L’egoismo saggio è di sinistra

Perché il rispetto delle norme, la difesa e l’ampliamento del welfare, la costruzione della pace sociale, la creazione di un sistema equo ed inclusivo, la tutela del bene comune e la creazione di un sistema di norme e strutture che possa sostenere la ricerca individuale della felicità, cioè il vocabolario storico della “sinistra”, si conciliano a meraviglia con l’egoismo e con l’utile personale. Anzi: ne sono l’espressione più genuina e compiuta.

L’integrazione è un modo per scongiurare la guerra civile presente e futura; il welfare è un modo per proteggere chi cade in disgrazia, nella convinzione che può capitare a chiunque; l’acqua pubblica è un modo per garantire la gestione di un bene primario al costo inferiore; l’istruzione universale è un modo per sviluppare nell’interesse di tutti i talenti migliori partendo dal bacino più ampio; lo stato sociale è un modo per ridurre le tensioni, prevenire la criminalità e promuovere nei fatti una morale che possa far funzionare il mondo in maniera migliore. Su tutto ciò, se vogliamo, possiamo innestare i principi, le visioni del mondo; ma questa forma di egoismo razionale e universale ne è la base imprescindibile.

Tutto sta nel far capire che l’utile personale non sta nel poter parcheggiare in terza fila, ma nel costruire una circolazione fluida in cui a nessuno capiti di rimanere imbottigliato; e che se non si può parcheggiare in terza fila è proprio per evitare, quando toccherà a noi di rimanere bloccati nel posteggio, di passare i quarti d’ora a suonare il clacson. Posticipare la gratificazione immediata, per costruire gratificazioni durature e profonde. Bisogna convincere la gente che tutto ciò è nuovamente possibile.

Andrea Franzoni sul suo blog

iMille.org – Direttore Raoul Minetti

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