L’ attacco di Berlusconi alla scuola pubblica

di Marco Campione.

School Zone by Chris Murphy

“Libertà vuol dire avere la possibilità di educare i propri figli liberamente, e liberamente vuol dire non essere costretti a mandarli in una scuola di Stato, dove ci sono degli insegnanti che vogliono inculcare principi che sono il contrario di quelli dei genitori”. Lo ha detto oggi il Presidente Berlusconi per compiacere i Cristiano Riformisti, un minuscolo movimento politico della galassia del Pdl.

Usando queste parole Silvio Berlusconi dimostra di avere un’idea di libertà alquanto singolare. Si potrebbe dire in sintonia con la parodia che ne faceva Corrado Guzzanti: questa è la casa della libertà e facciamo il cazzo che ci pare. Ci piacerebbe invece un Presidente del Consiglio più in sintonia con il pensiero di un compianto intellettuale (peraltro compagno di un parlamentare dello stesso partito del Premier) che spiegava mirabilmente: “la libertà non è uno spazio libero”, “la libertà non è star sopra un albero”.

Ma soprattutto, usando queste parole, Silvio Berlusconi dimostra di non conoscere la Costituzione, peraltro assai liberale per quel che concerne la libertà di insegnamento e di educazione. La nostra Costituzione stabilisce ad esempio che “l’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento”, che “Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione”, che la Repubblica si limita a dettare “le norme generali sull’istruzione”. Ma non solo: l’art. 117 (che indica le competenze dello Stato e delle Regioni) considera l’istruzione materia concorrente, specificando altresì che va esercitata “fatta salva l’autonomia delle istituzioni scolastiche”. In altre parole la Scuola di Stato evocata da Berlusconi non esiste: ci sono scuole di privati ed enti, c’è l’autonomia delle singole scuole, c’è la libertà di insegnamento dei singoli professori, che – come per tutte le categorie – non sono tutti uguali.

Usando queste parole, infine, Berlusconi dimostra una volta di più di non rispettare il lavoro delle centinaia di migliaia di docenti italiani che ogni giorno contribuiscono, al pari delle loro famiglie, all’educazione e all’istruzione dei nostri figli. Non se ne può più di un Presidente che quando parla ai carabinieri vuol fare il carabiniere e quando parla ai cristiani conservatori fa il cristiano conservatore. E soprattutto – crediamo – non lo possono tollerare più cristiani e carabinieri, che assistono continuamente ad un uso strumentale di loro stessi per raccogliere qualche voto in più.iMille.org – Direttore Raoul Minetti

8 Commenti

  1. Ha fatto di peggio e il discorso merita di essere ascoltato nella sua interezza. Ha una visione dell’educazione da pataccaro ignorante.

  2. Massimo Bricchi

    Pataccaro,ignorante e puerilmente strumentale. Aspettando le dichiarazioni della responsabile(?) della scuola pubblica in merito…

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