La pandemia influenzale e l’irresistibile fascino per le cospirazioni

Andrea Ballabeni

Gli esperti di influenza rispondono alle nuove inconsistenti accuse da parte dei giornalisti del British Medical Journal e del comitato di salute del Parliamentary Assembly of the Council of Europe i quali insinuano che la decisione della World Health Organization (WHO o OMS) di dichiarare una pandemia influenzale sia stata spinta da interessi di profitto. Dopo la pubblicazione delle loro indagini accusatorie, parte dei media ha poi riportato la notizia approssimando, ingigantendo e cercando di far passare il messaggio della grande cospirazione. Un editoriale della rivista Nature chiarisce bene che “nulla potrebbe essere piu’ lontano dalla verita’.
Drammaticamente, sui media la notizia della risposta di Nature e della scienza non ha avuto la stessa copertura della notizia delle presunte pressioni delle case farmaceutiche.

Il solo fatto che i massimi esperti mondiali di salute pubblica e il gruppo editoriale di Nature abbiano criticato con forza le insinuazioni dovrebbe far intuire alcune cose a tutti coloro non in balia delle teorie complottistiche. Sinteticamente, ecco comunque le principali accuse/insinuazioni e relative risposte.

Si accusa la OMS di aver tenuto segreta la composizione dell’ Emergency Committee. La OMS ha dichiarato che la segretezza e’ mantenuta per proteggere il lavoro del comitato dalle pressioni esterne. I membri della commissione, ed eventuali confilitti di interesse, verranno resi pubblici appena la fase pandemica sara’ superata.

Si insinua che la dichiarazione ufficiale di pandemia, avvenuta l’ 11 Giugno 2009, sia stata l’innesco per la stipulazione dei contratti per l’acquisto dei vaccini. Questo e’ falso. Molti paesi, inclusi Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Belgio, Finlandia, Canada, Olanda e Svizzera, hanno ordinato i vaccini ben prima del 11 Giugno 2009. Gli autori delle indagini, incalzati, hanno dovuto ammettere l’inconsistenza di questo punto.

Si accusa la OMS di aver cambiato i criteri di definizione di “pandemia”. La OMS fa notare che i criteri sono stati ridefiniti nel Febbraio 2009, quando la pandemia H1N1 ancora non c’era.

Si accusa la OMS di non aver dichiarato i legami con l’industria di tre autori di un documento del 2004 sulle strategie da adottare in caso di pandemia. Come fa notare Michael Osterholm, direttore del Center for Infectious Disease Research and Policy dell’ universita’ del Minnesota, “i tre autori erano parte di un pannello di 22 scienziati e pensare che i tre abbiano influenzato il lavoro di una commissione cosi’ grande e’ per lo meno naïve”. Da notare tra l’altro che i tre scienziati in questione avevano dichiarato alla OMS, per poter entrare in commissione, i loro conflitti di interessi.

Si accusa la OMS di aver ricevuto consulenza dal European Scientific Working Group of Influenza (ESWI), un gruppo di scienziati esperti in epidemie influenzali, alcuni dei quali con legami a case farmaceutiche. E’ vero che la OMS non abbia esplicitato questi conflitti di interessi nel suo documento ufficiale ma i legami con le case farmaceutiche sono da sempre stati descritti in modo dettagliato sul website della ESWI. Di nuovo, gli autori delle indagini, incalzati, hanno dovuto ammettere che “i legami sono stati dichiarati”.

Al di la dei rapporti con l’industria da parte di alcuni scienziati, al momento non esistono prove che le decisioni della OMS siano state prese perche’ qualcuno voleva fare soldi con la vendita dei vaccini. Il lavorare nell’industria o in collaborazione con l’industria non implica la rinuncia automatica al rigore scientifico in cambio di interessi pecuniari. Di norma e salvo eccezioni, e’ bene ricordarlo, non c’e’ la possibilita’ o la volonta’ di alterare i dati scientifici a fini di lucro personale.

Ci dovrebbe quindi essere uno sforzo da parte delle istituzioni, della politica, degli educatori, di tutte le persone responsabili per sensibilizzare su alcuni punti:

1. Le teoria cospirative a volte hanno qualcosa di vero, molto spesso no. Prima di insinuare, bisognerebbe conoscere in modo approfondito come sono andate le cose. Il rischio di lasciarsi trasportare dal fascino irresistibile della trama oscura e’ tanto piu’ alto quanto meno si conosce quello di cui si sta parlando.

2. Le decisioni di salute pubblica richiedono altissime competenze scientifiche. Dichiarare una pandemia e delineare una strategia di vaccinazione richiede competenze approfondite in diversi settori della biomedicina e occorre sempre formare un pool di esperti in modo da unire queste diverse specificita’.

3. Lo scopo delle vaccinazioni e’ quello di prevenire possibili catastrofi, catastrofi che sono gia’ avvenute nel recente passato e che hanno fatto decine di milioni di morti [http://www.imille.org/2010/01/non-dimentichiamoci-della-scienza/].

4. Nessuno al mondo puo prevedere la portata di una epidemia o di una pandemia. Questo e’ un punto fondamentale da capire. Alcuni usano l’argomento della non gravita’ dell’ ultima pandemia per concludere che tutto sia stato inventato. Questo tipo di ragionamento non ha alcun senso. Gli esperti di salute pubblica hanno infatti il dovere categorico di prendere in considerazione tutti i possibili scenari.

Se non capiamo questi punti, oltre a fare un grande danno alla cultura del metodo scientifico, rischiamo di compromettere la salute della popolazione. Screditare il valore delle campagne di vaccinazione vuol dire complicare il lavoro degli esperti e rischiare la vita di migliaia o milioni di persone.

Marc Lipsitch, uno dei massimi esperti mondiali ed epidemiologo della Harvard School of Public Health dice che le decisioni della OMS sono state giuste e dettate da motivaizoni scientifiche. Lipsitch fa giustamente notare che “e’ ironico che mentre nel Golfo del Messico guardiamo per la seconda volta in cinque anni ai catastrofici risultati della prevenzione seguendo il criterio del best-case scenario (i riferimento sono ai disastri di Katrina e della Deepwater Horizon) ci sia gente che critica la OMS per aver pianificato usando invece il criterio del worst-case scenario. Il compito delle agenzie di salute pubblica e’ proprio quello di misurare i rischi e prendere in considerazione tutti gli scenari”. Per fortuna non si e’ per ora verificato l’eventualita’ peggiore e i morti sono stati, secondo alcune stime, solo qualche decina di migliaia. Il fatto che non si sia per ora verificato lo scenario peggiore non puo pero’ essere usato come prova di un complotto ma solo come prova che fino ad ora siamo stati fortunati. Naturalmente, capire i meccanismi che hanno portato gli scienziati a prendere certe decisioni e’ un diritto ed e’ sempre bene chiedere la massima chiarezza. Se verra’ provato che qualcuno ha agito per propri interessi e non per il bene pubblico, sara’ ovviamente possible giudicare e doveroso prendere provvedimenti. Fino ad ora mancano pero’ prove serie.

Piuttosto, tornando a parlare di scienza, gli esperti pensano che la capacita’ di produzione e distribuzione dei vaccini sia al momento troppo lenta. Se si fosse verificato uno scenario peggiore i danni sarebbero stati ingenti, nonostante le campagne di vaccinazione. Si sta quindi lavorando per far aumentare la capacita’ di produzione e distribuzione dei vaccini per fronteggiare al meglio i prossimi rischi, oltre che per educare al significato delle vaccinazioni ed al rispetto del metodo scientifico.iMille.org – Direttore Raoul Minetti

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3 Commenti

  1. gio

    “Le teoria cospirative a volte hanno qualcosa di vero, molto spesso no. Prima di insinuare, bisognerebbe conoscere in modo approfondito come sono andate le cose. Il rischio di lasciarsi trasportare dal fascino irresistibile della trama oscura e’ tanto piu’ alto quanto meno si conosce quello di cui si sta parlando.”

    se si potesse scolpire nella pietra questa frase…

  2. stavo per dire la stessa cosa di “gio” …

  3. Però non mi sembra che fra i critici delle decisioni dell’OMS, ci fossero solo cospirazionisti ma anche medici, scienziati… Possibile che fossero tutti in malafede? E rimane la questione della differenza fra i vaccini diffusi in Europa e negli USA, su quello un articolo così documentato, mi sembra un poco avaro.

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