di Ivan Scalfarotto (per il Post)
“Sono cresciuto in un mondo in cui essere gay non era accettato, nemmeno da molti dei miei amici, così ho tenuto questo segreto per me per ogni giorno della mia vita”. Sono arrivato a Londra e ho trovato questa storia così inusuale, così fuori dal tempo, così semplice nel suo mettere in crisi i modelli, l’idea di tolleranza e di apertura che questa città rappresenta davanti a tutto il mondo, e figurarsi a chi proviene dall’Italietta nostra.
David Laws ha 45 anni e una carriera brillantissima come investment banker a JPMorgan, una delle principali banche d’affari del pianeta. Nei suoi anni di carriera ha probabilmente accumulato alcuni milioni di sterline di bonus annuali, forse nell’ordine di qualche decina. Giovanissimo, ha lasciato l’alta finanza e si è messo in politica, seguendo la strada più difficile: si candida nei Lib-dem, il partito condannato dal sistema elettorale a non contare una cicca. È dannatamente bravo e preparato – chi gli sta intorno se ne accorge – ma è anche uno tosto, che non scende a compromessi. Così quando George Osborne, responsabile economico dei Tories, gli offre un seggio nel governo ombra, Laws rifiuta senza tanti complimenti: “Non sono conservatore e se avessi fatto politica per fare carriera mi sarei comportato di conseguenza sin dal principio”. Chapeau.
Le elezioni del 2010 però catapultano imprevedibilmente i Lib-dem al primo governo di coalizione dopo un’eternità e David Laws, dopo aver gestito in prima persona le trattative per la formazione del governo per il suo partito, diventa uno dei cinque liberal-democratici con una poltrona da ministro. Viene messo a lavorare proprio con George Osborne (per la cronaca: classe 1971) che diventa Cancelliere dello Scacchiere, il nostro ministro dell’economia; Laws ottiene la poltrona chiave di ministro del Tesoro, l’uomo coi cordoni della borsa in un governo che si dà come principale obiettivo quello di risanare le finanza britanniche e di tagliare severamente la spesa pubblica.
Dopo soltanto qualche settimana, lo scandalo. Il Daily Telegraph, giornale vicino alla destra, porta la prima crisi nel governo Cameron-Clegg rivelando che Laws è gay e che ha passato qualcosa meno di mille sterline al mese (per un totale di meno di quarantamila) al suo compagno James Lundie, come prezzo per l’affitto di una stanza dell’appartamento dove vivevano entrambi, tra il 2004 e il 2009. In sostanza, Laws avrebbe mantenuto la sua residenza nella circoscrizione dove viene eletto deputato e avrebbe chiesto il rimborso dell’affitto della stanza dove viveva durante i suoi soggiorni a Londra: a casa del suo compagno. Si tenga conto che con 900 sterline al mese, utenze incluse, da queste parti non si sarebbe pagato nemmeno qualche giorno in un albergo di qualità media.
A rigore la cosa non avrebbe costituito peraltro una violazione fino al 2006, quando, sulla scia dello scandalo dei rimborsi spese, la Camera dei Comuni ha rivisto le regole: da allora, infatti, non è possibile pagare dei servizi a carico del contribuente quando questi servizi sono forniti non solo da un familiare ma anche da un “partner”, qualcuno con cui cioè si vive “more uxorio”.
In sostanza quello che Laws avrebbe dovuto fare in quel momento sarebbe stato smettere di percepire i rimborsi. Per fare questo, tuttavia, avrebbe dovuto spiegarne il motivo (il padrone di casa era il suo fidanzato) e quindi fare un coming out pubblico dopo anni di segreto. Cosa che anche nell’apertissima Londra, nella città che si direbbe più inclusiva e meno discriminatoria del mondo, non dev’essere evidentemente una cosa che uno – anche uno giovane, ricco, potente e famoso – fa col massimo della semplicità: “Sono cresciuto in un mondo in cui essere gay non era accettato, nemmeno da molti dei miei amici, così ho tenuto questo segreto per me per ogni giorno della mia vita”.
Effettivamente pare che nessuno sapesse. Anche nel minimo abbozzo di difesa, tentato e subito abbandonato, Laws ha tentato di dire che lui e James in realtà non vivevano come coniugi: “Nessun conto corrente cointestato e vite sociali separate”. Il video di meno di tre minuti con cui Laws annuncia le proprie dimissioni è allo stesso tempo di un’enorme, straordinaria dignità e, io trovo, di un’enorme, straordinaria tristezza: come tutta questa storia che racconta di una vita vissuta a metà, nella paura e sotto il peso di una profezia che non poteva che autoavverarsi.
Una storia triste e in cui tutti perdono qualcosa: “Lascio il lavoro per il quale mi pare di essermi preparato per una vita”, e infatti tutti qui a Londra sanno che con David Laws il governo perde la persona migliore per l’incarico delicatissimo che ricopriva. La discriminazione non è solo cattiva, è pure stupida.iMille.org – Direttore Raoul Minetti





Vorrei capire una cosa: Laws non aveva detto di essere omosessuale e per questa sua omissione viene cacciato. Con un giro molto largo, ovvero “convivevi more uxorio con il tuo coniquilino e quindi non avevi diritto al rimborso che hai percepito, pertanto, indebitamente”. Mi restano pero’dei dubbi, che non conoscendo la realta’ UK non riesco a sciogliere.
Per un lib-dem, e per il suo elettorato quindi, l’aver tenuta nascosta la propria omosessualita’ e’ scusabile o no, al di la’ della ricaduta strumentale in questo caso (il rimborso “illecito”)? Senza mettere in dubbio che i motivi per non fare coming out sono e restano del tutto soggettivi, c’e’ un pregiudizio particolare nei lib-dem (e non, per dire, nei laburisti) che possa giustificare diciamo “elettoralmente” il comportamento di Laws? Infine: non e’ che a Laws si rimprovera (sempre premesso che sono anche e soprattutto questioni personali) anche la mancanza di coraggio nel dichiarare la propria omosessualita’? L’immagine di “uno tosto, che non scende a compromessi” non ne viene danneggiata da questa mancanza di chiarezza?
Ovviamente ne parliamo cosi’, da metafisici, perche’ se poi uno trasla una situazione del genere in Italia… vien da piangere…
Hai ragione, ma devi considerare che c’e` chi si e` dimesso per qualche film in pay per view.
Il tanto bistrattato Telegraph non ha rivelato che Laws era gay, ma che aveva una relazione sulla quale aveva fino ad allora taciuto, dicendosi single. In un modo o nell’altro, Laws aveva fatto finire nelle tasche di questo partner del denaro pubblico. Il problema non era tanto nella natura omosessuale della relazione, ma nel fatto che Laws l’aveva tenuta nascosta, mentendo all’elettorato
Io vivo in Inghilterra, seguo la politica inglese e quando ho votato alle elezioni locali ho sempre votato per i Conservatori. In tutta sincerita’, se fossi un parlamentare conservatore, sarei probabilmente un “backbencher” della minoranza di destra. Detto questo, mi e’ dispiaciuto molto sentire delle dimissioni di Laws, le cui dichiarazioni e il piglio mi avevano parechhio intrigato; mi sembrava una persona seria e irresponsabile, e, date le sue esperienza pregresse, la persona giusta al posto giusto. Umanamente, posso capire le ragioni che hanno portato Laws a tacere della sual vita sentimentale, ma se ammiriamo giustamente la morale anglosassone, che non perdona truffatori e bugiardi, se guardiamo con invidia a quel mondo, specie considerando la miseria italiana, non dobbiamo essere severissimi con quelli che ci stanno antipatici e un po’ piu’ accomodanti con chi ci sta simpatico.
I motivi che hanno portato Laws a tacere – un silenzio che in fondo e anche un po’ menzogna – sono umanamente comprensibilissimi, ma e’ giusto chidere piu’ responsabilita’, e in questo caso anche piu’ coraggio, a chi si vuole prendere carico della cosa pubblica. Proprio non riesco a immaginarmi come in Inghilterra l’omossessualita’ possa essere d’ostacolo ad una brillante carriera politica. ANche Peter Mandelson, che ha ricoperto analoghe responsabilita’ economiche nei governi laburisti, e’ omosessuale, e non mi sembra che la questione sia mai stata sollevata per danneggiarlo. Credo addirittura che sarebbe molto piu’ facile il contrario, ovvero una levata di scudi contro personalita’ ritenute conservatrici, come nel caso di Ruth Kelly, ex ministro dell’istruzione, vista con sospetto perche’ membro dell’Opus Dei. Oltretutto David Laws e’ un liberal-democratico, e non mi sembra che le posizioni del suo partito nel campo dei diritti civili siano particolarmente ottuse e retrograde.
Forse Laws e’ stato vittima del dossieraggio del Telegraph, ci sta senz’altro, ma sta di fatto che i fatti di cui e’ stato accusato sono veri, e stonavano decisamente con l’immagine di grande onesta’ e correttezza etica su cui Laws aveva costruito la propria campagna elettorale nelle ultime elezioni, vantandosi di essere uno dei pochi parlamentari a non aver commesso malversazioni delle norme sui rimborsi. Da questo punto di vista, Laws ha senz’altro deluso e tradito il suo elettorato.
Laws ha voluto – umanamente – proteggere la propria riservatezza e quella della persona che ama, ma per farlo ha contravvenuto a una regola fondamentale del gioco politico (almeno per quanto riguarda i paesi seri): quando ci sono di mezzo i denari del cittadino, la riservatezza del politico conta fino a un certo punto.
Quanto al Telegraph, puo; darsi che dia voce a quella “middle England” con casa ( o case) di proprieta’, che vive in provincia e non va matta per la diversita’ caotica di Londra, e che non ha voglia di pagare piu’ tasse per coprire le spalle di quanti – certo pubblico impiego, quangos e enti culturali vari, rifugiati e immigrati, etc. – a torto o a ragione ritenga vivano un po’ sulle loro spalle; un’Inghilterra destrorsa che forse non piace ai lettori di questo blog, ma che esiste e ha diritto di essere rappresentata. Il Telegraph magari ha tenuto il dossier-Laws nel cassetto per mesi, ma se questo e’ il caso, Laws poteva immaginarlo e stare piu’ attento.
Per concludere, non ritengo che questo sia un caso di discriminazione (da chi sarebbe stato discriminato Laws?), ma di debolezza umana, per quanto comprensibile, e spregiudicatissima lotta politica