Non c’è niente da fare. Non ne imbroccano una manco a sperarci.
Il PD andrà via dall’aula quando si voterà la Finanziaria dei tagli, monterà sugli autobus, e i loro parlamentari verranno a L’Aquila.
Ora.
Perché L’Aquila val bene come esempio di quello che non va dell’azione di Governo, che è solo narrazione. Che è solo forma e mai sostanza, e forma adulterata dalle compiacenze minzoliniane.
Fin qui sarebbe tutto bene. Se non fosse che quest’atto politico ha il sapore di colui che per far dispetto alla moglie, si evira sulla pubblica piazza.
In questo gesto c’è tutta la dimostrazione dell’incapacità politica di imporsi sulle ragioni dei tagli. Sì, ricorreranno alla fiducia; sì, la otterrebbero anche nonostante il voto contrario delle opposizioni. Ma quel voto contrario va dato, perbacco!
Deve essere esplicito il dissenso, e va esplicitato in quella sede. Altrimenti cosa ci stanno a fare.
Prendono i pullman e vengono qui. A vedere le nostre macerie, che finora troppo pochi tra loro hanno voluto vedere e raccontare. Per le quali troppo pochi di loro si sono voluti concretamente impegnare.
Sembra quasi che oggi, il fatto che quelle macerie esistano rappresenti un bene per il PD, che delle altre macerie del Paese non sa parlare. Che non le sa descrivere,interpretare e combattere; e quindi, meglio andare dove non occorrono parole, nemmeno le loro, per raccontare.
Verranno qui, e usufruiranno di una scenografia che nessuno ha cambiato, e che pure in quest’anno e mezzo avrebbe potuto essere diversa.
Fino a qualche anno fa avrei battuto le mani a chi chiedeva loro di dire “qualcosa di sinistra”.
Oggi, nella loro caduta a picco c’è da chiedergli che facciano qualcosa di sensato.
A L’Aquila non si viene per protesta politica contro il Governo.
A L’Aquila si viene in silenzio per capire. Per chiedere cosa fare, per avere un’idea.
Per tornare con quell’idea in parlamento e cercare in ogni modo possibile che quell’idea, la nostra, aquilana, di ricostruzione venga votata, approvata.
Così che partano i cantieri, ci si ridia futuro. Che si ricostruisca e scompaia la triste scenografia di cui lunedì o martedì il PD beneficerà per la sua ridicola ed offensiva protesta.
Altrimenti, se di tutto questo non sono capaci, giacché escono dal Parlamento, prendano gli autobus per tornare a casa. E restarci.



















C’è un problema di tempismo diciamo. Forse il PD prima dovrebbe essere presente in aula per difendere e spiegare la propria visione. Poi una volta votato prendere il bus ad andare a L’Aquila
Il viaggio è un gesto importante e con una forte carica simbolica, non possiamo negarlo, ma non deve essere né un Aventino né deve ridursi ad una pura operazione di immagine.
Le mie riflessioni, infatti scaturiscono da più d’una osservazione; la prima è che non votano la sfiducia a questo Governo.
La seconda è che BEN 64 di loro erano assenti allorquando di doveva votare un emendamento presentato dall’On. Lolli (aquilano del PD) all’articolo 39 della Finanziaria. Emendamento, che non è passato per soli 11 voti, e che avrebbe consentito una speranza alla ricostruzione della mia città.
Per quanto mi riguarda, altro che Aventino, e altro che carica simbolica! Con i simboli non si ricostruisce nulla, e nemmeno la faccia del PD.
Federico siamo d’accordo sul fatto che si debba essere presenti in aula e che se si contesta lo sfacelo governativo a L’Aquila, bisogna farlo in maniera costruttiva offrendo una visione alternativa. Nn basta abbandonare l’aula, non basta lamentare il malgoverno, non basta indicare lo stato pietoso in cui, un anno dopo, giace il centro de L’Aquila. Bisogna offrire un’alternativa concreta e difenderla. Per esempio proponendo un dialogo stutturato con gli aquilani (completamente esclusi dall gestione bulgara di Bertolaso) e da lì ripartire.
Quanto alla carica simbolica invece siamo in disaccordo. I simboli servono eccome no Federico. Ma non da soli!. Servono se si appoggiano su dei fatti, delle azioni concrete. Altrimenti diventano marketing puro: una conchiglia vuota, una foglia di fico, dietro la quale si nasconde ben poco.