Il successo della Fiom

di Marco Simoni (per l’Unità)

(foto Max Vario: altre foto qua)

Sabato scorso quasi tutta l’opposizione parlamentare a questo governo è sfilata in una manifestazione convocata dalla Fiom, conclusa dal segretario dei metalmeccanici e dal segretario della Cgil. Credo che un’egemonia politica di questo livello i metalmeccanici non la raggiungevano da decenni, arrivando a dare la linea al maggiore sindacato italiano e all’opposizione parlamentare. L’assenza di Bersani è stata un debole segnale di distanza, dato che del Pd era presente Fassina che di quel partito ha la responsabilità della politica economica.

Penso che questo sia il livello massimo di minoritarismo a cui sia arrivata l’opposizione popolare al governo Berlusconi, che è riuscita nell’invidiabile risultato di attribuire al governo la strategia della Fiat e rinchiudersi di fatto in una selva di anacronismi, di nostalgie e di utopie confuse. Quella piazza esprimeva un’opposizione netta – e condivisibile – alla realtà italiana di questi anni, ma esprimeva anche un deficit di comprensione delle cause della crisi italiana, non semplicemente sovrapponibile alla crisi internazionale. Di conseguenza, è una opposizione che non riesce ad articolarsi in una visione compiuta e finisce per essere subalterna a nostalgie forti di un epoca che fu.

Trovo che siano, a questo punto, largamente ingiuste e inutili le critiche al Pd in quanto tale. I ritardi che si scontano hanno una ragione culturale, oltre che politica, e sono talmente profondi che non si possono affrontare con critiche di piccolo cabotaggio. Una parte dei presenti alla manifestazione, criticava pochi anni fa Cofferati che, da segretario Cgil, aveva posizioni molto più avanzate dei metalmeccanici. Ragioni di posizionamento interno determinano le scelte dei singoli, ragioni razionali e legittime nell’assenza di una strategia politica autonoma.

Per chi vi partecipa, venendo da una tradizione di sinistra, una manifestazione colma di persone e di bandiere rosse è motivo istintivo di gioia e conforto. In questa Italia del Tg1 di Minzolini, delle grandi sperequazioni, e del futuro dei giovani intrappolato nella stagnazione economica, riunirsi in una grande piazza, con parole d’ordine come democrazia e lavoro, non può che riempire di senso una giornata. Il lavoro di comunità, politico, organizzativo e sindacale, quello di volontariato, l’impresa privata nei servizi, sono attività che rompendo l’isolamento contribuiscono a costruire un Paese più coeso, aiutano a far comunicare i rivoli separati che caratterizzano in maniera crescente la nostra società. Ma per costruire il futuro, non è sufficiente protestare contro la realtà e la sua incarnazione governativa.iMille.org – Direttore Raoul Minetti

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1 Commento

  1. Io penso che il partito deve prendere un posizione soprattutto in riferimento ad importanti eventi sociali come la manifestazione della Fiom.
    Passare del tempo a pensare se una cosa sia giusta o sbagliata non serve a niente.
    Decidiamo qualcosa una volta per tutte
    Saluti!!

    Ps. date un’occhiata la mio blog

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