Questioni primarie e derivate

di Riccardo Spezia

In questi giorni la lettera di Vassallo, gli interventi di Veltroni e Franceschini da Cortona, l’intervento di Marino in risposta alla lettera di Paolo Cosseddu, hanno riaperto le cataratte del “primarie si, primarie quando”.
Premetto che sull’operato della commissione statuto, che è stata nominata durante la Convenzione Nazionale, ne so quanto letto dai giornali. Ricordo che la commissione fu nominata all’epoca, e che, seguendo l’usanza tipica del PD, i delegati ne sono venuti a conoscenza solo il giorno stesso (io ero delegato, quindi lo so per esperienza diretta.).
Cosa poi abbia fatto in questi mesi quella commissione è restato misterioso e/o di poco interesse fino alla lettera di Vassallo.

Non ho capito (come tutti credo) quale sarà la proposta che verrà portata in Assemblea Nazionale e comunque è annunciata una riunione della commissione venerdi’ (presumo pero’ che non sia il primo incontro, anche se questo è forse non troppo rilevante). So pero’ che, sia che la proposta che ne verrà ci piacarà sia che non ci piacerà, è un’ulteriore prova che assemblee composte da centinaia di persone non servono a nulla. E’ chiaro che in un giorno non si potrà fare un dibattito. E francamente mi pare che delegare una commissione, già piuttosto nutrita, sia più che sufficiente.
Non entro nel merito dei dettagli, se ne è detto già abbastanza e si vedranno quando le proposte usciranno allo scoperto. Penso solamente che la strada che sembra aver imboccato il PD sia quella che era stata indicata da Bersani quando si presento’ al congresso e che fu votata sia dagli iscritti sia dagli “elettori”, che si sono dimostati non essere un “corpo mistico purificatore” pronto li’ a mondare il PD (e la società italiana) dalle “storture della partitocrazia”.

Voglio essere chiaro: non ero d’accordo all’epoca e non lo sono ora sull’idea di partito e di società che sta dietro quella linea che ha vinto. Penso pero’ che questo sia solamente la spia del fatto che il progetto originario del PD si sia perso, si sia ingrigito (e ne ho scritto diffusamente in questi mesi). Perché, in primis, si è persa, esaurita, la spinta sociale e immaginativa che stava alla base del PD. Le colpe di questo sono molteplici, la società italiana che è “per se” molto conservativa e, in un “feedback negativo”, il PD ne è pervaso, allontanando da sé le componenti più dinamiche e, poiché le classi dirigenti sono elette da persone (che siano elettori o iscritti poco cambia), un corpus “conservativo”, che non ama il rischio, ha premiato l’esperienza dei soliti noti. E l’interessante incontro sullo studio delle correlazioni tra voti al PD e società sottostante promosso da iMille e Deigma ad inizio maggio ce l’ha fatto vedere molto bene.

E’ un po’ anche colpa nostra, pero’, che spesso ci appassioniamo di più e critichiamo (anche a ragione) la dirigenza PD per queste cose dimenticando talvolta i motivi di fondo. Penso che iMille, occupandosi (criticando e proponendo) di Energia&Ambiente, Università&Ricerca, Diritti, Lavoro, cerchino di recuperare “politicamente” quei settori dinamici e moderni che poi naturalmente porterebbero, quando e qualora fossero prevalenti nel PD, al modello di partito che è secondo noi il modello più adatto per un partito progressista e democratico nel mondo di oggi.
Fare una battaglia ideologica sulle primarie, pero’, mi pare anche francamente un po’ paradossale. Un “compagno” del PD di Parigi ha detto “non abbiamo abbandonato l’ideologia socialista per l’ideologia delle primarie”. Questo direi che dovremmo ogni tanto ricordarcelo.
E francamente penso che l’assemblea nazionale potrebbe essere un’occasione per capire non tanto cosa pensa il PD dei propri meccanismi interni (cosa importante ma su cui non vale troppo la pena accendere i riflettori della società, basta una commissione), ma cosa pensa il PD del futuro dell’Italia, cosa pensa del futuro dell’Europa. Pensiamo che il sistema economico-finanziario cosi’ com’è potrà funzionare? Che l’Euro senza un sistema integrato di politica finanziaria e fiscale potrà reggere? Possiamo cogliere questa crisi dell’Europa mozzata per rilanciare un’Europa vera e piena? Dei cittadini e della politica?
E dell’energia? pensiamo che il PD possa pensare che in Italia si facciano piani energetici globali e non ridursi a cercare LA fonte energetica? Che il problema è proprio li’, che cercare anche (o forse direi soprattutto) in questo campo LA soluzione non è la cosa giusta da fare. Certo un vecchio modo di concepire la politica e il mondo è basato su LA soluzione unica ad un problema dato. La modernità suggerisce che spesso non è la strategia corretta, e i problemi interconnessi di fonti energetiche, ambiente, economia e lavoro stanno li’ a dircelo. Solo che molti non hanno orecchie per capirlo.

Possiamo sperare che il PD dica: ok su questo, questo e questo (Energia-Ambiente-Sviluppo e Economia-Lavoro-Europa, per esempio) possiamo aprire dei cantieri dove discutere esoprattutto presentare proposte e dati? Discussioni tra esperti e non discussioni fatte perché Fassino, Veltroni, D’Alema, Franceschini, Castagnetti o La Torre trovino li’ un’ulteriore scusa per riproporre le loro decennali disfide.

Quindi, per rivenire a bomba, ai “rumors” di questi giorni. Mi pare che la cosa peggiore che possiamo fare è non vedere che le schermaglie di Vassallo e compagnia non sono altro che l’estenuante riproposizione dello schema Veltroni-D’Alema. Cerchiamo di non finirne stritolati. Cerchiamo di attirare e di farci contaminare dai settori della società più moderni. E all’obiezione che già sento: “ma se il partito non è aperto come possiamo pensare di convincerli?”, rispondo che è un falso problema. Nel partito volenti o nolenti alcune sponde le abbiamo, sia nel nostro piccolo sia con persone che ci guardano (o ci possono guardare) con interesse ma che tante volte non hanno la forza di fare il “grande passo”. Portiamo pero’ decine di proposte moderne, basate su lavoro serio e non mettiamo il carro davanti ai buoi. Perché quando si ha la forza politica poi le regole si adattano. Come sta succedendo, nel verso opposto di quanto da noi auspicato, attualmente e come è successo in questi anni (e come sempre è stato).
Non confondiamo la politica con il sistema delle regole.
Sarà forse un lavoro “lungo”, ma, essendo in vena di motti popolari (è la bersanianizzazione) direi che “la gatta frettolosa fa i gattini ciechi”. Quindi continuiamo a mettere i nostri mattoni e allargare sempre la rete. Lentamente ma inesorabilmente.iMille.org – Direttore Raoul Minetti

5 Commenti

  1. Gianni

    Sarebbe anche un discorso condivisibile se non sfociasse nella solita litania settaria da “missionario che porta la luce della conoscenza ai selvaggi”. Questo si che davvero sa di vecchio e di inutile.

  2. Gianni, i toni puoi non condividerli, ma il senso del post è condivisibilissimo. A proposito delle modifiche previste, vi invito ad andarvi a leggere quelle sulle incompatibilità (art.21 credo) e quelle sull’applicazione del codice etico (art. 40). Per i più pigri, le seconde le trovate sul mio blog

  3. Andrea Ballabeni

    Condivido pienamente lo spirito pragmatico e costruttivo di questa riflessione di Riccardo.
    La cosa a mio avviso piu’ importante da fare e’ continuare a lavorare per le cose in cui si crede. Il partito e’ un vasto network di persone e, come spesso succede nei vasti network, nel PD stanno ora prevalendo dinamiche di autoconservazione. Per cambiare le cose, comunque le si voglia cambiare e comunque la si pensi, non vedo altra strada se non quella della proposizione continua, incorruttibile, risoluta e democratica delle proprie idee, ovviamente sempre aperti alla riflessione e alla possibilita’ di raggiungere compromessi.
    Andrea

  4. Io non credo che se si discute di regole, di regole importanti ovviamente, non si possa discutere anche di altro, dei temi insomma che hai indicato. Del resto l’ordine del giorno dell’assemblea nazionale del 21 e del 22 non comprende solo la discussione sulle modifiche statutarie.
    Certo la posizione sulle primarie non deve essere di natura ideologica.
    Certo non sempre le primarie sono state utili e condivisibili. Io ad esempio sono stato contrario alle primarie in Umbria per la scelta del candidato a presidente della giunta regionale perchè la campagna elettorale è durata solo una settimana e perchè sono state scelte solamente quando si è visto che in assemblea regionale non si riusciva ad ottenere un accordo. Ma ci sono state anche le primarie in Puglia: con le modifiche statutarie molto probabilmente il candidato del centrosinistra non sarebbe stato Vendola.
    E poi le modifiche statutarie di cui discutiamo sono, io credo, importanti, incidono sullo “spirito” fondativo del Pd.
    E onestamente a me non interessa se la polemica iniziata da Vassallo rientra nella “stucchevole” disfida pluridecennale Veltroni-D’Alema. A me interessa la sostanza: semplicemente il fatto che non ritengo valide le modifiche proposte a delle regole che considero di notevole rilievo. Punto.

  5. Francesco Cerisoli

    Problem (apparently) solved.

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