40 ISAE per una pagina web

di Raoul Minetti

Sono reduce da un dibattito alla Festa Democratica di Roma sull’abolizione degli enti di ricerca “inutili”, quali l’ISAE e ISPESL. Ci sono stati momenti anche abbastanza drammatici, con ricercatori che testimoniavano la loro totale incertezza sul futuro (al punto da chiedersi se domani ritroveranno il loro ufficio…). Ammetto onestamente che partivo un po’ prevenuto. I ricercatori dei due enti di ricerca sono molto in gamba, ma di fatto questi due enti si sentono poco e non è chiarissimo ad un osservatore esterno quanto nettamente il loro output si differenzi da quello della Banca d’Italia ad esempio (nel caso dell’ISAE). Poi però mi sono andato a documentare un po’ meglio sulle cifre che si risparmierebbero dalla abolizione dei due enti e mi è venuto da ridere. Il totale dei trasferimenti pubblici all’ISAE ammonta a 10 milioni di euro, ma l’ abolizione dell’ente prevede il ricollocamento dei ricercatori dell’ISAE in altri centri di ricerca. Di fatto il risparmio per lo stato sarà quindi meno di 200 mila euro (circa 137 mila euro secondo fonti sindacali), cioè la somma degli stipendi del Presidente, del Cda e dei revisori dei conti. Il pensiero mi è corso agli 8 milioni di euro che e’ costato Italia.it il, portale internet voluto da Michela Vittoria Brambilla per promuovere l’Italia nel mondo via web, e che stato impietosamente stroncato dai quotidiani di mezza Italia (si veda qui una recensione de il Fatto Quotidiano) . Come dire, il governo dovrebbe abolire l’ISAE 40 volte per finanziare la pagina web del ministro Brambilla. Mi viene il dubbio che abolire l’ISAE non fosse esattamente una priorità. iMille.org – Direttore Raoul Minetti

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28 Commenti

  1. Antonio

    La differenza, caro Minetti, non sta tanto negli stipendi quando nel rendimento. Qualora i ricercatori fossero spostati da ISEA – ente scarsamente utile, come ravvisa lei – ad un altro ente bisognoso di personale, a parita’ di salario di avrebbe un incremento del rendimento per lo stato. Pensa che sia poco?

  2. Mi sembra ci sia un problema di credibilità e di strategia. Obiettivamente,è probabile che nel corso del tempo si siano affastellati enti con competenze fra loro sovrapposte, in certi casi nati con le migliori intenzioni (l’ISAE, se non erro, è figlio dell’ISCO, che era nato come braccio operativo dell’allora ministero del bilancio e programmazione, il ministero “migliore” del primo centro sinistra). E quindi sarebbe giusto razionalizzare.
    Tuttavia, quello che rende poco credibili le proposte di taglio e accorpamento fatte dal governo è proprio la casualità e non organicità, ed anche l’atteggiamento ondivago in fatto di politica degli enti di ricerca. Ad esempio:
    1) si confonde l’ISPELS con un’istituto assicurativo (INAIL) rendendo impossibile conservare cospicui finanziamenti alla ricerca europei: un risparmio apparente può addirittura risolversi quindi in una maggiore spesa
    2) si fa “avanti e indietro” con l’INAF (vedi qui per i gustosi dettagli)

    …e forse forse, l’Isae lo vogliono chiudere perché Tremonti vorrebbe metter mano alla bella palazzina di Piazza Indipendenza….

  3. Francesco Cerisoli

    Occhio, Raoul, a non diventare l’ennesimo evocatore del mitico Ben Altro.
    Un risparmio di 200k euro sara’ poco, ma sempre risparmio e’.
    Bisogna, in aggiunta al dato economico, interrogarsi su due aspetti che non hai toccato: cancellare l’ISAE e trasferirne ricercatori e funzioni al CNR o al Ministero dell’Economia che impatto ha sull’autonomia dei ricercatori? Se le ricerche ISAE hanno un valore per le istituzioni, quanto e’ necessario che vengano condotte in maniera indipendente dal contesto politico del momento?
    Altra cosa: che ne e’ dei precari degli enti soppressi? Ricercatori, tecnici ed amministrativi strutturati vengono “passati” ad un altro ente, ma i precari dove vanno a finire?

  4. Moreno Puiatti

    Antonio ha centrato il senso della cosa.

    La visione che si ha esternamente è che i ricercatori di certi istituti siano interessati alla unicamente loro ricerca, il problema è anche l’utilità sociale della ricerca stessa.

    In sintesi: mi occupo della mia materia, mi faccio i “cavoli” miei, occupandomi dell’analisi di un dato marginale che nessuno studia tranne me.

    A volte la ricerca di Stato “indipendente” è questo.

    Ovvio che di fronte a Berlusconi al governo si può obiettare che la ricerca sotto un ministero possa fornire “dati di regime”, ma questo non esula dal fatto che c’è tanta ricerca improduttiva e un riordino fa bene.

    Attenzione anche ad altre affermazioni: non è che mantenendo l’ente i precari siano salvi (se sono precari, basta il taglio al finanziamento pur mantenendo in vita l’ente per metterli alla porta).

    Temo che i precari siano la foglia di fico usata dai baroni per mantenere la poltrona di direttore dell’ente.

    Razionalizzando con un unico direttore di un super-ente diviso in vari dipartimenti, perchè dovrebbero protestare i ricercatori se si garantisce loro il posto? FOrse solo per solidarietà col vecchio direttore che li ha raccomandati?

  5. Francesco Cerisoli

    Moreno
    Va bene, bisogna selezionare accuratamente prima di finanziare, e valutare, dopo, che si produca ricerca di qualita’. Va bene anche che per i precari e’una vitaccia anche con l’Ente conservato ma definanziato.
    E sono d’accordissimo che dove si puo’ risparmiare su spese inutili, si DEVE, sempre, anche per 10 euro.
    Cosa fa Tremonti? Scrive due righe per dire che l’ISAE e’ abolito e i ricercatori spostati sotto il Ministero dell’Economia. Niente valutazione dei risparmi, niente valutazione della ricerca, nessuna previsione sul personale a tempo determinato, solo due righe (scarse). Va bene che non dobbiamo sempre dargli addosso, povero caro, ma dire che forse il metodo non e’dei piu’ cristallini almeno si puo’?

  6. Definitemi allora “rendimento per lo stato” e “utilità sociale” della ricerca.
    E una volta definita, ditemi come si misura.

    Credo che il problema sia posto in maniera sbagliata.

    Per chiarire queste affermazioni prendo come esempio l’ISAE, ma penso che la discussione sia valida per qualunque ente.

    Nel caso dell’ISAE gli obiettivi dell’ente sono la realizzazione di “analisi e ricerche che abbiano il fine precipuo dell’utilità per le decisioni di politica economica e sociale del Governo, del Parlamento e delle Pubbliche Amministrazioni” (dal sito ISAE).

    La domanda alla base di tutto è: questi obiettivi sono richiesti dalla società, dallo stato o dalla comunità? La risposta a questa domanda può essere solo politica.
    Supponiamo che la risposta (non scontata…) sia sì.

    Le domande successive diventano:
    - l’ISAE ha raggiunto questi obiettivi?
    - esistono altri enti, organismi, in grado di ottenere i medesimi obiettivi?

    La risposta alla prima domanda deve essere scientifica, ovvero si devono valutare i prodotti della ricerca. E questa valutazione la può fare solo un organismo scientifico.

    La seconda domanda, nel caso di risposta affermativa, può giustificare un accorpamento.

    Senza una risposta a queste domande non si possono dare per scontate affermazioni secondo cui accorpare vuol dire aumentare il rendimento, o che la difesa dello status quo sia finalizzato solo al mantenimento di privilegi e egoismi personali o particolari. E senza una risposta a queste domande tutta la discussione rischia di entrare in una inutile e sterile polemica.

  7. Moreno Puiatti

    Attenzione nel mio intervento:

    1) Ho scritto “La visione che si ha esternamente è che …” parlavo di percezione dell’opinione pubblica, non solo berlusconiana.

    2) Non ho citato l’ISAE volutamente prorpio perchè non sono in grado di dire se l’ente sia inutile o meno. Accorpabile probabilmente sì. Trasformarlo in una divisione non ne minerebbe le finalità in linea di principio.

    3) Anche quando parlavo delle raccomandazioni, non era riferito all’ISAE, ma a casi di nepotismo o peggio (fidanzate, amanti, mogli di baroni di enti ed università poi passati alla politica anche col centro-sinistra ne ho viste a iosa).

  8. raoul

    Ho appena parlato con uno stimato economista (sono ad un workshop) che per esempio ha letto con attenzione il rapporto ISAE sul federalismo e mi ha detto che a suo parere e’ ben fatto. Sono quindi d’accordo con il commento di Corrado: l’aspetto cruciale e’ evitare inutili duplicazioni. Per esempio, non ha molto senso che l’ISAE faccia previsioni macroeconomiche che vengono gia’ fatte con strumenti piu’ sofisticati dal Fondo Monetario o la Banca d’Italia. Mentre puo’ avere senso che l’ISAE ad esempio si occupi di tematiche non coperte da altri istituti, come ad esempio i problemi del federalismo. Un piano di razionalizzazione serio avrebbe credo approcciato il problema in questi termini piuttosto che sbandierare un presunto risparmio per lo stato, che in realta’ si rivela appunto una cifra totalmente ridicola.

  9. Dipendente ISAE

    Qualche precisazione sull’ISAE. La cifra di 135mila euro relativa ai risparmi scaturenti dalla soppressine dell’ISAE è di fonte Ministero dell’Economia. Sul sito dell’ISAE sono pubblicate le attività svolte ed esse sono anche sottoposte a processi di valutazione da parte di “esperti esterni”. In proposito, sempre sul sito, si trovano le firme contro la soppressione anche da parte di molti eminenti economisti, anche stranieri. Il loro messaggio è molto chiaro sull’utilità e indipendenza dell’ISAE. Per chi non lo sapesse, poi, l’ISAE è stato scelto proprio per la sua competenza e indipendenza per stabilire un indice dei prezzi che forma la base degli aumenti salariali di tutti i dipendenti sia pubblici che privati. Competenza e indipendenza sono state individuate sia da (questo) Governo che dalle parti sociali. Un (raro) caso di convergenza. Invito tutti ad informarsi: queste (e molte altre) sono cose facilmente disponibili in Rete. Si evitano così giudizi affrettati e faziosi. Ecco perchè qui all’ISAE rilasciamo analisi e studi molto ben ponderati.

  10. raoul

    Grazie dell’intervento. Anzi se vuoi espandere leggermente questo commento e scrivere un piccolo post per noi sei il benvenuto. Spiegando perche’ non ha senso abolire l’ISAE e l’utilita’ dell’ISAE.

  11. Dipendente ISAE

    Colgo la sollecitazione di Raoul giusto per un’ultima precisazione proprio su una sua affermazione che, sinceramente, è molto stonata rispetto ad altre sue considerazioni. Mi riferisco a: “non ha molto senso che l’ISAE faccia previsioni macroeconomiche che vengono gia’ fatte con strumenti piu’ sofisticati dal Fondo Monetario o la Banca d’Italia.”. Dove hai letto o sentito dire che l’FMI o Bankitalia usano strumenti previsivi piu’ sofisticati di quelli dell’ISAE? Qui all’ISAE pubblichiamo le nostre ricerche su riviste anche “top” e siamo membri piuttosto attivi della comunità scientifica. Tutto ciò nonostante che buona parte del nostro tempo sia impiegato in attività istituzionali difficilmente tramutabili in pubblicazioni su riviste scientifiche internazionali. Ripeto ancora una volta e a tutti: navigate sul nostro sito e certamente vi sarà chiaro perchè sopprimendo l’ISAE si distrugge un centro studi indipendente ed apprezzato che ha un “avviamento” ormai decennale (vi lascio l’onere di quantificare la perdita economica per confrontarla coi relativi risparmi). Si osservi, infine, che noi non contestiamo i tagli ai nostri redditi/carriere previsti nella manovra.

  12. Alessandro

    Quando fu abolito l’Enpi si disse che molti ascensori sarebbero precipitati e che gli impianti a pressione sarebbero esplosi. Le mansioni dell’Enpi furono assegnati alla nuova Ispesl (per l’installazione) e alla Asl (per i controlli) (altri enti inutili). Dal 2001 queste mansioni di controllo sono state affidate ai privati ma le previste sciagure non si sono avverate e negli ultimi 6 anni i morti sul lavoro e incidenti impiantistici sono diminuiti del 30 %. Per quanto riguarda l’ISAE penso che la l’unica risposta la darà il tempo: tra due o tre anni verificheremo se i rischi e le tragedie costituzionali paventate si saranno avverate… Anche perchè stabilire scientificamente l’utilità di un Ente di ricerca così particolare in modo esatto e previsionale credo sia impossibile. Inoltre non bisogna confondere la ricerca con il monitoraggio: la ricerca fallisce per definizione il 99% degli obiettivi e risulta quindi “inutile” ma spesso necessaria per lo sviluppo dell’umanià; il monitoraggio è solo una raccolta e una elaborazione più o meno statistica di dati che però può fare chiunque! L’ISAE fà ricerca o monitoraggio?

  13. Dipendente ISAE

    Rispondo ad Alessandro. L’ISAE non è un “ente inutile” se è questo quello che intendi. Non siamo mai stati in alcuna lista degli enti inutili. E nemmeno chi ci vuole chiudere lo fa perchè siamo inutili, ma solo per “razionalizzarci” salvando però le nostre funzioni (che anche per essi, quindi, sono utili). L’ISAE fa ricerca e non monitoraggio nel senso che dici tu. Però, oltre alla ricerca scientifica, abbiamo un ruolo istituzionale che, nel mondo anglosassone, si chiama fiscal watchdog: facciamo le pulci alle politiche economiche. Quando dici “Per quanto riguarda l’ISAE penso che la l’unica risposta la darà il tempo: tra due o tre anni verificheremo se i rischi e le tragedie costituzionali paventate si saranno avverate…” poni la questione in modo errato: anche senza tragedie, la mancanza dell’ISAE si concretizzerà nella perdita di un “grillo parlante” che dà consigli scientificamente fondati (ma ovviamente non vincolanti) per migliorare la qualità dell’intervento dello Stato nelle decisioni economiche. Di consigli, in questi anni, ce ne hanno chiesti molti (e ce ne hanno chiesti fino a poche settimane fa). In Grecia, la crisi è scaturita dal fatto che hanno potuto mentire sui loro conti. Non credo che in Italia ciò possa accadere, ma in Inghilterra la prima cosa che ha fatto il nuovo governo è stata quella di ripristinare il fiscal watchdog poichè governo e opposizione si stanno scambiando accuse su chi ha fatto il “buco di bilancio”. Forse qualcuno ricorderà che anche in Italia ci sono state querelle simili. Ogni Paese civile ha il suo ISAE: siamo utili o è un caso di illusione a livello mondiale? Insomma, tragedie no; minore trasparenza e informazione sì. Per tutto il resto: http://www.isae.it

  14. Alessandro

    Rispondo al dipendente ISAE: mi elenchi i paesi europei o extraeuropei (che definisci civili) che hanno la loro ISAE? Fino ad ora ho sentito solo parlare dell’Inghilterra…ma in Francia, in Germania, negli USA cosa avviene? Scusa ma veramente non lo so.
    Poi non volevo alludere che l’Isae fosse inutile ma solo chiedermi se una sua ricollocazione in altri enti di ricerca avesse comportato un qualche danno o disservizio alla comunità italica.
    Anche perchè non esiste ente che non protesti o gridi al complotto allorchè sottoposto anche solo a valutazione di ristrutturazione o ricollocazione; si pensi alle Provincie sotto i 160 mila abitanti o ai prefetti (strutture di memoria napoleoica istituite nel 1806) e all’ultima manifestazione di Bergamo dell’Ispraf.
    Qui non si giudica inutile il lavoro delle persone ma l’opportunità di razionalizzarlo e di renderlo più efficiente o di mantenerlo al livello attuale con costi di spesa minori (i nostri..).Poi se questo mercato ha una grande domanda potrebbe essere privatizato come successo per molti servizi dell’Enpi adesso Ispesl / Arpa e in fase di eliminazione e dei quali nessuno ne sente la mancanza (lavoro nel settore della prevenzione e parlo su questo per esperienza personale).
    Scusa ma cerca di convincermi.

  15. raoul

    Dipendente ISAE, ma perche’ non scrivi per noi un post anche breve, cosi’ riusciamo ad articolare un dibattito in modo piu’ efficace? Guarda, se vuoi tenere l’anonimato

  16. raoul

    intendevo: se vuoi puoi tenere l’anonimato

  17. Dipendente ISAE

    Ad Alessandro. In Germania c’è il DIW, negli USA il CBO ecc. Più in generale, molti organismi internazionali (OCSE, Commissione europea…) hanno invitato i loro stati membri che ne sono sprovvisti a dotarsi di un “ISAE”.
    Noi non critichiamo la razionalizzazione e non critichiamo il fatto che, come tutti i dipendenti pubblici, ci bloccano stipendi e carriere per tre anni. Però, non ci stanno proponendo una razionalizzazione, ma ci stanno dicendo che il ruolo di fiscal watchdog verrà fatto dal Ministero dell’Economia: non è sospetto/irrazionale che controllore e controllante siano lo stesso Ente? Eppoi, se vogliono razionalizzarci, perchè usano un decreto (come noto da usarsi in casi di urgenza e necessità) e non un disegno di legge che riorganizzi in modo serio e sereno la faccenda? Qui il sospetto è che vogliano porre la “fiducia” in modo da evitare il confronto parlamentare (dove ne uscirebbero delle belle).
    Valutazione? Noi siamo sottoposti a valutazione da parte di “esperti esterni”. Dirò di più, noi chiediamo con forza di venir valutati (quante volte ho detto di andare a vedere il nostro sito!!). E invece cosa fanno? Ci sopprimono sbandierando i (pochi) risparmi e tralasciando i (molti) costi legati alla soppressione dell’ISAE. Non è sospetto/irrazionale che si parli solo di quanto si risparmia e non di quanto si perde?
    Privatizzarci? Visto che il mio stipendio aumenterebbe di molto, sarei tentato di dire: magari! Comunque è ovvio che le materie di cui ci occupiamo non possono che essere fatte da enti super partes. Ho già scritto, ad esempio, che l’ISAE calcola l’indice dei prezzi che è la base per gli aumenti degli stipendi di milioni di dipendenti (quindi, forse, anche del tuo): vorresti veramente che a stabilirlo fosse un ente privato? Non è meglio che continui a farlo qualcuno finanziato da tutti i cittadini?
    Possiamo, dunque, confluire in altro Ente di ricerca pubblica? Per noi va bene ma, come detto, noi dobbiamo continuare a fare l’ISAE e ciò non è previsto. E’ invece previsto che dovremo occuparci di altre cose (poichè il fiscal watchdog sarà nel ministero). Tanto per esemplificare, è come se dicessero ad un cardiologo super specializzato che da oggi in poi dovrà occuparsi di malattie infettive. Certo, sempre di medicina si parla, ma si capisce che non si tratta di una razionalizzazione efficiente.
    Concludo: negli ultimi 10 anni l’ISAE è stato sottoposto a numerose razionalizzazioni nel senso che i vari governi ci hanno tagliato il 40% dei fondi. Oggi, ripeto, si sta schiacciando definitivamente il grillo parlante certi che il cittadino medio penserà: “Meno male, qualche fannullone in meno da pagare. E ora tutti al mare…..”

  18. Dipendente ISAE

    A Raoul. Per il post e l’anonimato va bene. Mi dici come procedere? Grazie

  19. Moreno Puiatti

    Una domanda provocatoria al “Dipendente ISAE”, dovremmo ringraziare chi ha proposto di abolirlo per sapere che avevamo un cane da guardia fiscale?

    Chi ha mai sentito un monito dell’ISAE prima dei crolli finanziari degli ultimi anni?

    Mi si dirà che è colpa dei media, che nelle 6000 ricerche pubblicate dall’ISAE in cui c’è tutto ed il contrario di tutto c’erano gli avvertimenti, ma magari anche allora chi di dovere prendeva i dati che conveniva di più prendere.

    Peccato che un cane da guardia che non abbaia è praticamente inutile, forse avrà avuto la museruola, non so, ma davvero la favola dell’indipendenza di un ente pubblico è come la verginità di una pornostar in Italia.

  20. raoul

    Mandalo a me al mio indirizzo raoul.minetti@gmail.com, poi ci penso io

  21. alessandro

    Al dipendente ISAE: ti ringrazio per avermi dato i riferimenti del DIW e del CBO e sono andato su internet dove è pieno di articoli apparsi sui giornali tedeschi e americani rigurado ad annunci previsionali spesso pessimistici sull’economia emanati fin dal 2006. Con tutto il rispetto non ho mai sentito sui Media italiani di notizie economiche fornite dall’ISAE ma solo quelle fornite dall’Istat, dal FMI, da Confindustria, dai Sindacati e dalla associazione dei consumatori. In effetti se non ci fosse stata questa manovra non avrei mai saputo dell’esistenza di ente di nome Isae nonostante ci lavori un mio carissimo amico che però (ma non glielo dite…)ero convinto si occupasse di servizi ed assistenza informatica!
    Si dirà che i media sono pilotati e che si dicono solo i dati del regime ma allora perchè non siete scesi prima in piazza per combattere per la vostra indipendenza (di un ente pubblico??)e per la libertà di informazione sull’economia?

  22. Dipendente ISAE

    Alessandro, con tutto il rispetto, non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. Cerca “ISAE” su Google per gli anni 2006-2009 (giusto per evitare l’anno in cui sei venuto a conoscenza dell’ISAE). Vedrai che nei media italiani ci siamo anche noi e anche noi ci lamentavamo, all’epoca, per l’andamento dell’economia. Ti tralascio di dire che il CBO e il DIW sono molto più grandi e molto più pagati di noi e hanno centri stampa che noi non possiamo permetterci neanche in sogno. Ma anche tu hai tralasciato questi “dettagli” nella tua risposta e quindi siamo pari….

  23. Alessandro

    Al dipendente ISAE: diciamo che ora sono chiare alcune cose:
    1 Non siete indipendenti e agovernativi in quanto dipendete dall’alta direzione del MEF (che sicuramente è legato al governo).
    2 Non fate ricerca ma solo monitoraggio e analisi statistica in quanto il vostro out put consiste in (fonte Vs sito) rapporti di:

    􀂄 analisi macro (previsive e strutturali);
    􀂄 problematiche della finanza pubblica (centrale/locale);
    􀂄 questioni distributive;
    􀂄 situazione economico-politica dell’Unione Europea;
    􀂄 tematiche della regolamentazione pubblica (sistema normativo ed
    efficienza della Pa).
    Ad essi si aggiungono le Inchieste congiunturali che consentono di
    rilevare mensilmente, sulla base di interviste agli operatori, le condizioni della fiducia di consumatori e imprese (nei vari settori e nel territorio), venendo a costituire una indispensabile fonte di informazione che si affianca a quella
    realizzata da altre istituzioni (ed esempio ISTAT).

    Domanda: quale scoperta nel campo delle ricerca economica è stata prodotta dalla vostra attività dal 1999 ad oggi? Tipo teora dei frattali, modelli della teoria dei giochi alla John Forbes Nash, creazione di “nuove” teorie economiche, costruzione di “nuovi” strumenti e modelli economici… pubblicazioni in riviste scientifiche con valenza di scoperta….me ne potresti citare qualcuna?
    Ricerca è ricercare e scoprire qualcosa che non esisteva prima!
    Sviluppo è elaborare ed estendere qualcosa già ricercato e scoperto da qualcun altro
    Elaborare e monitorare sono attività di produzione intellettuale più o meno complessa priva di quella caratteristica di novità tipica della ricerca.
    Attendo tue risposte così da ritenermi veramente convinto.
    Grazie

  24. raoul

    Scusa Alessandro, mi pare tu stia facendo una grossa confusione. Il compito dell’ISAE e’ fare quella che si chiama “ricerca applicata”, non inventare nuove teorie o vincere il premio Nobel. Quella si chiama ricerca fondamentale. Oltretutto i tuoi esempi sono iperbolici. Di John Nash ce ne e’ uno ogni due generazioni, la grandissima parte della ricerca economica anche a livello dei piu’ grandi accademici delle piu’ prestigiose universita’ e’ ricerca che avanza marginalmente la frontiera della conoscenza, senza “scoprire” alcuna nuova teoria fondamentale.

  25. raoul

    Aggiungo: da uno sguardo veloce alle pagine dei ricercatori ISAE mi sembra di vedere che anche l’output “esterno” dei ricercatori ISAE e’ interessante e non di rado pubblicato su rispettabili riviste scientifiche, certamente meglio di decine di professori ordinari nei dipartimenti di economia delle universita’ italiane.

  26. alessandro

    OK OK quella di John Nash era solo una provocazione estrema ma che voleva sottointendere una domanda questa si iperbolica: cosa fa veramente l’ISAE che non faccia o possa fare l’ISTAT (o il CNR o l’Università), se la ricerca è intesa come esercizio applicativo? Sul fatto che i professori ordinari non facciano ricerca è una cosa sicura ed assodata e non fa altro che confermare quanto da me detto!

  27. Dipendente ISAE

    A Moreno Puiatti. OK, supponiamo che l’ISAE venga soppresso poichè non ha previsto la crisi. Per par condicio allora dobbiamo sopprimere tutti i centri studi che, come noi, non hanno previsto tempi e modi della crisi. Ma, visto che ci siamo, allora perchè non sopprimiamo anche gli istituti di geologia che non prevedono i terremoti con congruo preavviso? E perchè non sopprimiamo gli istituti di medicina che non hano previsto lo sviluppo dell’AIDS? Potrei continuare: chi è senza peccato scagli la prima pietra.
    Tornando seri, la scienza economica (e anche l’ISAE) si occupa soprattutto di capire/gestire i fenomeni economici, non di prevederli. E’ vero, la crisi non è stata prevista con congruo preavviso dagli economisti. Però è altrettanto vero che la scienza economica ha consentito di contenerne gli effetti. Ripeto, è un po’ come per i medici che tentano di prevenire/guarire le malattie che, però, non possono essere previste/debellate precisamente/totalmente. Detto ciò, abbiamo due alternative. Sopprimere la Ricerca o finanziarla. Ebbene, la scienza economica ha dimostrato che più si finanzia la Ricerca e più si accorciano i tempi delle nuove scoperte scientifiche (anche la previsione di crisi oggi più difficilmente prevedibili/prevenibili). Sembra una cosa ovvia ma, e concludo con un altro famoso detto, “quando il saggio indica la Luna, l’idiota guarda il dito.”

  28. luigi meucci

    Ieri la Commissione bilancio (mi verrebbe da spiegare “chi era costei?” ai marziani fin qui intervenuti) ha soppresso defitivamente l’ISAE.
    Visto che se ne potrà parlare d’ora in poi al passato, ricordo di sfuggita agli esimi colleghi che si ergono esegeti delle migliori esperienze di applied economics, che anche l’ISPE, nato con l’esperienza della Programmazione economica degli anni ’60, ne era stato l’antenato, insieme al citato ISCO.
    E posso far notare che in Germania non c’é solo il DIW ma gli istituti con questi compiti sono ben sei.
    Non aggiungo altro, stante il tentativo di disinformazione operato qui sopra, del tutto palese.

    Luigi, statistico, e, per necessità, responsabile di tutti i servizi amministrativi ISAE, come delle partnership scientifiche dell’istituto (già alle prese con la sconcertante questione del re-inquadramento del personale nel MEF).

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