Note sul ‘partito catalizzatore’

di Estella Marino

Il catalizzatore in chimica è un elemento che inserito in una soluzione con due o più reagenti facilita, permette, a volte è indispensabile per lo svolgersi della reazione tra essi; nella definizione scientifica: è in grado di aumentare la velocità di una reazione, facendola avvenire secondo un diverso cammino, a minore energia di attivazione.

Gli elementi ci sono già tutti nella soluzione ma lui gli fornisce i modi, le forme, le giuste combinazioni per poter interagire e reagire producendo qualcosa di nuovo e/o di diverso. Insomma permette lo svilupparsi delle potenzialità dall’interazione di quegli elementi.
Ecco secondo me un partito cittadino oggi dovrebbe avere – all’interno del tessuto sociale e culturale in cui è presente – un po’ questa funzione. Con una premessa di fondo: avere un’idea anche se non perfettamente definita di dove si vuole andare tutti assieme, ma non una soluzione pre-confezionata da spacciare in ogni contesto.

Nella città ci sono tante realtà sociali e culturali, luoghi di studio, di ricerca o di lavoro, che producono innovazione, crescita culturale, ipotesi di nuove soluzioni a vecchi problemi, nuove forme del vivere e condividere, diverse capacità di aggregare, letture intelligenti di fenomeni nuovi, forme di resistenza ai poteri forti, nuove visioni e approcci alla città stessa. E spesso forniscono una elaborazione più avanzata di quanto il partito possa fare al suo interno come soggetto collettivo.

Ma tutte queste realtà rimangono elementi singoli che non riescono a dare l’avvio al processo di costruzione di un nuovo immaginario cittadino, serve un elemento catalizzatore, un soggetto diffuso e capillare, ma al contempo organico e (un po’) strutturato che decida di essere il tessuto connettivo e l’ossatura del processo di costruzione di una nuova idea di città.

Il catalizzatore (quello vero) a dirla tutta è una sostanza che si ritrova chimicamente inalterata alla fine della reazione, mentre invece il partito dovrebbe essere un catalizzatore “intelligente” che apprende dalla reazione o meglio dal processo stesso che ha messo in moto. L’approccio agli altri elementi-attori dovrebbe essere di ascolto, senza preclusioni – che la verità in tasca non pretende più di averla nessuno – con una buona dose di coraggio di chi accetta la sfida di fornire supporto alla costruzione di un processo senza configurarne a priori il risultato finale – frutto solo del processo stesso. iMille.org – Direttore Raoul Minetti

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1 Commento

  1. Un catalizzatore “ideale” resta inalterato. Purtroppo (soprattutto nella catalisi eterogenea) i catalizzatori si “avvelenano”, ovvero diventano meno efficaci col tempo e vanno cambiati e rinnovati ….

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