di Emicio Picariello (per ilpolitico.it)
Abbiamo già avuto modo di discutere della condizione di una delle categorie piú deboli della nostra società, quella dei precari. C’è da dire che nulla si sta facendo ancora per recuperare il gap sociale che li emargina dalla società dei diritti, ma – magra consolazione – almeno quando ne parli le persone scuotono la testa accondiscendenti e non ti guardano come se fossi un alieno.
Quando invece tocchi la questione dei diritti civili si alza una salva di diffidenza. La prima obiezione è che ci sono ben altri problemi. È un “non-argomento”. Ci sarà sempre “ben altro”. La fame nel mondo è ben altro dal precariato che è ben altro da Pomigliano che è ben altro dalla crisi economica globale e così via. Solo che il dolore personale non si misura e non si confronta. Una forza politica può stabilire delle prioritá, è vero, ma nessuno può considerare i diritti – quelli degli altri – come qualcosa che si può rimandare o negoziare.
È lo stesso problema che riguarda il precariato. Lo stesso: ci sono delle persone deboli che hanno bisogno di leggi che le tutelino. Ci interessa oppure no?
Uno degli errori peggiori che si commettono e si continuano a commettere è quello di considerare la richiesta degli omosessuali di avere parità di diritti rispetto a tutti gli altri cittadini – sposarsi, adottare, assistere il partner in ospedale – come una sorta di vezzo, una richiesta da vagliare, da prendere in considerazione, che si puó accettare o meno. Questo è un errore di proporzioni galattiche che un partito Democratico non può commettere né accettare.
Se ci pensate con serenità è lampante: accettereste una qualunque limitazione ai vostri diritti solo per una caratteristica specifica che possedete?
Se i biondi non si potessero sposare, considereremmo la questione “ben altro”? Accetteremmo senza batter ciglio la situazione sostenendo che ci sono altri problemi da risolvere? I diritti di chi non li ha sono sempre una priorità. È una questione di civiltà.
E sì, dovremmo fare una battaglia anche per consentire alle coppie omosessuali di adottare. Anche in questo caso una coppia omosessuale ha le stesse caratteristiche di una coppia sterile ma non gli stessi diritti. Non ha il diritto di essere valutata come capace o meno di crescere un figlio. È giudicata incapace a priori. La cosa gravissima di questa situazione è che le vittime non sono solo le coppie che vedono negarsi un diritto non per questioni di merito ma per pregiudizio – proprio, giudicare persone senza valutazione personale ma per la mera appartenenza a una categoria si chiama pregiudizio – ma anche tutti i bambini che potrebbero avere una famiglia benestante – benestante, sì, le statistiche dicono questo – e che invece rimangono nelle strutture.
Bene, il Pd ha a cuore questi argomenti e non farà un passo indietro. Perché sta dalla parte dei più deboli.
iMille.org – Direttore Raoul Minetti





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