di Michela Cella
Un sabato di aprile, un bella giornata di primavera, quella che si è fatta tanto aspettare ma finalmente è arrivata.
Mollo il marito e i pargoli, inforco il motorino e già con un sorriso stampato in faccia mi dirigo verso l”Arci Bellezza.
Attimi di amarcord, io qui non ci venivo da quando avevo 18 anni (e lo frequentavo solo per bere una birra con gli amici). Sono solo le 10:20 ma la sala è già piena, c’è tanta gente normale e tanti ragazzi, molti anche più giovani di me. Tutta gente che mi sembra “normale”, e con un’aria simpaticamente di sinistra. Tante giacche di velluto e tanti jeans, mi sento a mio agio pur non conoscendo quasi nessuno di persona.
Ci sono i mei “amici” virtuali, quelli che hanno organizzato l’evento e tutti coloro che avevano accettato l’invito su FB. Si lancia Andiamo Oltre, che non è una mozione e non è una corrente, ma è un progetto.
La descrizione degli obiettivi l’ha fatta bene Pippo Civati, e qualcun altro più “professionale” di me vi parlerà dei contenuti degli interventi in modo più preciso ed esaustivo.
Io vi parlerò delle mie impressioni e sensazioni, quasi (mi tocca ammetterlo) da outsider.
Si è parlato di politica, quella vera, quella delle idee che devono materializzarsi in proposte utili. Non si è parlato di incarichi e potere. Il linguaggio era svecchiato, la sintassi moderna, agile e lineare. Tanto senso dell’umorismo, quasi anglosassone direi.
Si respirava entusiasmo, quello di coloro che non hanno smesso di crederci ma che sanno che c’è ancora tanto da fare. Che chiedono al PD di esserci, e di dare risposte semplici, chiare e di sinistra. Nei prossimi tre mesi si lavorerà per trovare queste risposte, sperando che il PD le ascolti davvero.iMille.org – Direttore Raoul Minetti





Si respirava entusiasmo scrivi, bene, ora si tratta di vedere se quando e come riuscirete ad occupare posizioni tali dentro il Pd che vi permetteranno di far respirare entusiasmo anche agli elettori!
Perché il problema del Pd oggi è che non trasmette più la sensazione che esista un progetto alternativo a quello della Lega al nord e a quello del Pd nel resto del Paese.
Per cui gli elettori che un tempo votavano per il centro-sinistra si sentono liberi di scegliere chi propone, vero o falso se ne accorgeranno ahimè poi, dopo il voto, qualcosa che a loro interessa.
Il problema della politica in generale e non solo nel Pd, ma direi anche a livello globale è che si è intromessa troppo nella gestione diretta degli affari, per cui ogni politico, ogni corrente, ogni gruppo e lobby interno ai partiti rappresenta qualcun’altro.
Gruppi economici, finanziari, industriali, locali, nazionali e internazionali.
Per risolvere questo problema e restituire i partiti ai cittadini semplici senza tanto potere occorre togliere ai politici la gestione diretta delle cose che oggi gestiscono.
Dai comuni, alle province, alle regioni fino allo stato o alla federazione di stati!
Affidare ai politici e ai partiti il compito fondamentale di fornire le indicazioni giuste di sviluppo, ma lasciare la gestione diretta a manager licenziabili se non raggiungono gli obiettivi prefissati.
Questa soluzione è valida anche per il Pubblico Impiego in modo da far funzionare tutto con efficienza e puntualità, rendendolo produttivo perché fornitore di servizi in tempi rapidi e con ottimi risultati.
Non so se queste sono questioni da voi già affrontate ma se volete contare dentro i partiti senza vendervi a qualche potere, dovete scegliere, inevitabilmente, questa strada!
Errata corrige
alternativo a quello del PdL (non Pd) nel resto del paese
Ogni cambiamento ai vertici di qualsiasi partito che non preveda il distacco della politica dalla gestione diretta degli affari, rappresenterebbe soltanto una semplice sostituzione di persone nella gestione di quel potere delegato dai poteri forti ai politici disponibili e “avvicinabili”!