Famiglia sostantivo plurale

In Italia fa ancora discutere la regolamentazione delle unioni omosessuali – che sia il matrimonio o un altro istituto giuridico equivalente – e le uniche risposte sono state solo una caricatura di una parità di diritti. Nonostante questo i fantasiosi progetti di legge dai Dico, ai DiDoCo fino ai DiDoRe, sono miseramente falliti perché troppo azzardati!
Figuriamoci quando vicino ad ““omosessuale”” si affianca la parola ““genitorialità””, e la richiesta di diritti e di doveri. La condanna è assicurata. L’elenco dei luoghi comuni è lungo: dall’’accusa di volere un figlio a tutti i costi, all’’egoismo passando sempre per la difesa dell’’interesse del bambino.

Ora questa ultima presunta motivazione è la più bizzarra. Se si avesse davvero a cuore il benessere dei bambini si smetterebbe di essere a favore della discriminazione e della ingiustizia. E ci si precipiterebbe a dare loro protezione tramite una legge, per esempio, che permettesse al genitore non biologico (perché in una coppia di donne o di uomini uno solo è il genitore biologico) di diventare genitore legale. Un esempio chiarisce meglio l’’importanza della questione: oggi se il genitore biologico muore non esiste una garanzia che il figlio possa crescere con l’’altro genitore. Oppure, in caso di separazione, che possa mantenere un rapporto nel caso in cui il genitore biologico non volesse. Lo Stato italiano condannerebbe questo bambino ad essere orfano due volte, nel primo caso, e lo condannerebbe a una separazione forzata, nel secondo.

E, se si avesse a cuore il benessere dei bambini, ci si precipiterebbe anche a sostenere l’’accessibilità al matrimonio per tutti, svincolata dal sesso e dall’’orientamento sessuale dei coniugi. Proprio come dice la Costituzione italiana.

Chiara Lalli sulle famiglie omogenitorialiiMille.org – Direttore Raoul Minetti

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