Al di là delle visioni ideologiche e storiche sulla nostra Costituzione, non è la forma di governo e non è il federalismo e non è la struttura del Consiglio Superiore della Magistratura a fare la differenza. E’ come si comporta la classe dirigente politica, economica, culturale.
Vogliamo dimezzare il numero di parlamentari? Va bene, facciamola questa riforma (per quanto il rapporto tra numero di eletti e numero di abitanti non renda la situazione italiana tanto scandalosa a fronte di quel che avviene in altri Paesi). Vogliamo diversificare le funzioni di Camera e Senato? D’accordo, andiamo. Vogliamo adottare una legge elettorale appena appena decente che in confronto a questa pure il Mattarellum è un capolavoro? Ma diamine.
Però, occhio!, tutto questo non servirà a niente se prima non cambiamo la mentalità di governanti e anche governati.
Per quanto mi riguarda, preferirei che più che alle riforme istituzionali si desse la precedenza alle riforme socio economiche.
Per esempio…
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Al seguente link potrete vedere il servizio dal titolo “L’Italia delle riforme”
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