La risposta di Marino

Ieri Paolo Cosseddu ha scritto una lettera aperta per chiedere a Ignazio Marino e Dario Franceschini di opporsi alle modifiche allo statuto del Pd che ridimensionerebbero le primarie.
Ignazio Marino gli ha risposto:

Caro Paolo,
ho letto il tuo appello per la difesa delle primarie nello statuto del PD. Come ben sai nel periodo congressuale e nei mesi che ci hanno portato fino ad oggi ho sempre considerato le primarie un faro. Un metodo democratico di scelta dei nostri candidati a cui non possiamo e non vogliamo rinunciare.
Il mio impegno non si è fermato con il congresso. Continuo costantemente a tenere alta l’attenzione proprio sulla necessità che il PD difenda il metodo delle primarie. L’ultima volta sabato scorso a Cortona.

Venerdì si riunirà la Commissione statuto del PD, che dovrà redigere il testo da discutere all’Assemblea del 21 e 22 maggio. I rappresentanti che l’ex Mozione Marino ha indicato nella commissione – Pippo Civati, Michele Meta e Rosa Calipari – lavoreranno in questa direzione. Per difendere le primarie e quindi far sì che il nostro sia realmente un Partito democratico.

A presto,

Ignazio

iMille.org – Direttore Raoul Minetti

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8 Commenti

  1. Le primarie sono una conquista da difendere, ma vanno tenute sotto controllo, tutti sapete cosa succede in Calabria, dove questo strumento di democrazia viene stravolto fino al punto di farlo diventare strumento di potere per imporre le scelte fatte dall’alto (con accordi tra dirigenti regionali e nazionali).
    A riguardo permettetemi una picola polemica (innocua), vedo che tra i tre nomi scelti, c’è anche la mia correggionale On. Calipari.
    Ciao a tutti!

    Salvatore

  2. gina

    Marino,grazie di aver risposto a Paolo.Questo mi fa dire che avevo ragione a pensare che la scelta giusta alla guida del Pd era Ignazio Marino,anche se poco esperto di politica,o forse proprio per questo.
    P.S.Salvatore,anchio sono calabrese,vedo che citi la Callipari,sai qualcosa di lei che non so?

  3. Ciao Gina,
    ho citato la Calipari (donna onesta e distinta per carità) per evidenziare il paradosso in cui ci troviamo. Delle tre persone solo Civati è una vera espressione dell’elettorato (anche se riferito solo ad una regione) in quanto per votarlo gli elettori hanno dovuto scrivere il suo nome su una scheda. Negli altri due casi invece non è certo che siano espressione del popolo, perchè in pratica non li ha votati nessuno. Per esempio l’on. Minniti, ma anche la Fortugno, la stessa Calipari e tutti gli altri non hanno nessun seguito popolare, ma sono diventati deputati per altri motivi. Il primo perchè appartenente ad una precisa corrente (ricordo che con il vecchio maggioritario non è mai stato eletto, ma entrava in parlamento grazie alla quota proporzionale), le altre due sono state scelte sicuramente non per le loro abilità politiche.
    Quello che voglio dire è questo, come possiamo sperare che la base del partito si rispecchi in decisioni prese da persone non riconosciute come propri rappresentanti?
    Capisco che il sistema elettorale non ce lo siamo scelti noi, però questo è uno dei “peccati originali” che complicano la definizione di sto benedetto partito.

    Salvatore

  4. Salvatore sono d’accordo con te sui principi generali, ma la Calipari non mi sembra male, tutt’altro. Tu che mi dici?

  5. La Calipari è una bravissima donna, su questo non si discute, poi ho visto che ha anche fatto dei buoni interventi in parlamento.
    Purtroppo in questo momento il PD in Calabria è letteralmente imploso, c’è una completa rottura tra i circoli e la dirigenza (pensa che qualche giorno fa un circolo a Catanzaro ha rifiutato di incontrare un deputato di cui non faccio il nome), perchè è crollato tutto quel sistema di potere che apparentemente teneva unito il PD calabrese.
    In questa fase, sia per la legge elettorale, sia per il completo fallimento delle primarie (da come si sono svolte quì, sono uguali alla legge elettorale) tutti coloro considerati “imposti” dall’alto vengono additati come colpevoli, anche quelli come la stessa Calipari o la Lo Moro che magari si danno da fare onestamente per risollevare il partito.

    Salvatore

  6. gina

    Salvatore,grazie dei chiarimenti.Sono daccordo con quanto dici.
    Confesso che per la prima volta,alle elezioni regionali,non volevo andare a votare,
    poi mi sono tappata il naso.
    Civati mi piace perchè rappresenta la nuova classe politica che stenta ad emergere a causa della vecchia classe che non si rende conto che devono andare a casa.

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