Il Pd e il silenzio sulla “Padania”

di Giuseppe Veltri

Le recenti affermazioni di Gianfranco Fini sulla Padania hanno squarciato un silenzio che da molto tempo si protraeva, sostituito sinora soltanto dalle nervose prese in giro dell’immaginario e della simbologia leghista da parte della altre forze politiche.

La costruzione della Padania non ha avuto da parte della sinistra, e mi riferisco in particolare agli ex DS ed ora al PD, la contrapposizione che meritava. Non c’è stato un fronte compatto di resistenza a questo tentativo di egemonizzare l’identità dei cittadini italiani delle regioni settentrionali ed al discorso leghista sulla Padania che si basa, tra tanti, su alcuni assunti particolarmente insidiosi oltre che errati. Il primo assunto è che il Nord sia un area compatta definita da precise caratteristiche culturali (gente che lavora, che paga le tasse, ecc) come se queste non appartenessero ad altre regioni. Il secondo è che il Nord, essendo più economicamente sviluppato del Sud, deve questa maggiore ricchezza a queste caratteristiche culturali. Certo, anche i leghisti ammettono una traiettoria storica differente del Sud, ma spiegano la persistenza delle differenze tra nord e sud attraverso la diversità del ‘popolo padano’ e quello ‘meridionale’ (sul centro d’italia si trovano in difficoltà). Questa retorica serve a nascondere una realtà molto più complessa vale a dire che 1) Il nord in realtà è tanti nord, sia culturalmente, socialmente ed economicamente 2) Anche il Sud è in realtà molti Sud 3) Nord e Sud si sono mischiati tanto negli ultimi cento anni. Non si può eludere la domanda, ma sono Nord e Sud d’Italia culturalmente diversi? La risposta è che lo sono ma molto meno di quello che comunemente si vuol far credere. Inoltre questo è ancor meno vero tra i giovani e tra i più istruiti, dove le differenze diventano trascurabili (mi sto occupando di una una ricerca proprio su questo). Le differenze culturali però non giustificano il messaggio il legame cultura ’meridionale’ uguale sottosviluppo perché non considera che le differenze culturali sono generate anche dalle diverse condizioni economiche e sociali. In altre parole, è sbagliato dire che il sottosviluppo sia causato dalla cultura meridionale perché è anche vero il contrario.

Il PD deve farsi carico di questa battaglia culturale, senza negare le diverse esigenze dei territori, cercando di separare la realtà dall’opportunismo politico leghista. Una battaglia che è stata rinviata per troppo tempo e che non dovrebbe essere lasciata ad altri.iMille.org – Direttore Raoul Minetti

2 Commenti

  1. Marino

    “Certo, anche i leghisti ammettono una traiettoria storica differente del Sud, ma spiegano la persistenza delle differenze tra nord e sud attraverso la diversità del ‘popolo padano’ e quello ‘meridionale’”

    Ci sarebbe da ricordargli che la Milano dei Promessi Sposi non era poi tanto differente da Napoli, Controriforma, superstizione e plebaglia alla Masaniello inclusi

  2. Moreno Puiatti

    Perchè la Milano del 2010 sarebbe etnicamente pura? Gli abitanti “padani” si chiamano Esposito, Caruso e presto anche Al Zahir, Asamoah, Cheng saranno diffusissimi.

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