di Fabio Chiusi
Le polemiche sul cimitero “islamico”, che non risparmiano nemmeno la sepoltura di una bambina. L’aggressione a un assessore omosessuale in pieno centro cittadino. Le scritte omofobe e filofasciste. I manifesti che ritraggono un bacio tra due persone dello stesso sesso oscurati – con tanto di rivendicazione – dai militanti de La Destra. E ora un consigliere comunale della Lega Nord, Luca Dordolo, che scomoda la Digos per segnalare la presenza di una donna con indosso un burqa (si scoprirà che era un niqab) per le strade cittadine.
Che importa stesse spingendo un passeggino e fosse affiancata dal marito: “Con i tempi che corrono non si può mai sapere cosa possono nascondere sotto l’abito nero”, commenta Dordolo, “e in più la donna si stava dirigendo verso il duomo che è un obiettivo sensibile“. Insomma, tanto basta per scendere dalla macchina, sfoderare il telefonino, scattare qualche foto, comporre il 113. “C’è una persona travisata che si sta dirigendo verso piazza Duomo”, avrebbe detto il consigliere alle autorità, rivela il Messaggero Veneto.
Tutto questo in pochi mesi. Che sta accadendo a Udine? Ho deciso di chiederlo a Hosam Aziz, esponente egiziano di fede musulmana del Partito Democratico udinese.
Aziz, Udine è diventata intollerante?
Intolleranza a Udine non ne vedo, e abito qui da dieci anni. La città è accogliente e civile, come dimostrato ad esempio dagli ampi consensi nei sondaggi svolti dal Messaggero Veneto e dal Friuli riguardo all’opportunità dei manifesti contro l’omofobia, o le raccolte di firme sul cimitero definito “islamico”. C’è tuttavia una intenzione di aizzare l’odio, e risponde alle strumentalizzazioni politiche di Destra e Lega. Ti pare che per una donna con due bambini, che passeggia in pieno giorno insieme al marito, venuto tra l’altro in Friuli per uno stage alla Danieli – e che dunque fa parte di quella che chiamiamo “manodopera altamente qualificata” – serva scomodare quattro pattuglie? Solo perché ha il volto coperto?
Queste strumentalizzazioni vengono utilizzate a fini elettorali?
Sì. E funziona: la Lega cresce in una maniera spaventosa. A Cividale, ad esempio, ha superato il PDL. E se funziona si deve anche all’incapacità della sinistra di prendere posizione sui diritti civili.
La legge italiana vieta o no di girare per strada con un burqa o un niqab?
C’è una legge del 1978 che obbliga a mostrare il proprio volto di fronte a una richiesta esplicita delle forze dell’ordine. Allora fu fatta, giova ricordarlo, per via dei passamontagna indossati da chi sequestrava le persone. Anche allora emersero dei problemi, in quel caso per l’uso del casco integrale. Ad ogni modo, la legge non vieta di passeggiare con il viso coperto: l’infrazione sussiste solamente quando non si mostri il volto dietro esplicita richiesta delle autorità. Il divieto esiste in Belgio, ed è a quella legge che la Lega fa riferimento per portare in Italia un problema che non esiste. Esiste tuttavia una ordinanza del sindaco di Azzano Decimo, Enzo Bortolotti, che prevede 500 euro di multa per le donne “beccate” a passeggio con un burqa. Anche se non mi risulta che ad Azzano Decimo abitino donne che indossano un burqa…
Quanto popolosa è la comunità musulmana udinese?
Si contano circa 5000 individui. Ma tieni conto che la cifra naturalmente non si basa sulla loro fede, ma sul paese di provenienza. E poi bisogna ricordarsi che non tutti questi soggetti sono credenti praticanti. Alla preghiera del venerdì, la più frequentata, si presentano intorno alle 300 persone, che diventano una ventina nel resto della settimana.
E questa comunità ha mai dato reali segni di pericolosità? Sono mai state scoperte armi, progetti o cellule terroristiche?
No.
Pensi che nonostante questo la popolazione condivida le preoccupazioni dei leghisti? Pensi sia strumentalizzabile?
Se non dai informazione giusta tutti sono strumentalizzabili. L’undici settembre ha cambiato radicalmente il modo di percepire gli islamici, portandoci a dimenticare che per 1500 anni abbiamo convissuto in pace, e che a subire il terrorismo fondamentalista sono stati semmai proprio paesi come l’Egitto e l’Algeria.
Tu sei mai stato discriminato per via del tuo aspetto, delle tue origini o del tuo nome?
Ho dovuto scontare un po’ di diffidenza iniziale dovuta al cognome. Sta a te mostrare di che pasta sei fatto, e farti accettare.iMille.org – Direttore Raoul Minetti




