Alla fine di “In nessun paese” ho messo un post scriptum con 10 cose da fare subito per scrostare via dall’Italia quella patina patriarcale, antiquata e maschilista che secondo me è la vera causa del ritardo culturale del nostro paese in tema di diritti civili. Sono 10 proposte secondo me anche abbastanza semplici ma che, se assunte tutte insieme, rivoluzionerebbero la nostra società modificandola intimamente. Con alcune piccole azioni potremmo affermare in modo definitivo e inequivocabile l’uguaglianza e la pari dignità tra le persone e fare sì che quelli che oggi sono i cittadini di nessun paese tornino a godere pienamente delle loro vite e dei loro diritti.
Le 10 proposte le trovate qui, si possono leggere, discutere e si possono anche sottoscrivere. Mi piacerebbe se provassimo tutti insieme a dimostrare che un’Italia più laica e inclusiva non è solo possibile ma è già qui, tra di noi, fatta di noi, delle nostre vite, dei nostri nomi e cognomi.
iMille.org – Direttore Raoul Minetti





Sottoscrivo la 8 e la 9. Per quanto riguarda le altre, non capisco come un partito progressista possa battersi per la diffusione del matrimonio, una istituzione di ispirazione religiosa che sancisce per legge le necessarie tutele di qualcuno implicitamente dotato di meno diritti o meno opportunita’. Io mi batterei piuttosto per abolirlo per tutti, il matrimonio. Tra l’altro, in un occidente in cui la maggioranza dei bambini nasce in famiglie non convenzionali mi sembra proprio una battaglia culturalmente subalterna.
La 5 e la 10 sembrano tratte dal programma di Sabina Guzzanti – Moana Pozzi, che proponeva di abolire i terremoti, ma non si puo’ pretendere piu’ di tanto, mi rendo conto.
Forse perché dopo il crollo dell’Unione Sovietica i partiti progressisti hanno deciso di lasciare agli individui la libertà di sposarsi o non sposarsi, invece di lasciar decidere per tutti al primo Gianni che passa?
Tutte cose sacro sante, ma quello che contano sono i fatti. Perche’ non avete aperto bocca sullo scempio avvenuto il 20 settembre?