Scriviamo insieme un nuovo pezzo di storia

di Pietro Raffa

Il periodo politico, si sa, è quello che è. La maggioranza da ora in poi vivacchierà, i progetti di grandi riforme sono oramai irrealizzabili. Crescono quotidianamente il numero di transfughi (88 parlamentari, 68 deputati e 20 senatori dall’inizio della legislatura), il numero di scandali e di conseguenza il livello di sfiducia nei confronti di questa classe politica. Il Paese non ce la fa, non è in grado di reggere questo tipo di situazione. E ci mancherebbe, dopo decenni sotto sforzo. Che dico, sotto tortura. L’illusione del grande capo venuto a risolvere i nostri problemi è rimasta tale. Il sogno è svanito e ci stiamo risvegliando, 16 anni dopo, più stanchi della sera prima.

Occorre aprire una pagina nuova. Bisogna avere coraggio, collaborare intensamente mettendosi a totale disposizione dell’altro, accantonare le antipatie nei confronti dei nostri compagni di viaggio, far capire al nostro orgoglio che è arrivato il momento di farsi da parte. Marciare uniti, compatti. Per strada, in rete, sugli autobus, sulle panchine, nelle università, al bar, nelle piazze, tramite la radio, i giornali, ovunque, insomma, occorre parlare, spiegare, riuscire a spostare l’asse culturale di questo paese. Ognuno, nel proprio piccolo, deve sentirsi parte di una missione. Il Partito Democratico, in tutto ciò, deve dare l’esempio, indirizzare verso la giusta via. Mostrare determinazione e concretezza, puntare su pochi punti (quattro, massimo cinque) e illustrarli in maniera chiara in modo da rendere la vita facile a chi, durante il giorno, è protagonista di questa missione. Deve divenire un partito realmente aperto, che riesca ad attrarre tutte quelle forze che nel Paese desiderano realmente il cambiamento. Al passo con i tempi su questioni come ambiente, lavoro, innovazione tecnologica, diritti civili. Deve rendere l’Italia un Paese per giovani. Teniamo a mente tutto ciò, qualsiasi cosa accada fino alle prossime votazioni. Non basiamoci sulle scelte dei nostri avversari: l’abbiamo fatto per troppo tempo. Diamoci da fare, iniziando a scommettere su noi stessi. Costruiamo realmente l’alternativa. Scriviamo insieme questo nuovo pezzo di storia.iMille.org – Direttore Raoul Minetti

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4 Commenti

  1. Gabriele Boccaccini

    Giustissimo. Basta con lo svegliarsi ogni mattina a criticare l’ultima battutaccia di Berlusconi e a fare l’ennesimo girotondo conto il grande capo (con l’unico risultato di rafforzare il suo ego, riponendolo ogni giorno al centro dell’attenzione generale). Ricominciamo invece a fare politica, a indicare gli obiettivi che vogliamo raggiungere, invece di nascondere il capo sotto la sabbia. Quali sono gli obiettivi del PD su economia, scuola, immigrazione, giustizia, sicurezza, diritti civili? Nessuno lo sa (se non una vaga e perdente nozione di difesa delo status quo). Sappiamo cosa vuole Berlusconi, sappiamo cosa vuole la Lega e ora sappiamo cosa vuole Fini. Ma cosa vuole il PD nessun lo sa. E’ un partito che naviga senza bussola. Forse qualcuno dovrebbe cominciare a idenficare la direzione su cui indirizzarci e si dovrebbe cominciare a discutere (e anche a dividerci) sulle cose da fare e non sulla nostra opinione su questo o quel dirigente o sulle alleanza (teoriche) con questo o quel partito. Un partito senza un progetto di cambiamento non va da nessuna parte.

  2. Andrea Ballabeni

    Hai perfettamente ragione Gabriele sul fatto che il PD debba offrire un progetto che dia fiducia e magari faccia anche un minimo sognare.
    Ma le due cose, protesta e proposta, possono tranquillamente stare assieme. Anzi, a mio avviso, debbono stare assieme.
    E’ perfettamente giusto che il PD si occupi di offrire un progetto serio, articolato ed alternativo.
    E’ anche pero’ giusto ed utile che ci siano persone che si occupino di continuare a protestare per le tante anomalie di questo Paese (in primis mafia, corruzione e berlusconismo). Non diciamo quindi (ed immagino che questo non sia quello che vuoi dire) che le manifestazioni del popolo viola sono cosa inutile o, ancor peggio, dannosa. Che ci siano girotondi e manifestazioni viola e’ a mio avviso un gran bene per il Paese.
    Ed anche ai livelli piu’ alti della politica (come ad esempio in parlamento) e’ bene che ci siano persone che si occupino di denunciare alcune cose.
    Insomma, cerchiamo di non fare la solita esclusione tra “moderati” e “girotondini”.
    Per prima cosa questa e’ una divisione non reale; il movimento dei girotondi che ho conosciuto io (a partire da quello originale nato nel 2002) e’ fatto in grandissima parte da persone che piu’ serie, oneste, moderate e responsabili non si puo.
    E poi, lo voglio ripetere, penso che se protesta e proposta riuscissero ad andare avanti assieme sarebbe la cosa di gran lunga piu’ auspicabile per migliorare il Paese.

  3. Gabriele Boccaccini

    Sono d’accordo. Non volevo criticare o abolire la protesta e l’indignazione quotidiane (che sono sacrosante). Ma la proposta dov’e'? Se ci limitiamo alla sola protesta saremo sempre perdenti. Il problema e’ che tutti sanno perche’ e contro chi protestiamo, ma nessuno sa che cosa vogliamo.

  4. Gianni

    Le proposte del PD le trovate nella sezione cripticamente chiamate “Proposte” di un luogo assolutamente impensabile come il sito del PD.
    Ne pensano una piu’ del diavolo per metterci in diffcolta, questi vecchi. Maledetto d’Alema.

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