L’alternative vote in Gran Bretagna?

di Pietro Raffa

All’indomani delle elezioni tenutesi in Gran Bretagna scrissi che avrei preso per pazzo Cameron se, pur di riuscire a formare il governo, avesse concesso ai libdem un referendum sul sistema elettorale. Ebbene: il referendum si terrà il prossimo 5 maggio. Sul piatto ci sarà la possibilità di introdurre il cosiddetto sistema AV (Alternative Vote), già proposto in UK nel 1998 dalla Commissione Jenkins, sistema peraltro utilizzato in Australia per l’elezione della Camera Bassa e in Irlanda per quella del Presidente. Come funziona? Il sistema è utilizzato per eleggere i rappresentanti in collegi uninominali. Ogni collegio elegge dunque un solo candidato e, di conseguenza, ogni lista presenterà un solo candidato per collegio. Rispetto al maggioritario a turno unico tradizionale, l’elettore deve classificare i candidati in ordine di preferenza, pena l’annullamento della scheda, anche se esistono casi in cui questa scelta viene demandata all’elettore stesso (nel caso dell’elezione della Camera Bassa delle Fiji, ad esempio).

Supponiamo di trovarci in una situazione come la seguente:

Bianco 3
Azzurro 2
Verde 4
Rosso 1
Giallo 5

L’elettore ha assegnato il numero 1 al candidato Rosso, che è dunque il suo candidato preferito; il numero 2 all’Azzurro, che costituisce la sua seconda scelta e così via, in ordine decrescente, con il Bianco (3), il Verde (4) e il Giallo (5). Viene eletto chi riceve la maggioranza assoluta di prime preferenze (50% + 1 dei consensi). Se, dopo il computo delle prime preferenze, nessun candidato ha superato il 50% dei consensi, si procede con l’eliminazione dell’ultimo candidato (quello con il minor numero di prime preferenze, per intenderci, in questo caso il Giallo) e le seconde preferenze da lui ottenute vengono redistribuite sugli altri candidati. Se la redistribuzione delle seconde preferenze dell’ultimo candidato sui candidati rimasti in gioco non sarà sufficiente per permettere al candidato che ha ottenuto il maggior numero di prime preferenze (il Rosso) di ottenere la maggioranza assoluta, allora si procederà con la redistribuzione delle sue (del Giallo) terze preferenze sui candidati rimasti in lizza. Qualora non fosse ancora sufficiente verranno redistribuite le sue quarte preferenze e così via. Se, terminate tutte le preferenze del candidato eliminato nessun candidato avrà superato il 50% dei consensi, allora si procederà con l’eliminazione del penultimo candidato (il Verde) e alla redistribuzione delle sue preferenze (le seconde, le terze e così via). Se necessario, si procederà con l’eliminazione del terzultimo candidato, del quartultimo e via discorrendo, fino a quando un candidato, come ho spiegato prima, non otterrà la maggioranza assoluta dei consensi e dunque verrà eletto.
Detto questo, Cameron ha fatto sapere, com’era prevedibile, che farà campagna per il “no”. È stata comunque un’occasione per saperne di più su questo particolare marchingegno elettorale.iMille.org – Direttore Raoul Minetti

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3 Commenti

  1. gio

    che non è niente male come sistema, piu’ semplice del turno doppio, ma con la stessa filosofia di fondo. L’importante é non essere “obbligati” a dare piu’ preferenze. senno’ se si presentano 15 partiti diventa un casino mica da poco. …

  2. Janila Tankovic

    Ma l’Italia non era il paese in cui durante le campagne elettorali ci preoccupiamo a morte per gli anziani molto anziani che devono vedere bene il simbolo nei manifesti o non capiranno dove tracciare la croce, perché fanno confusione?
    Al mio seggio, alle elezioni amministrative sentii degli anziani lamentarsi con gli scrutatori: “C’è troppa roba, non ci capisco niente!” (per la cronaca: 9 simboli per 3 candidati sindaco)

  3. l’uninominale all’australiana è in assoluto il più complicato e divertente dei sistemi. Forse qualcuno si ricorda che se ne parlava nei primi anni novanta quando si faceva il giro dei vari e diversi sistemi elettorali …

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