La lettera che Ivan Scalfarotto ha scritto a Pierluigi Bersani
Caro Pierluigi,
La sortita del Cardinal Bertone, che dal Cile ha direttamente equiparato la pedofilia all’omosessualità, ha segnato in qualche modo il passaggio di un limite. Molto grave è stato secondo me che il nostro Partito – a parte le coraggiose e solitarie voci cui sembriamo aver istituzionalmente delegato l’argomento dei diritti civili – non abbia detto una parola sulla vicenda.
La gravità del fatto sta prima di tutto che, come i giornali di oggi hanno ampiamente riportato, la notizia è oggettivamente falsa.
In secondo luogo, quest’opera di deliberata disinformazione fatta dai vertici della Curia finisce col costruire presso la collettività un’immagine negativa dei cittadini omosessuali, suscitando intorno ad essi uno stigma completamente ingiustificato dal punto di vista scientifico e sociale e introducendo elementi di diffidenza e di paura verso un gruppo di persone che a tutt’oggi in Italia – nonostante i continui richiami dell’Unione Europea – continuano inspiegabilmente, complice il silenzio del nostro Partito, ad essere cittadini con pieni doveri ma a diritti limitati.
Io credo, caro Segretario, che la prima missione del PD sia quella di costruire nel nostro Paese una società dove nessuno si senta escluso e dove a ciascuna persona – indipendentemente dalle sue caratteristiche o condizioni personali – siano riconosciuti rispetto e pari dignità, diritti e opportunità. Penso anche che la nostra stessa ragion d’essere come Partito sia quella di proporre ai nostri concittadini un’idea di società che rispecchi la realtà che li circonda e che integri il nostro Paese nella comunità degli europei, che è la comunità alla quale i nostri concittadini, soprattutto quelli cui appartiene il futuro, sentono di essere parte.
Ti chiedo quindi, caro Segretario, di affermare oggi e sempre con voce ferma che il PD sta saldamente al suo posto: il posto di chi chiede nuovi spazi di cittadinanza e non quello delle rendite di posizione; il posto dei diritti e della parità e non quello dell’arroganza e della sopraffazione; il posto della verità e della convivenza civile e non quello della menzogna e della divisione.
Grazie per la Tua attenzione.
Ivan Scalfarotto
Vice Presidente dell’Assemblea Nazionale del Partito DemocraticoiMille.org – Direttore Raoul Minetti





Non posso che condividere la secca condanna di quella brutale affermazione fatta dalla chiesa cattolica e la necessità di una ferma e chiara presa di posizione da parte del PD (sono un iscritto al Circolo di Cuneo)contro ogni genere di fobia basata su etnie (esiste una sola razza umana), convincimenti religiosi, o tendeze sessuali. Per altro non capisco questa “affannosa ricerca” del “voto cattolico”, questa posizione supina nei confronti della cosidetta “santta sede”, quando i cattolici praticanti sono il 30% della popolazione e, per giunta, su certi temi, quali i contraccettivi, il divorzio, il fine vita, si esprimono con comportamenti ed opinioni del tutto contrapposte ai “sacri canoni” papalini.
Non è la prima volta che lo dico ai “vertici” del PD: caro “Dalesconi” l’unica cosa buona che puoi fare per la Democrazia, per questa povera Italia e per il PD è quella di imbarcare la tua combriccola sulla tua bagnarola e andarti a fare un bel “Giro del Mondo in 80 secoli”
Non possiamo pensare di recuperare i voti con le stesse facce che ce li hanno fatti perdere.
Un Fraterno Saluto
Geniale, questa e’ davvero geniale!
Una “minchiata infelice”, universalmente riconosciuta da tutto il globo terracqueo come tale, gia’ commentata in modo definitivo da diversi importanti esponenti del PD, battuta a ripetizione da tutti i “giornali onesti” della terra, al punto da costringere il prelato proprietario (purpureo di vergogna) al “rattoppo”, viene trasformata dal Vice Presidente in una insufficienza e in una debolezza politica del proprio (nostro) partito, nelal figura del segretario.
E cosi, al purpureo prelato e ai suoi scaltri segretari, basta tirare fuori i numeri di un rapporto sugli abusi sessuali compiuti da sacerdoti negli States (John Jay College -NY- 2004) per dimostrare che sono loro le vittime della intolleranza e della discriminazione.
Geniale! Geniale!
Ha ragione Musso: “non possiamo recuperare i voti con le stesse facce ….” e questa e’ la ricetta giusta per continuare a perdere, sempre e dovunque.
Saluti
Leo scusa ma non ti seguo.
Filippo,
piu´ prosaicamente:
il Vice Presidente pungola il segretario ad assumere una posizione politica specifica sul caso Bertone, lasciando chiaramente intendere che quanto detto/fatto fin´ora non sia “sufficiente”. Nel frattempo la faccenda si e´ modificata nei termini e nella sostanza, le proteste generali uffíciali hanno costretto Bertone a reinterpretare se stesso fornendo delle spiegazioni che sgonfiano di fatto la presunta portata discriminatoria delle prime. Continuare ad insistere sul concetto che Bertone abbia incitato in maniera piu´o meno indiretta alla intolleranza verso gli omosessuali e´ controproducente innanzitutto per le politiche di diritto che si vuole perseguire e poi per la stessa immagine pubblica del partito. Un Vice presidente, per quanto coinvolto personalmente, dovrebbe percepire con piu´sensibilita´questi concetti.
Saluti