“Siamo tutti stanchi e delusi da un partito che si comporta peggio dell’orchestra del Titanic. Quelli almeno mentre la nave affondava suonavano bene. I nostri orchestrali invece si lanciano addosso gli strumenti l’uno con l’altro e tirano gli spartiti al Direttore. E strumenti e spartiti glieli abbiamo comprati noi.”
E’ la definizione più calzante del Partito Democratico che ho letto finora e, se la parola “libertà” significa ancora qualcosa, vuol dire avere il diritto di dire alle persone ciò che non vogliono ascoltare.
In questo ultimo mese ho letto la lettera di Veltroni e poi quella di Bersani: e mi sono cadute le braccia.
Poi ho letto sull’Unità di Enrico Procopio, 18 anni, iscritto al PD, che si sveglia un’ora in anticipo prima di andare a scuola per volantinare davanti alle fabbriche, per non lasciare soli gli operai che stanno perdendo il lavoro.
E poi…ho conosciuto il nome di Angelo Vassallo, quando lui ormai non c’era più.
Il PD che abito io è questo, era quello di Angelo e che ora è di Enrico che dice: ho 18 anni, sono di sinistra ma non urlo: ragiono, uso il mio ragionamento per confrontarmi con chi mi contrappone opinioni assurde, sbagliate, razziste e le demolisco con parole sensate ma implacabili.
E io lo dico con lui.
In un momento in cui molti sono già pronti a schierarsi, a ridistribuirsi sullo scacchiere, come si dice in gergo, io, noi, in tanti ci rifiutiamo di farlo.
Berlusconi ha fallito e la dirigenza nazionale del PD sta a giocare al piccolo chimico, con le formule e le alchimie delle alleanze.
Scrivo ora per dire nero su bianco BASTA.
Non ce l’avete fatta. Tutti voi, tutti quelli della vostra generazione. E’ ora di basta, non ce l’avete fatta.
Avete tanta esperienza, ma avete anche sbagliato tanto.
Mettete tutto, la vostra esperienza, i vostri errori, la vostra intelligenza, al servizio per una volta tanto degli altri,
ossia del PD, del nostro paese, ma soprattutto di chi ci crede e ci lavora, nell’uno e nell’altro.
Basta, io sto dalla parte del PD.
Di Enrico e di Angelo Vassallo, di chi vuole risposte e di chi cerca di darle.
Vogliamo dare una risposta a Pomigliano e ai precari,
alla scuola sfasciata,
all’Università che non forma più il futuro di questo paese,
alla sanità che fa morire invece di guarire,
alla mobilità monca d’infrastrutture moderne,
alle partite ive strozzate,
agli imprenditori soffocati dalla crisi e a volte anche dalla criminalità organizzata.
“In nome di cosa continuate a sentirvi migliori?”
Eleaonor Roosevelt diceva che “nessuno può farti sentire inferiore senza il tuo consenso”.
Io non ve lo do.iMille.org – Direttore Raoul Minetti







Ringrazio la redazione per avere ristabilito il giusto punto di equilibrio di questo blog: dopo l’ ottimo post di Costa qualcuno avrebbe potuto erronamente credere che qui si discuta di politica.
Logico, per Gianni:
Criticare Veltroni=buono
Criticare Veltroni e D’Alema=non buono
Redazione, adesso non esageriamo pero’…
Da dedicare a Gianni e a tutta quella generazione fine anni ’70 (quella dei D’Alema, Bersani, veltroni, etc.), le parole sono di un certo Enrico Ruggeri, album PUNK, anno 1978, testo della canzone LEADER:
Stamattina c’è un bel collettivo,
io ci vado e mi sento più vivo.
Sto giocando un ruolo vitale,
nella lotta contro il capitale.
Una bella emozione
per fare l’occupazione;
ma di idee io però, non ne ho.
Non importa se nessuno ci vuole,
l’importante è occupare le scuole.
Ciò che conta è sentirsi qualcuno;
è già troppo non esser nessuno.
E per farmi notare
io mi iscrivo a parlare.
Ciò che voglio però, non lo so.
Voglio essere leader,
voglio essere leader,
voglio essere leader,
voglio essere leader.
Ascolta, fai qualcosa nel ruolo che hai
ed un vero compagno sarai,
quando tu parlerai per lottare,
e non solo per farti guardare.
Se ti iscrivi a parlare,
fallo solo per dire
ciò che che conti di fare
per cambiare.
Non vogliamo più leaders,
non vogliamo più leaders,
non vogliamo più leaders,
non vogliamo più leaders.
Grazie, ma questa la cantavano gli autonomi, Io agli autonomi li menavo. Il fatto di non avere vissuto direttamente dei periodi della nostra storia non e’ una buona ragione per non conoscerli: basta studiarli se si e’ in grado.
ahahah “Io gli autonomi li menavo”.
Gianni ti vedo insieme ai giovani comunisti che nel 1977 facevano i cortei innalzando ancora il ritratto di Stalin!
Suvvia a me puoi dirlo: ma ti paga Silvio per dimostrare che i comunisti esistono ancora?
Nel 1977 nessuno alzava il ritratto di Stalin. Tuttalpiu’ quello di Gramsci. E i comunisti esistono ancora, uno si e’ candidato addiritura a guidare il centrosinistra.
Curiosamente ho letto le tue stupidaggini dopo il post di Simoni qui sopra. Io sono certo che giovane eta’ e crassa ignoranza non siano correlate, come il meno che trentenne ma coltissimo Costa ci dimostra da queste pagine, ma devo dire che tu e Cerisoli siete una sfida a questa ovvia e civile considerazione.
Non ci sono piu’ nemmeno i troll di una volta.
A dire il vero c’era qualcuno che alzava i ritratti di Stalin nel ’78, basta vedere i documentari d’epoca.
Sui comunisti che esistono ancora ce ne sono di due tipi: quelli che dicono di esserlo ma credono che i metodi debbano essere diversi (Ferrero, Vendola, etc.). Quelli che si vergognano di esserlo invece, dicono di non esserlo e stanno nel PD sperando di attuare i metodi alla vecchia maniera.
P.S. qualche amico ex-autonomo appena gli ho riferito che qualcuno asserisce che li menava si è messo a ridere ed ha detto: “dobbiamo avergliene date tante in testa che il poveretto ha i ricordi che invertono la realtà”.
Se mi presenti quel tuo amico autonomo possiamo scambiare alcuni ricordi. Anche senza “vedere i documentari d’epoca” (rotfl).
La classificazione dei comunisti che ci proponi e’ quella berlusconiana. Tra le persone di cultura medio bassa ha una diffusione notevole.
Ti sbagli caro Gianni, basta frequentare le assemblee del PD, alcuni si chiedono perchè in questo partito si vota a scrutinio segreto e non ad alazata di mano con un unico candidato alla bulgara
Vorrei essere ironico, ma purtroppo è la verità. C’è scarsa cultura di confronto nel PD, mi dicono che il PCI era meglio dei DS e del PDS che ho conosciuto io, poi sono arrivati quelli degli anni ’70 – ’80, o come li chiama un vecchio partigiano e “rettore” di una casa del popolo delle mie parti “i ladri”.
Scusa, non ho capito.
Egr.Bersani e d’Alema,
Vi chiedo umilmente per favore esupplicandoVi di non uscire più nè in Matrix nè in altre trasmissioni con interventi tipo quello del 29 settembre 2010 di PierLuigi Bersani che conosco da quando svolgeva il ruolo di moderatore nelle assemblee del Liceo-Ginnazio di Piacenza per sedare da una parte i maoisti e dall’altra i fascistelli.
Vi chiedo umilmente per piacere di non fare chiacchierate con categorie che ricordano i catt-comunisti e che discreditano il comunismo ed il marxismo che non conoscete perchè non esistono le categorie della ‘gente’ o di ‘noi in Emilia-Romagna’ …per favore non screditate un pensiero serio con la vostra mancanza di preparazione che non fa che far giuadagnare voti a Berlusconi perchè sostenere ed affermare che vi è stata una compra-vendita di voti o come Franceschini che fa dichiarazioni solo offensive senza dimostrare nulla, è meglio che stiate zitti ed andiate voi a vangare la terra in Emilia. Inoltre i manifesti con la foto di Bersani sono con terminologia da populismo fascista del ‘rimbocchiamoci le mani’…
per favore non sporcate ciò che non conoscete perchè non fate altro che distogliere l’attenzione sui problemi reali e non sapete che fare le marionette da ‘cretini parlamentari’ ben pagati come Bossi che poi dà della ‘Roma ladrona’ o ‘sono porci questi romani’ che sono battute dei nostri tempi delle scuole elementari
Non so se avete capìto l’immagine stupida dei comunisti fascisti che state offrendo, ma non sono tutti scemi come voi credete anzi forse gli scemi siete voi Bersani e D’Alema.
Scusate dr.Luigi Freschi e fate quello che vi ho detto perchè io non parlo per niente.