Ho criticato Vassallo in questi giorni e anche aspramente, ma di una cosa devo assolutamente dargli merito: se non ci fosse stato lui non avremmo avuto nessuna informazione su quello di cui si sta discutendo. Ora per esempio risponde (indirettamente) alla mia domanda con questo post. La cosa che non dice è se sono le uniche modifiche (ad esempio il comma “incriminato” sembra passare da essere il 3 ad essere il 4: cosa c’è scritto nel comma aggiunto?) e dunque per un po’ starò ancora in pensiero (sempre quel problema di dove si nasconde il Diavolo: che volete, son fatto così), ma questo è un problema mio, quindi stiamo a quello che sappiamo, ovvero che sui due punti più controversi si è deciso di lasciare le cose come stanno.
Una premessa è d’obbligo: penso che le primarie siano uno strumento importante, mi sono formato il libero convincimento che la polemica di Vassallo sia in gran parte strumentale (e lo dimostrano anche i toni che usa) e che la prima bozza Migliavacca contenesse norme che molti legittimamente non condividevano, ma che non intaccavano la costituency del Pd. Non minavano la sua apertura e la contendibilità della sua leadership, come paventato altrettanto legittimamente da alcuni.
Vengo al merito. Una delle due “modifiche” rispetto al testo diffuso nei giorni scorsi (quella che ripristina una soglia bassa per ricorrere a primarie di partito se non si fanno quelle di coalizione) va nella direzione anche da me auspicata e dunque è un’ottima notizia. Mentre sulle primarie di coalizione, Vassallo spiega come segue la decisione presa:
Nel testo originariamente proposto dal Comitato, il PD partecipa alle primarie di coalizione con un proprio candidato ufficiale. Gli iscritti devono essere “autororizzati” anche per “sostenere” un candidato diverso. Nel testo approvato, che ripristina la formulazione vigente, non c’è candidato ufficiale. Dirigenti ed iscritti sono liberi di sostenere chi preferiscono.
Le cose in realtà sono un po’ peggio di così: si dice che gli iscritti “possono avanzare la propria candidatura”. Le parole sono importanti: si passa da avanzare e sostenere al solo avanzare: bizzarro che ogni iscritto (un iscritto, non un elettore) possa sostenere un candidato a prescindere da quelli “avanzati” dal partito. Ma non è di questo che voglio parlare: sono ormai rassegnato al fatto che molti siano convinti – sempre legittimamente – che il modello di partito sia questo. Mi preoccupa piuttosto il fatto che il testo reciti “avanzare LA propria candidatura”, che in Italiano vuol dire che è una sola: un bel casino, visto che – se la mia matematica non si è del tutto arruginita – potrebbero benissimo essercene due di candidati con il 35%! E – per paradosso – anche sette: due espressione dell’Assemblea e cinque degli iscritti (lì la soglia è del 20%). Come pensano di sceglierla candidatura? Ripeto: un bel casino, peraltro come molti dei meccanismi previsti dallo Statuto Vassallo (ricordate tutte le polemiche sul metodo per l’elezione del Segretario nazionale con i vari lodi Scalfari e compagnia bella?). Per questo vorrei che chi sta tirando ora un sospiro di sollievo mi spiegasse una cosa. E me la spiegasse come la spiegherebbe a un bambino di otto anni. Lo chiedo senza polemica, giuro: perché sarebbe meglio così? Siete sicuri?
Non sarebbe stato meglio lavorare sul miglioramento della bozza Migliavacca invece che al ripristino delle incasinatissime norme attuali? Anche perché una modifica è rimasta: nello Statuto Vassallo si optava in via prioritaria per primarie di partito, qui per primarie di coalizione e quindi il meccanismo andrebbe adattato al nuovo contesto. Io mi sarei battuto per una modifica differente, ovvero che il partito potesse partecipare con tutti i candidati che hanno almeno il 25% in Assemblea o il 10% tra gli iscritti. Ovvero avesse comunque uno o più (ma non troppi) candidati “ufficiali”: questo sì che avrebbe garantito apertura e contendibilità della leadership!iMille.org – Direttore Raoul Minetti







Non so perchè ma pochi già nei giorni passati e ora, dopo la riunione della commissione statuto, hanno rilevato che alle elezioni dei coordinamenti dei circoli (presumibilmente anche dei coordinamenti comunali) e delle assemblee provinciali potranno partecipare solo gli iscritti non coloro che hanno partecipato, iscritti e non iscritti, alle primarie del 25 ottobre (nelle precedenti elezioni era stato possibile).
Il partito degli elettori, e non solo degli iscritti, deve andare bene anche per i circoli o deve andare bene solo per le assemblee regionali e per quella nazionale? A meno che successivamente non si cambino le regole anche per le assemblee regionali e per quella nazionale…
In conclusione il partito degli elettori, unica vera novità a mio avviso del Pd, deve partire dal basso, se, fra l’altro, si vuole effettivamente un partito dei circoli.
Te lo scrivo anche qui: il problema è che due idee di partito non possono coesistere.
Le primarie sono uno strumento che non prevede coalizioni. Forse le sole coalizioni che possono sopportare primarie sono quelle stabili e già costruite (come l’Ulivo) e non quelle in via di definizione, ma anche in questo caso ci troveremmo nell’impossibilità di una competizione aperta. Spiego: nelle primarie di un solo partito puoi avere più candidature di quel partito che si confrontano anche aspramente in quelle di coalizione ogni partito dovrebbe appoggiare il proprio candidato e si capirebbe poco la presenza di più candidati.
E’ una questione non componibile. Chi vede il PD come un partito maggioritario tende pensarlo plurale e con identità che si confrontano tranite primarie. Al contrario chi lo vede come un partito tradizionale pretende che abbia un’identità con al suo interno diverse visioni, pertanto una volta garantita la democrazia interna all’esterno si esce solo con il candidato ufficiale.
Cocordo con Paolo Borrello, da questo derivano le incasinatissime norme attuali hanno due cose che non funzionano e c’entrano poco con le primarie:
1) il doppio voto, quello dei congressi coi soli iscritti per il superamento del 5% che non serve a nulla (concessione ai tradizionalisti che non vogliono le primarie);
2) il rinnovo delle segreterie dei circoli e provinciali in tempi diversi rispetto al rinnovo del segretario nazionale e regionale.
Per evitare di fare troppe primarie e salvare lo strumento basterebbe concentrare tutti i rinnovi in un colpo solo. Non è che ci vuole un genio.