di Riccardo Spezia.
Il nostro critico musicale ha visto Sanremo per voi e ci ha mandato le migliori pagelle di tutto il web.
Anche il festival di San Remo è finito, ascoltando le canzoni venerdì e sabato, ecco qualche commento sulle dieci canzoni finaliste. Nessun commento su tutto il contorno, su cui troppo ci si sofferma, spesso a sproposito e amplificandone l’importanza. Non è una classifica, ma solo qualche riga su ogni brano conclusa con un voto, che è come un gioco, come le pagelle delle partite di calcio, totalmente soggettivo (come soggettivo è il gusto musicale) per riassumere un personalissimo giudizio su canzoni e prestazioni. Eccole in ordine di apparizione nella finale di sabato.
DAVIDE VAN DE SFROOS
La canzone in dialetto laghée ha grinta, quasi alla Bertoli. Un “canzonettone” gradevole che non ci si aspetta. E poi, parafrasando qualcuno “ascoltate il 90% delle canzoni in inglese senza capire un cazzo, ne potete sentire una in dialetto laghée con lo stesso effetto”. Voto 7.5
ROBERTO VECCHIONI
Una canzone tradizionale da cantautore di una volta (ricorda uno degli ultimi Guccini), grintosa, dolce e nostalgica delle canzoni impegnate. Molto testo con la musica che gli gira intorno. Non sono convinto della scelta di suonare con la PFM il venerdì che ha reso l’intervento al festival di Vecchioni ancora più da e per vecchi e ingarbugliato una canzone lineare. L’interpretazione del sabato è invece perfetta, senza sbavature ma piena di passione, da grande uomo di canzoni. Vince rispettando i pronostici meritatamente. Ultima prova per distinguere un vero cantante: quando deve rifarla dopo la vittoria nessun musicista lo segue all’inizio, lui avanza da solo, intonato e l’orchestra lo riprende. Sembra assurdo doverlo sottolineare ma non so quanti dei cantanti in lizza sarebbero stati in grado. Voto 8.5
ANNA TATANGELO
Non si capisce perché sia stata ripescata. Inascoltabile la versione del venerdì, migliora sabato anche se nelle strofe la voce rimane spesso imprecisa. Si rifà nel ritornello teso. Una canzone sia abbastanza orecchiabile che meriterebbe un’interpretazione migliore. Voto 4
LUCA BARBAROSSA E RAQUEL DEL ROSARIO
Un ritornello quasi da canzone dell’estate, che va giù placido, tra le strofe cantati dai due separatamente. Il maturo italiano e la giovane straniera, uno stereotipo che si perde lontano nel tempo. Buona interpretazione anche se non sembra un brano del lieve e generalmente più poetico Barbarossa. Voto 6
ALBANO
La solita voce, uguale in tutte le canzoni e che rende uguali tutte le canzoni che ha cantato negli anni. Ascoltando la strofa sabato capisco perché l’abbia fatta recitare da Michele Placido il venerdì. Ottima idea. Peccato che quando lo deve cantare lui traballa tutto troppo. La canzone non resta impressa per altro. Vorrebbe cantare lo sfruttamento e la libertà, con scarso successo. Immeritatamente tra le tre finaliste della notte. Voto 4
LA CRUS
Bella canzone, alternando sapientemente riflessione e ritmo. Atmosfera un po’ noir da grande città, da vecchio cinema di periferia. Si ha la sensazione di qualcosa di già sentito, ma la semplicità, l’immediatezza e l’orecchiabilità sono rare e difficili. Una voce moderna, peccato che le parole talvolta sfuggano nell’interpretazione di sabato. Migliore la versione del venerdì in duetto che ha dato più grinta al brano. Voto 8
GIUSY FERRERI
Voce inconfondibile, incerta nelle strofe, caratteristica quando si deve alzare il volume. Una canzone senza molta consistenza. Dalla “Amy Winehouse italiana” ci si aspettava di più non solo nell’interpretazione ma anche nella scelta del brano. Voto 5
NATHALIE
Meravigliosa. Fonde sonorità e ritmi moderni con una lievità d’altri tempi. Un testo totalmente al servizio della musica come nelle più riuscite tra le canzoni. Dei passaggi melodici inattesi seminati qua e là impreziosiscono un’ottima canzone (forse le uniche pecche sono il salto armonico verso la fine e un troppo soffermarsi sulle parti tirate). Buona l’interpretazione, leggera all’inizio, che diventa poi più piena con qualche graffio appena accennato. Voto 8.5
MODA’ CON EMMA
Sembra una canzone degli anni 60, nei testi, nei ritmi, nella melodia, nella sonorità. Una bella strofa melodica che sembra passata di moda in questo festival. Peccato che la strofa è “tirata” come tante (troppe) altre canzoni. Piacevolmente retrò, arriverà, sorriderà … riderà cantava qualcuno 45 anni fa. Interpretazione impeccabile. Voto 8.5
LUCA MADONIA con FRANCO BATTIATO
Un brano molto alla Battiato sia nella struttura sia nella sonorità (il sintetizzatore dell’inizio sembra uscito da La Voce del Padrone) anche se parole e musica sono di Madonia. Una perla l’intervento di Carmen Consoli venerdì, che riesce ad infondere una carica e un’energia che gioverebbero alla canzone anche in futuro. Non impeccabile Madonia sabato. Voto 7iMille.org – Direttore Raoul Minetti






Che devo dire, a parte il grande Roberto (e il nodo in gola inestricabile sulle cose che ha detto a Daria sua moglie) a me è piaciuta molto la canzone di Giusy Ferreri. E Max Pezzali, perché questa cosa del “secondo tempo” mi ha dato parecchio da pensare…
E’ il bello del gioco, ognuno ha i suoi gusti! Il brano di Max Pezzali non l’ho considerato qui perché non ha cantato alla finale di sabato.