di Pietro Raffa
Alberto Statera, su Affari e Finanza, si è occupato di un argomento che mi sta tanto a cuore: Carrocciopoli (© Il Riformista).
Scrive Statera:
«Posti di lavoro per i nostri figli», va declamando in questi giorni Umberto Bossi nei suoi comizi sincopati. Ma posti anche per fratelli, sorelle, mogli, nipoti, cugini, cognati, amanti e, pur se non consanguinei o affini, per padani di fede della prima e dell’ultima ora. Dalla Lombardia al Piemonte, dal Veneto al Friuli, dilaga il modello padano clientela & parentela, che ormai quasi ogni giorno svela un nuovo capitolo, condito di piccoli e grandi abusi sulle risorse pubbliche.
Se n’è parlato parecchio su questo blog. Ma vi assicuro che c’è ancora tantissimo materiale sull’argomento. Ma continuiamo. Statera inizia a stilare un elenco partendo dal caso Trota, passando poi in Regione Piemonte che
trabocca ormai di figli, mariti e mogli e congiunti vari dei nuovi potenti,
attraversando Brescia (qui succede proprio di tutto), per osservare l’indecoroso spettacolo del concorso pubblico con
700 concorrenti, 8 vincitori, di cui 5 signore e signorine di fede leghista: la moglie del vicesindaco di Brescia, la nipote dell’assessore all’Istruzione, due assistenti di un altro assessore, la capogruppo leghista nel consiglio comunale di Concesio,
svoltando a Trieste per ricordarci di Edouard Ballaman, per poi chiudere in bellezza con la questione della sanità in Regione Lombardia. Godetevi quest’ultimo pezzo:
Ma è a Milano che è partita nella sanità regionale la più scientifica operazione clientelare che si ricordi. A fine anno scade il mandato dei 45 direttori sanitari di Asl e aziende ospedaliere. Il Carroccio, forte della crescita elettorale, ne pretende 20 per insidiare il potere formigoniano di Comunione e Liberazione nella ricca sanità lombarda. Luciano Bresciani, medico personale di Bossi e assessore alla Sanità, punta su posizioni chiave, come quella all’ospedale di Brescia, il più grande d’Europa con i suoi 1.400 posti letto. Dati i precedenti, è facile prevedere che per scalare le 20 prestigiose poltrone il principale titolo professionale sarà considerato il grado di parentela con i potenti leghisti locali e nazionali.
Il ministro della Semplificazione Roberto Calderoli, inventore del federalismo alla padana, continua a ripetere che la Lega persegue il modello della Democrazia cristiana bavarese. Ma si è spinto un po’ troppo a nord, visto che in termini di clientela e parentela il modello è indubitabilmente un altro: quello della Democrazia cristiana dorotea.
E tanto altro ancora..iMille.org – Direttore Raoul Minetti






