Trasparenza pubblica – Un esempio concreto

di Michele Mattioni

In Italia le tasse sono viste come un’appropriazione indebita dei soldi che ogni cittadino guadagna con il sudore della propria schiena da parte del (mostro) Stato. La prima rimostranza è che la pressione fiscale è troppo alta, ovvero che si paga troppo; la seconda è che non è chiaro dove questi soldi finiscano e come vengano spesi. Comunque sia l’opinione corrente a riguardo è più o meno riassumibile come: “è tutto un magna magna”, ci si rassegna e si tira avanti.

La risposta ovviamente è una vera trasparenza dei conti, la quale permetterebbe di discernere tra i bravi amministratori e quelli incapaci, e permetterebbe di capire come i questi soldi vengano spesi.

Alcune domande leggitime potrebbero essere:

- Quanti dei miei soldi vengono utilizzati per pagare lo scuolabus?
- Quanti per i banchi della scuola? Quanti per i mezzi di sevizio del comune?
- Quanti per i salari dei consiglieri e del sindaco?
- Quanti per le consulenze esterne? Fatte da chi? Per che cosa? Con quali risultati?

Queste domande potrebbero avere delle risposte ben precise. Questo ovviamente non risolverebbe il problema dell’evasione fiscale, tuttavia permetterebbe un diverso approccio al pagamento delle tasse ed al famoso controllo della spesa pubblica. Sapere come viene speso ogni € versato allo stato porterebbe ad una maggiore consapevolezza sia da parte dei cittadini, cambiando forse la visione maggioritaria delle tasse da un salasso operato ai loro danni ad un modo per contribuire al funzionamento della struttura sociale, perchè quello è lo scopo delle tasse.

Molti governi si stanno già muovendo in questa direzione. Un esempio concreto è stato dato dalla Gran Bretagna. Ieri, per esempio, è stato lanciato COINS il principale database per il budget del tesoro inglese.

Il sito permette di accedere ai quantitativi di spesa di tutti i funding bodies inglesi (simili alle nostri enti pubblici, che includono i Comuni, fino al dettaglio delle Caserme dei Pompieri e delle Stazioni della Polizia. Per ora è possibile scaricarli come foglio di calcolo a questo indirizzo, tuttavia il team di wheremymoneygoes è già al lavoro per rendere questi dati accessibili e consultabili con un’interfaccia immediata e di facile utilizzo.

Per esempio è già possibile sapere quanto il governo Inglese ha deciso di investire in Education Research nell’anno 2010-2011 (16 milioni di Sterline), utilizzando l’ottima dashboard con dati molto meno dettagliati forniti dal governo inglese in precedenza.

Dietro a questo lavoro c’è stato il supporto e il lavoro fatto dall’OpenKnowledge foundation, che si batte affinché tutti i dati siano utilizzabili liberamente e sia possibile sia riutilizzarli e sia ridistribuirli. Per inciso l’OpenKnowledge foundation non chiede l’utilizzazione libera e la ridistribuzione di solo i dati di natura economica o contabile, ma di tutti i tipi spaziando dalla letteratura a quelli scientifici.

La domanda che mi son posto è se in Italia ci sia un lavoro indirizzato ad ottenere questo tipo di risultato e se qualcuno ci sta già lavorando. In particolare quali sono le posizioni del Ministero del Tesoro, del Governo e quali quelle dei vari Partiti Politici, partendo ovviamente dal Partito Democratico.iMille.org – Direttore Raoul Minetti

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2 Commenti

  1. Se qualcuno ci sta lavorando a un progetto come quello che tu descrivi lo sta facendo molto segretamente. In realtà io credo che nessuno stia lavorando a un progetto del genere in Italia, almeno questa è la mia opinione.
    Tuttò ciò dimostra come in Italia, quanto meno per le problematiche che tu sollevi, siamo distanti anni luce dai paesi anglosassoni.

  2. andros

    Quello che manca in Italia è non solamente una analisi dei costi, ma anche un’analisi del rapporto costi/benefici. Se non spendere 2000 euro ora ti rende impossibile incassare 100.000 euro di progetti europei dopo non si ha un risparmio, ma una perdita.
    Il problema è questa informazione sembra non solamente non disponibile per gli elettori, ma anche non interessante per chi fa la manovra economica, per i parlamentari, organi di informazione, ……

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