di Filippo Zuliani – iMille Energia
Eccoci qui, dunque, a commentare una proposta provocativa di Grillo: aumentare il prezzo della benzina a dieci euro al litro, per compensare tutti i danni che causa all’ambiente e promuovere il trasporto alternativo. Personalmente non amo commentare le provocazioni, ma questa dei 10 euro al litro val bene un commento, una volta per tutte le proposte similari e per fare il punto della situazione nel settore dei trasporti alternativi.
Partiamo dall’assunto di Grillo e ammettiamo che abbia ragione: da ora la benzina costerà 10euro al litro, circa cinque volte il costo attuale. Che succede? Succede che, dopo un tal aumento, il trasporto personale così come lo conosciamo diventa troppo costoso per un sacco di gente e che il suddetto sacco di gente parte alla ricerca di una alternativa. E trova…
Di sicuro non trova un’auto che consuma cinque volte meno. Per il semplice fatto che un’auto del genere oggi non esiste e non è boicottata/celata da alcun cartello di petrolieri internazionali. Se esistesse, un’auto dai consumi così bassi conquisterebbe immediatamente il mercato e non si capisce perché le case automobilistiche – che vendono auto e non petrolio – non l’abbiano ancora messa in vendita.
L’auto elettrica (o a idrogeno) soffre ancora di numerose magagne tecniche che ne minano l’appetibilità – riciclo delle batterie e loro durata su tutti – e sulla sostenibilità di una eventuale produzione industriale di massa pesano ancora dubbi non da poco (c’è abbastanza litio per le batterie? e platino per le fuel cell? a che prezzi?). Inoltre, non esiste ancora un sistema di distribuzione acconcio per i “combustibili” alternativi (l’elettricità o l’idrogeno non si trasportano in autocisterne come la benzina).
Il sistema ferroviario, allora. Se non posso usare l’auto andrò in treno. E’ però ancora nell’aria il recente caos-treni seguito al blocco degli aerei nel nord Europa dopo l’eruzione del vulcano, quando i viaggiatori che normalmente si spostavano in aereo si sono riversati in massa sui treni. Ora, il numero delle persone che normalmente usa l’auto è di gran lunga superiore a quelli che si spostano in aereo. Qualora tutti gli automobilisti si dovessero spostare sui treni, beh, una paralisi totale del comparto è la conseguenza più probabile. Certo, si possono fare investimenti e potenziamenti sia nella distribuzione di elettricità/idrogeno che nella capacità del settore ferroviario. Tuttavia è illusorio pensare di poter completare un sistema di distribuzione nazionale in pochi mesi o di potenziare il sistema ferroviario in una settimana. Questi progetti prendono anni, se non decenni, e richiedono ingenti investimenti e risorse.
E se dismettessimo l’auto in massa, come vorrebbero tanti eco-ambientalisti “moderni”, e restassimo tutti a casa? Se avvenisse dall’oggi al domani, secondo la logica della proposta di Grillo, se il trasporto in auto diventasse preregotiva di ricchi e affaristi, assesteremmo un danno colossale all’economia mondiale. Ogni anno l’industria automobilistica produce infatti circa 70 milioni di veicoli in tutto il mondo, dando impiego un elevato numero di persone – dall’operaio al manager – e generando i profitti che potete immaginare. Dieci euro per un litro di benzina vuol dire far crollare dall’oggi al domani l’industria automobilistica, lasciando a casa la maggior parte del personale impiegato e ricevendo molte meno tasse dalle aziende produttrici di automobili. Tasse che, va sempre ricordato, servono a pagare pensioni, sanità e welfare per i cittadini.
Oltretutto le implicazioni della mobilità personale nell’economia moderna non si fermano certo qui. Chi abita in periferia di Roma e lavora a Latina abbisogna di un mezzo di trasporto per essere puntuale in ufficio. La facilità della mobilità personale è ciò che dà valore, ad esempio, alle case della periferia di Roma. Se gli spostamenti diventassero improvvisamente problematici, il valore immobiliare di una certa area crollerebbe, assieme agli utili di chi ha erogato il mutuo per l’acquisto delle case (la banca) e al ritorno di investimento di chi quelle case le ha comperate (i cittadini). Anche qui, crollo verticale dell’economia, dei servizi sociali erogati e del mercato del lavoro.
La provocazione di Grillo ha un senso se rapportata alla Carbon Tax o a sistemi più complessi per la riduzione delle emissioni come il Cap-and-Trade. Che vada trovata una soluzione al problema della mobilità personale in tempi di scarsità di petrolio è indubbio. Ma una provocazione va presa per quel che è: una provacazione, appunto. Chi pensa di risolvere un problema reale con una provocazione finisce solamente per imbastire una cura peggiore del male.iMille.org – Direttore Raoul Minetti





Beppe Grillo è geniale. Riesce a massacrare delle idee sensate estremizzandole, come pochi altri.
#1: “benzina” nel senso generico di combustibile per autotrazione, gasolio e GPL inclusi? Anche il gasolio per i camion a 10 € al litro? e i prezzi di tutto, dalla verdura al lamierino d’acciaio dove vanno a finire?
#2: probabilmente il prezzo della benzina salirà sempre di più, quindi forse converrebbe alzare subito il carico fiscale sulla benzina (magari assorbendo in esso altre imposte, il bollo ecc. )nelle grandi aree urbane e destinare il ricavato a potenziare il trasporto pubblico, per poi ridurre il carico fiscale al salire del prezzo. Per dire, benzina a 3 € dentro le città con più di _X_mila abitanti per i prossimi diciamo 5-10 anni, le tasse ai comuni al posto dell’ICI,
qualche impresa italiana intanto si specializza in filobus ibridi trolley+batteria
(quelli che abbiamo a Roma sono stati comprati in Ungheria), si incentiva l’uso della bicicletta…
Scusa Fil, ma la tua analisi della provocazione buca clamorosamente le conseguenze più ovvie. Benzina a 10 euro al litro? Mi sposto con qualunque mezzo che non vada a benzina: dunque certo il bus (che aumenterebbe il costo del biglietto, tra i più bassi del mondo attualmente), il treno (idem come sopra), ma anche la bicicletta a pedali, la bici elettrica, il monopattino, il monociclo, i pattini a rotelle, i pattini in linea, il cavallo, il ciuco, il carro a cavalli, il carro a ciuchi e i piedi. Certamente l’industria dell’auto crollerebbe, così come quella dei motorini. Ma i costruttori di auto e motorini metterebbero miliardi di investimento sui motorini elettrici o a gpl e così anche per le auto a metano, a gpl, elettriche. Ci sarebbe una rivoluzione della rete distributiva e i distributori di benzina lascerebbero il posto a quelli di metano e gpl, o alle colonne per ricaricare le auto elettriche. I Comuni sarebbero costretti a potenziare i sistemi di car-sharing non a benzina. Le industrie della bici e degli altri mezzi di trasporto, più quella di allevamento animali da trazione avrebbero un boom. Ma la cosa che mi darebbe più sollazzo sai cosa sarebbe? La fine della categoria dei tassisti romani!
Certo che e’una provocazione. Ma alla fine nemmeno troppo smaccata:difficile che aumenti dall’oggi al domani da 1,5 a 10 euro al litro. Prima o poi passera’ la recessione e le economie cominceranno a richiedere petrolio al ritmo, per dire, del 2006. E allora mica e’tanto impensabile che si torni ai 200 dollari al barile, per dire. Insomma Filippo tu dipingi uno scenario ovviamente apocalittico nel caso di un cambio “repentino”, ma secondo me anche spalmeto du diciamo 10 anni sarebbe un casino lo stesso, no? Buona parte di quei 100.000 miliardi di cui parli nel post precedente sono proprio per i combustibili fossili impiegati dai trasporti…
A sinistra siamo fantastici. Il post di Zuliani ben sottolinea la distanza abissale tra una soluzione reale ed una provocazione. Ma specie notare che, nonostante i numeri e le ragioni siano messi giu’ chiari, ci sia sempre qualcuno che parte con i distinguo del se, ma, in fondo, come Francesco Cerisoli qua sopra. Insomma, invece di discutere sulle soluzioni reali ci facciamo le pippe sulla verosimiglianza delle sparate di Grillo, un comico che non si sa mai se si improvvisi tuttologo per scherzo oppure seriamente.
@Francesco,
e’ proprio quel “prima o poi” che fa la differenza. Quei “10 anni” sono il tempo che ti serve a dispiegare una rete di distribuzione alternativa sul territorio (le colonnine elettriche per ricaricare di Anellidifumo, per esempio), andare a regime con la produzione industriale di auto elettriche (il sistema industriale ha i suoi tempi di adeguamento) e provvedere alle modifiche necessarie alle infrastrutture. Tutte cose che hanno i loro tempi tecnici ed economici.
Il ruolo della politica e’ proprio guidare la transizione, evitando gli strappi che rischiano di essere disastrosi per la societa’, anche se animati dalle migliori intenzioni. Portare la benzina a 10euro al litro oggi sarebbe un cataclisma per tutti – al contrario della provocazione di Grillo – per il fatto che, oggi, non esiste una alternativa sufficientemente solida alle auto convenzionali a benzina. Ci vorra’ ancora tempo (e ricerca) per arrivarci. Per cui, bando agli indugi e via alla ricerca, carbon tax e cap-and-trade sulle fonti fossili per finanziare la transizione. Ma gradualmente, che scassare l’economia mondiale non migliora certo la vita delle persone.
E’ una provocazione che si è già sentita molte volte. Non è certo farina del sacco di Grillo e per quanto possiamo spremere i neuroni per trasformare il livore che proviamo nei suoi confronti (sconveniente) in sane argomentazioni (civili e auspicabili) questo tema sbatte sempre contro lo stesso muro: la cultura sociale.
L’italiano standard è una persona che vuole la macchina, e sbava se non ce l’ha, perché dev’essere indipendente e avere il suo spazio su cui regnare. Evito richiami freudiani. E non è una cultura della macchina, attenzione: non è passione per i motori e per la guida. E’ voglia di dominio sul proprio reame: si fa di tutto per entrarne in possesso e poi si pretende deferenza incondizionata per esso (da cui la quotidiana arroganza alla guida e del “tu-non-mi-tagli-la-strada-stronzo-imbecille-e-non-me-ne-frega-un-cazzo-se-c’ho-lo-stop”).
I cani sono più saggi di noi: si limitano a qualche pisciatina, gratuita e biodegradabile.
Pensate: è osservando la gente alla guida che è cominciata la storia delle mie speculazioni filosofiche: “Io sono Dio”.
Da cio proviene poi lo stato d’animo inverso: la diffidenza (eufemismo) verso i mezzi pubblici, considerati roba da “perdente”, da “non fighi”, da chi “non sa emergere”, pieni di straccioni che puzzano, di luridi sudati con le ascelle pezzate, di delinquenti e borseggiatori… finite pure voi il catalogo, con le frasi che captate (vivo a Milano e viaggio solo con mezzi pubblici, e sono ben felice, anche perché, come dissi a uno che si lamentava della Metropolitana: “A forza di tangenti, l’abbiamo pagata 4 volte il suo valore. Almeno sfruttiamola!”).
Si dirà: stai generalizzando il comportamento di poche persone.
1) Generalizzare è imprescindibile, o non avrebbe senso il linguaggio;
2) non siamo forse tutti immersi in una “cultura”?
3) E non è forse stata, questa cultura della macchina, ABILMENTE COSTRUITA in questo paese per decenni, per alimentare il consumismo e favorire la FIAT?
Bene: adesso bisognerebbe tornare indietro, prima di tutto con la testa. Aumentare il costo della benzina, come noti tu Filippo, è sommamente inutile prima di tutto perché l’italiano standard sarebbe disposto a vendere pure la madre pur di mettere la benzina nella sua macchina – regno.
@Antonio
Se delle personcine preparate e schierate come noi discutono delle provocazioni di un comico, per quanto autopoliticizzato, sara’ segno dei tempi…. Il se, ma, in fondo che mi attribuisci si chiama, banalmente, dibattito. Che sembrera’ strano ma in un partito DEMOCRATICO e’ ancora in uso. Mentre da altre parti e’ molto piu’ comodamente adottato l’ipse dixit, ma alle ragioni di chi ti mette al rogo e magari alla fine finisce appeso per i piedi lasciamo che ci credano, acriticamente, gli altri.
@Filippo
Esattamente come dici tu, con le adeguate misure e i tempi necessari a non mandare da una parte noi sott’acqua, e l’economia a escort, alla fine ai quei 10 euro al litro forse ci arriveremo, e magari in meno di 10 anni. Ed ecco perche’ si capisce che e’ una provocazione, in quanto estremizza quello che e’ uno scenario tutt’altro che improbabile. Noi facciamo bene ad elaborare le NOSTRE proposte e a studiare le nostre soluzioni perche’ quelle che sembrano cose impossibili alla fine diventino normali.
O ma ci rendiamo conto che con una lampada a led da 1,5 watt otteniamo la stessa luce di una tradizionale da 20? Ci vuole il tempo che ci vuole, ma alla fine tecnica piu’ “congiuntura” possono cambiare le cose!
@Francesco
Concordo, e’ ed quello che ho scritto nel post: una provocazione va presa per quel che e’, una provocazione appunto. Il guaio e’ che alcuni pensano sia una soluzione reale e la vorrebbero applicata cosi’ come sta.
Questa sera Report è uno sballo per la metodica analisi dei metodi attraverso i quali grandi conurbazioni europee hanno saputo risparmiare denaro e inquinamento perché hanno disincentivato il trasporto privato su ruota in città, grazie alla pianificazione urbanistica e al trasporto pubblico. Tutto messo in relazione con la realtà italiana.
Non abbiamo bisogno di inventare chissà che per salvare questo paese…
Io trovo fantastico che dei commentatori si suppone politicamente preparati stiano ancora qui a mostrare al mondo della blogosfera il loro snobismo e la loro sottovalutazione del fenomeno Beppe Grillo e del movimento Cinquestelle, anche dopo tutto quello che è già successo. Nemmeno con la Lega Nord della fine ’80 si mostrò altrettanta prosopopea. Continuate così: comico, antipolitico, populista, eccetera. Poi diteglielo alla Bresso, che ha perso per colpa delle battute di un comico che ha preso 40.000 voti sul suo candidato burletta.
Janila, Report ha anche implicitamente dimostrato che la tua analisi “psico-sociologica” del 05.08.10 qui brillantemente espressa e riferita all’auto come surrogato sessuale dell’italiano medio non … si adatta ai fatti.
Saluti.