atto tutti, al PD, è che (esclusa la Puglia dove andrebbe fatta una bella tabula rasa di chi sappiamo tutti) le primarie si fanno perché il PD le organizza e le promuove, il PD non sta a guardare e quel coraggio deve diventare il metodo su tutto, anche il metodo di prendere decisioni (e ne abbiamo di strada da fare).
Adesso Fassino faccia la squadra, valorizzi chi ha fatto un passo indietro e anche chi non lo ha fatto e si è battuto con coraggio, lo dico a costo di essere tacciata di cerchiobottismo, Gariglio compreso.
La democrazia è questa.
Quel laboratorio che va dal giovane democristiano (43 anni, giovane vabbé), all’ ex segretario DS (sicuramente vecchio) passando per la Fiom (al 3,86%) sia il luogo dove il centro sinistra senza UDC possa rielaborarsi e costruire un’alternativa: valida, delineata, convincente, funzionante.
Brava Torino.iMille.org – Direttore Raoul Minetti








Cristiana, diciamo pure : “E vabbe’….”. Al di la’ dei dati positivi sull’affluenza e sull’atteggiamento corretto dei candidati, bisogna guardare al risultato finale, ovvero CHI il PD e il centrosinistra candidano alle prossime comunali di Torino: Piero Fassino. Che significa per me una cosa sola:il ricambio non e’ (ancora) possibile. E la colpa sta, in massima parte questa volta, nel campo di coloro che il ricambio piu’ lo invocano, ovvero quel gruppo elastico che dalla mozione Marino passando per le varie iniziative di Civati e Renzi, nonostante dei buonissimi contrenuti, non e’ ancora riuscito a trovare dei candidati “naturali” disposti a rischiare davvero. E’ ovvio che i baby boomers non se ne andranno se non per esaurimento (e c’e’ il rischio che ci vogliano 20 anni, ancora). A meno che non ci impegniamo a sostenere seriamente, con le nostre idee (che NON sono quelle dei baby boomers), delle facce nuove.
Da Termometro Politico
[...] Un dato determinante è sicuramente quello dell’età: il 72% dei votanti aveva più di 45 anni, e se Passoni, Gariglio e Curto sono stati premiati dai giovani, Fassino ha dominato soprattutto tra gli over 65 (oltre il 73% delle preferenze). [...]
Io proibirei di partecipare alle primarie a chiunque sia titolare di una pensione.
Ovviamente la mia è una provocazione ed è chiaro che il problema in questo paese è la “coscienza di classe”.
ma che volemo fa?
se è praticamente certo che la maggior parte dei 28 milioni di italiani under 40 (il 50% del paese) quando arriverà a 70 anni non avrà una pensione e forse avrà per puzza una casa propria, perché nessuno si incazza? Se uno riuscisse a capire sta cosa e a convincersene (perché è la verità), ma non è che scende in piazza con la vanga, scende in piazza proprio con il bazooka altroché.
Qui stiamo a “o noi o voi” e invece l’atmosfera che si respira è dell’ “automatismo” e della “rassegnazione”, tanto in qualche modo poi faremo. se, stocazzo.
chiedo ai lettori Under40.
A 70 anni sarete nella merda con 300 euro al mese di pensione se va bene (ed è una CERTEZZA. Altroché).
Non avrete na lira da dare ai vostri figli, non avrete na lira per fare benzina, non avrete na lira per magnà, non avrete na lira per curarvi la prostata o rifarvi i denti e schiatterete (schiatteremo) soli (i figli saranno oltreoceano mi auguro) in un letto di ospedale pubblico in mezzo ai topi.
A quel punto che cazzo farete?
Ma a nessuno frega un cazzo e continuiamo a permettere che il paese sia governato de facto dagli ultra65enni.
E poi dicono che non sia una questione generazionale…fanculo ai pensionati (tranne a quelli universitari, lì sono ben accetti).
Ma per favore, ma che ne sa uno di 62 anni di come gira il mondo oggi…
Floriano….non è stato nominato dallo spirito santo. E’ stato votato e sono andate a votare 53 mila persona….sono d’accordo con te, ma finché noi non saremo in grado di parlare tra noi “giovani” ma anche essere affidabili per un paese “vecchio”…..
Beh, una cosa è certa, la base del Partito Democratico non è ben rappresentata dai vertici.. e le primarie sono un ottimo strumento democratico, uno spiraglio di partecipazione che, quando riesce a mobilitare la gente, rappresenta una buona politica. E a me fa paura l’idea di “regolamentare” le primarie; è giusto, ma apre la strada al tentativo di limitarne la portata innovatrice.. già che abbiamo i parlamentari nominati, vogliamo togliere ai cittadini ogni possibiità di incidere nel processo di selezione della classe dirigente? Alla faccia della democrazia.. Ebbene si, a Torino ha vinto il PD. Ma la base del PD ha vinto anche a Milano, in Puglia..forse soprattutto a Milano e in Puglia. – http://www.trueagora.splinder.com -