Ci provo

di Jack Lagona

Forse è meglio parlarne adesso che ho sbollito la rabbia accumulata tra ieri sera e stamattina prima di litigare nuovamente con gli amici. O almeno ci provo.

La decisione negativa della Consulta sul matrimonio tra persone dello stesso sesso mi ha dato fastidio non soltanto per la mancanza di coraggio dei costituenti, ma soprattutto perché ieri pomeriggio sono stato ad un incontro LGBT e la cosa mi è letteralmente esplosa in testa.

Ho un vicino di casa gay, e ogni tanto mi invita a partecipare ad incontri informali della comunità gay e lesbiche della mia città. Ieri sera, mentre parcheggiavo, me lo sono trovato davanti al portone di casa che mi aspettava per portarmi al raduno di quel pomeriggio dove si sarebbe parlato naturalmente della sentenza della Corte. Ora, questi incontri non sono per nulla ufficiali, servono per lo più a sondare il terreno della comunità locale in vista di partecipazione ad eventi o all’organizzazione di manifestazioni. Infatti la maggior parte di questi incontri clandestini avvengono a casa di uno dei ragazzi. Di solito si radunano non più di 8-10 persone per poi fare un passaparola generale prima di confrontarsi ufficialmente con l’arcigay di Pordenone e Udine. Ieri sera eravamo una trentina di cui alcuni etero.

Non mi dilungo più di tanto nello spiegare la discussione e le varie proposte/proteste da fare prima o subito dopo la motivazione della Corte, mi soffermo invece sulle persone presenti. C’erano uomini e donne di tutte le età, parecchi dei paesini vicini e qualcuno ancora con le borse sotto gli occhi. La cosa che più mi ha colpito è stata che molti di loro li conoscevo di vista senza essermi mai reso conto della loro diversità, e vederli in quell’occasione non faceva che accrescere la mia ansia. Con tutto che con molti ci conoscevamo solo di vista o per sentito dire agli eventi del Pd Cordenons, chi mi è stato presentato mi ha quasi sempre abbracciato. Alcuni ancora singhiozzavano.

Ho sentito vetusti sessantenni raccontare del loro trentennale rapporto di coppia col proprio compagno convinti che i loro legittimi diritti non verranno riconosciuti nemmeno stavolta, e pensano che non vivranno abbastanza per poterli mai avere quei diritti. Ho sentito giovani ventenni raccontare di come l’avevano detto ai genitori e ammiravo il loro immenso coraggio nell’affrontare una situazione che chiamarla difficile è riduttivo. Ho sentito una ragazza dire che l’unico modo per avere dei diritti paritari in questo paese è operarsi e cambiar sesso, ed io non riesco tuttora a immaginare la candida bellezza di quella ragazza sotto spoglie maschili.
Che la Consulta avrebbe rigettato il ricorso era nell’aria sin dall’inizio, avere la conferma che nemmeno l’Alta Corte avrebbe agito con coraggio per dare dignità a chi di dignità ne ha avuta finora da vendere è dura da accettare. Sentire poi le parole di Bertone che equipara la pedofilia all’omosessualità fa capire quanto sia importante il Vaticano nella vita politica italiana.

Ieri sera tornando a casa avevo lo stomaco in subbuglio, e nemmeno scrivere le due righe su chi secondo me aveva complottato contro un’intera popolazione mi ha fatto scaricare il nervosismo e l’angoscia. Tanto che stamane, leggendo i commenti nella mailing list millina, ho probabilmente offeso più di un credente con le mie risposte. Perché molte colpe son convinto li ha la chiesa: ci sono preti che si danno moltissimo da fare ripudiando le alte gerarchie aiutando persino la razza dannata, ma sono casi sporadici e si arriverà al punto che anche loro dovranno sottostare agli ordini del potentato al di là del Tevere. Io ce l’ho con la chiesa diventata oramai una setta di fanatici, persone interessate esclusivamente ad accumulare ricchezza e potere a scapito degli altri.

La parola di Dio dice “ama il tuo prossimo come te stesso”. Ma Dio è stato assassinato quando ha messo gli uomini a capo della sua Chiesa.iMille.org – Direttore Raoul Minetti

2 Commenti

  1. Beh, forse prima di cadere nel trappolone dei media che hanno strillato che la Corte Costituzionale ha detto NO, sarebbe stato meglio aspettare le motivazioni, come aveva giustamente suggerito Ivan. Motivazioni che sostanzialmente dicono che le unioni omosessuali sono degne di tutela, non necessariamente tramite matrimonio, e che il legislatore DEVE legiferare in proposito, altrimenti la corte finirà per dover intervenire direttamente (il punto 8. del “considerato in diritto” delle motivazioni, che si può leggere qui

  2. Touchè!

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